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Zampa fratturata? A volte serve l'intervento

Ditelo al veterinario

di Angelo Gresia -

14 dicembre 2019, 11:24

Zampa fratturata? A volte serve l'intervento

Gentile Dottor Gresia Le scrivo riguardo al  mio cane di 2 anni e al suo problema all’arto anteriore che si protrae ormai da alcuni mesi. Il mio veterinario, a seguito di una lastra, ha diagnosticato una frattura non totale del radio e ha provveduto ad una fasciatura per migliorarne la guarigione. Il cane, nel periodo di convalescenza, ha dovuto rifare più volte la fasciatura e all’ultimo controllo la lastra ha rilevato la non totale saldatura dell’osso. Cosa devo fare?


Bisogna dire subito che i tempi di consolidamento delle fratture non sono mai standardizzabili ma si diversificano in base a vari fattori e i principali sono i seguenti: il tipo di frattura, l’immobilizzazione della stessa ed il peso del cane. E’ proprio su questi concetti che mi vorrei soffermare, una fasciatura  si effettua abbastanza raramente e solo su un osso rotto in parte,  in un soggetto non irrequieto e con la possibilità di tenerlo per diverso tempo in un ambiente molto controllabile. Per ciò che riguarda la stabilità della steccatura si può ipotizzare che la difficoltà del cane di tenere la fasciatura e i molteplici bendaggi possano aver indotto una mancata guarigione o una ritardata unione dei monconi ossei. Nello specifico per esprimere  un parere sarebbe necessario  visionare le radiografie di controllo, confrontate con quelle precedenti, per valutare e rilevare la formazione di callo osseo. In ogni caso, a volte occorre solo più tempo e più pazienza, ma non è possibile escludere la completa guarigione del cane. Qualora dovesse ritardare ulteriormente il recupero dell’arto, può essere opportuno sottoporre il suo setter ad un intervento chirurgico che mira, mediante una stabilizzazione rigida dell’arto, coadiuvato anche da trapianto di parte di osso, alla completa guarigione della parte interessata. 
Nel caso particolare le metodiche di intervento sono molteplici e variano a seconda della preferenza e dell’esperienza del chirurgo ortopedico, ad esempio la fissazione interna mediante placche e viti o la fissazione esterna con chiodi particolari sono tra le tecniche più impiegate per raggiungere l’obiettivo in questione. 
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