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AMICI A QUATTRO ZAMPE

Guinzaglio, gioie e dolori: ecco come farlo accettare

22 giugno 2020, 14:46

Guinzaglio, gioie e dolori: ecco come farlo accettare

Rubrica settimanale, a cura dell’educatrice cinofila Lia Begani e la speaker radiofonica Valentina Tridente (Radio Parma).

Bentornati cari compagni e compagne di branco!

Questa settimana, per soddisfare le vostre innumerevoli richieste, parleremo del rapporto con il guinzaglio: una delle tematiche imprescindibili per la gestione del cane ma che spesso crea molto stress e frustrazione negli umani.
Non esistono cure miracolose per le difficoltà di condotta a guinzaglio e dispensare formule magiche in questa sede sarebbe non solo impossibile, ma anche poco professionale da parte nostra, in quanto ogni cane è diverso e, come tale, ogni soluzione lo è altrettanto.
Detto questo non vogliamo abbandonarvi a voi stessi e andremo quindi ad analizzare alcuni dei motivi  per cui i cani possono essere portati a tirare al guinzaglio, nel tentativo di farvi capire meglio da dove venga questa pulsione.

Forse non tutti sanno che: per natura i nostri amici a quattro zampe vivono il guinzaglio come una forzatura. Tuttavia la legge ne ha reso l’uso obbligatorio in luogo pubblico (specificando che non può essere più lungo di 1,5 m). Diventa quindi fondamentale rendere il rapporto con questo strumento il più sereno possibile sia per il cane che per il suo conduttore.

LA SMANIA E LA CURIOSITÀ

Uno dei motivi più diffusi dei problemi di condotta a guinzaglio è rappresentato dalla foga di scoprire che il cane vive in passeggiata.
La motivazione ad esplorare e la curiosità sono due caratteristiche molto spiccate nei predatori come i nostri amici cani, in quanto queste attitudini sono quelle che in natura permettono loro di trovare prede e nuovi territori. Nel contesto urbano meno il cane esce a fare delle belle passeggiate, meno conosce posti nuovi ed interessanti. Di conseguenza, quando avrà la possibilità di farlo, la sua “sete di esplorazione” aumenterà e contemporaneamente anche la foga: ergo tirerà come un trattore.
In questi casi  gran parte della soluzione sarà rappresentata dal fare passeggiate appaganti il più spesso possibile.

LA PAURA

La paura fa perdere al cane lucidità, capacità di ascolto e concentrazione, cose che vanno di pari passo con una buona condotta a guinzaglio.
Si, perché il cane, quando ha paura e non riesce a rimanere lucido, cerca di scappare senza sapere bene dove, vuole solo allontanarsi dallo stimolo che lo preoccupa, che sia esso rappresentato da persone, veicoli, altri cani ecc.
In questo caso la cosa fondamentale è lavorare sui timori e sulla desensibilizzazione a certi stimoli e per farlo, nella maggior parte dei casi, è necessario l’aiuto di un professionista.

NB: In questo caso concentrarsi solo sulla condotta a guinzaglio è come voler curare un sintomo ignorando la malattia.

ATTITUDINI DI RAZZA
La memoria di razza (sia che il cane abbia il pedigree sia che si tratti di un incrocio di determinate razze) fa la differenza: ci sono infatti alcune razze originariamente selezionate proprio con lo scopo di tirare o trainare.
Prendiamo ad esempio il Siberian Husky che deriva dai cani siberiani allevati per il traino della slitta: ecco, con cani appartenenti a questo gruppo può essere normale trovare qualche difficoltà in più nell’insegnare loro ad andare correttamente a guinzaglio. Prendiamo come altro esempio quello del Grande Bovaro Svizzero (Grosser Schweizer):  non solo in passato veniva utilizzato per il traino di strumenti agricoli e carretti, ma può vantare una mole paragonabile a quella di un piccolo bue. Di conseguenza necessiterà di una maggiore pazienza da parte vostra durante la passeggiata.


ENERGIE IN ECCESSO

Alcuni dei nostri amici pelosi hanno un sacco di energie da spendere per moltissimi motivi: attitudini di razza, scarso esercizio quotidiano, vita in spazi ristretti ecc.
Questo è un altro dei motivi che può portare un cane a non riuscire a contenersi a sufficienza in modo da non creare problemi a guinzaglio durante la passeggiata.
In questo caso può essere utile perdere dieci minuti prima della passeggiata per far scaricare il cane sia di fisico che di testa: per esempio giocare un po’ a rincorrere la pallina, lavorare con ricerche olfattive o, perché no, qualche esercizio di obbedienza.

NOIA

Se gli facciamo fare tutti i santi giorni le stesse cose e lo stesso giretto a guinzaglio, può capitare che il vostro cane tiri per noia. Conosce talmente bene quel tragitto che vi anticipa tirando perché ricorda già tutto alla perfezione e non ha più bisogno di appoggiarsi a voi e alla vostra opinione per affrontare quel percorso.
In questo caso può essere utile diversificare le passeggiate in modo da rendere tutto più interessante agli occhi del cane:  «Che figo il mio umano che mi propone sempre qualcosa di nuovo!»,  il canepensiero.

Come già accennato in precedenza, qui vi riportiamo solo alcuni degli esempi che possono causare i cosiddetti “problemi di guinzaglio”; tuttavia il nostro invito è quello di non dare mai nulla per scontato e di non cercare una ricetta miracolosa per la risoluzione del problema: ogni cane è fatto a modo suo e come tale va compreso e aiutato ad arrivare ad una soluzione idonea per la coppia bipede/quadrupede.


NB: Ci teniamo inoltre, in riferimento all’articolo sulla nostra intervista al sindaco Nicola Cesari (per il morso subito da un cane vagante) uscito la settimana scorsa, a specificare che non abbiamo mai consigliato di utilizzare guinzagli estensibili che troviamo poco pratici e molto pericolosi (basta una piccola distrazione per trovarsi nei guai). Abbiamo in realtà parlato della della lunghina (ed ecco forse qui il fraintendimento), che è invece un guinzaglio fisso e come tale richiede la concentrazione del proprietario; la lunghina può essere molto utile in alcuni contesti per educare il cane ad determinati comportamenti, come ad esempio il richiamo e la condotta in libertà.

Per questa settimana è tutto, vi lasciamo con un pensiero di Arthur Schopenhauer:
«L’intelligenza è negata agli animali solo da coloro che ne posseggono assai poca».

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento radiofonico settimanale di “Compagne di Branco”, in onda tutti i mercoledì all’interno di “Manie di Protagonismo” su Radio Parma dalle 15.00 alle 16.00  o in podcast su www.radioparma.it.
VALENTINA TRIDENTE
LIA BEGANI
e-mail: compagnedibranco@gmail.com
IG: @compagnedibranco
FB: compagnedibranco

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