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Torrechiara: quei pericoli irrisolti lungo la Massese

Gli abitanti chiedono di abbassare il limite a 50 chilometri all’ora. Ma nulla si muove fra velocità «consigliate», dossi e cartelli contraddittori

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Da mesi gli abitanti di Torrechiara sono scesi in campo per cercare di risolvere una questione non certo di secondaria importanza: la velocità, considerata eccessiva, autorizzata lungo il tratto di Massese che attraversa Torrechiara. Con un esposto presentato a ottobre al Prefetto di Parma, al presidente della Provincia, al presidente dell’Unione Montana Est e al sindaco di Langhirano, è stato chiesto «che venga immediatamente rivista la velocità consentita nel tratto di Massese tra Arola e l’incrocio a sud di Torrechiara, portando il limite a 50 km all’ora, come già vigente tra l’uscita sud di Torrechiara fino a dopo tutto l’abitato di Langhirano. Attualmente l’unico tratto di strada a 90 km all’ora è proprio in corrispondenza dell’abitato di Torrechiara». Altra richiesta è «che vengano installati autovelox fissi e funzionanti per controllare la velocità delle auto».

Da un anno, da quel tragico incidente del 17 gennaio che è costato la vita dello studente Filippo Ricotti, un folto gruppo di abitanti si è attivato per aumentare la sicurezza e già dopo pochi giorni erano stati richiesti, via posta elettronica certificata, chiarimenti sugli attuali confini del centro abitato per identificare, in base al codice della strada, il soggetto responsabile delle regolamentazioni in materia di velocità (Comune o Provincia). Chiarimenti che non sono ancora arrivati.

Strani segnali quadrati: velocità a piacimento
Nell’incrocio tra la strada provinciale Massese e strada della Badia, teatro in passato di diversi incidenti mortali, l’eccessiva velocità tenuta da tanti guidatori sulla strada principale ha uno strano «alleato»: la segnaletica stradale. Infatti i cartelli quadrati blu con le indicazioni «70», «60» e «50» che si trovano lungo la Massese in prossimità di questo incrocio non indicano l’obbligo di diminuire progressivamente la velocità ma si tratta di… consigli. Questa segnaletica, anche se poco diffusa, è «legale»: è prevista, infatti, dal Codice della strada.

In materia di velocità, e soprattutto parlando della strada provinciale Massese, una segnaletica che «consiglia» rappresenta un concetto strano. E poi, se tanti conducenti già non rispettano i cartelli che obbligano a non superare una certa velocità, figuriamoci quale può essere il rispetto per una segnaletica che «consiglia» e basta. «In questo tratto di Massese - spiega Enrico Sicuri, attento alle problematiche di sicurezza stradale – alla velocità eccessiva si somma il pericolo provocato da tanti automobilisti che effettuano sorpassi, anche se c’è la linea continua che li vieta».

L’ingresso di Torrechiara: un dosso e la barriera jersey spostata
All’ingresso di Torrechiara, per i veicoli provenienti da Parma c’è un segnale che impone di diminuire bruscamente la velocità: si passa dalla velocità massima di 90 chilometri orari ammessa sulla Massese (che tanti abitanti di Torrechiara chiedono di abbassare a 50) ai 30 chilometri imposti a causa del dosso artificiale che si trova subito dopo il cartello di inizio località. In pratica c’è un «dislivello» di 60 chilometri all’ora, che potrebbe rivelarsi pericoloso. «E dove c’è questa segnaletica - spiega Sally Anne Brown, che abita lì vicino - manca il marciapiede rialzato per far camminare in sicurezza i pedoni che provengono dalle tante abitazioni prima del cartello di inizio del paese: a piedi si è costretti a camminare vicinissimo alla carreggiata e col pericolo che qualche veicolo, svoltando in velocità, sterzi sul percorso pedonale per evitare il dosso». A questo proposito va sottolineato che la barriera jersey di plastica rossa, che originariamente si trovava a destra del dosso perché le auto non potessero invadere lo spazio dei pedoni, è stata arbitrariamente spostata da chissà chi sulla sinistra, così tante auto svoltano a forte velocità dalla Massese ed evitano di passare sul dosso.

Quali sono i «confini» di Torrechiara? L’enigma dell’incrocio di strada della Badia
Viene da pensare che non sia corretto il cartello di strada della Badia che, all’incrocio con la provinciale Massese, indica l’inizio di Torrechiara: anche le abitazioni che si trovano dall’altra parte della Massese (è il «rione Badia») fanno parte di Torrechiara. Un’altra particolarità di questo incrocio è che è davvero strano che, nell’immettersi sulla strada principale, sia consentito svoltare a sinistra ma non andare diritto visto che la strada di fronte è percorribile. E questo solo per il traffico che proviene dal rione Badia, perché dall’altra parte, invece, tutte le manovre sono consentite: diritto, a destra e a sinistra. Altra stranezza di questo incrocio è che i veicoli che provengono dall’abitato «centrale» di Torrechiara non trovano il cartello di «fine Torrechiara»: se si tratta di turisti o di persone non bene a conoscenza dei luoghi, viene meno la percezione del pericolo di immettersi in una strada dove i veicoli non viaggiano a 50 chilometri all’ora ma ben più forte.

Misuratore di velocità «generoso»
Nell’abitato di Torrechiara c’è uno «speed check» arancione, la cui presenza dovrebbe indurre gli automobilisti a non correre: curiosamente, però, sulle fiancate c’è scritto «60» anziché «50».

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