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AMICI A QUATTRO ZAMPE

Gatto: autonomo, tratta sempre il padrone alla pari

29 giugno 2020, 09:41

Gatto: autonomo, tratta sempre il padrone alla pari

Rubrica settimanale, a cura dell’educatrice cinofila Lia Begani e la speaker radiofonica Valentina Tridente (Radio Parma).


Bentornati cari compagni e compagne di branco!

Molti di voi ci mandano adorabili foto dei loro amici pelosi intenti a leggere la Gazzetta, altri ci scrivono per avere chiarimenti sui temi che trattiamo, altri ancora ci propongono nuovi argomenti e spunti di riflessione; e poi c’è un nutritissimo gruppo di fedeli che fin dall’inizio ci ha posto sempre la stessa domanda: «Ma quand’è che parlerete anche di gatti???». Ebbene, eccoci, cari amanti dei felini, abbiamo pensato a voi e abbiamo coinvolto per la nostra rubrica l’esperta consulente di relazioni feline Chiara Copelli. Una volta al mese, ci darà il suo prezioso contributo e, quando possibile, risponderà anche alle domande dei nostri lettori. 

Per l’edizione di questa settimana abbiamo quindi pensato di introdurre il vero e proprio concetto di gatto anche in relazione a quello che abbiamo imparato insieme fino ad oggi sui cani.
IL GATTO IERI COME OGGI
«Se uomini e donne diventassero più felini, questa potrebbe essere la salvezza della specie umana: senza dubbio metterebbe fine alle guerre, poiché i gatti non combatteranno mai per ideali di massa, non avendo fede in ideali di massa, sebbene un singolo gatto sia pronto a combattere sino alla morte per i propri ideali: la sua libertà di parola e di espressione» - Karl van Vechten.

Forse non tutti sanno che: il gatto domestico si è evoluto con la società umana in un periodo relativamente recente rispetto alla domesticazione del cane, integrandosi ed occupando spazi, ambienti e contesti profondamente diversi tra loro ma rimanendo fedele alla propria identità e dimostrando la stessa fluidità dell’acqua che pervade tutti gli spazi che incontra, senza un apparente contenimento ( vedi gatto in vaso, ciotola, tazza, scolapasta ecc.)

Il gatto non ha mai mancato di essere fedele alle sue origini dato che il suo corredo genetico è quasi identico a quello del suo progenitore: il gatto selvatico (Felis Silvestris Lybica) al contrario del cane che invece ha subito una forte pressione selettiva esercitata dall’uomo. Se mentre nei confronti del gatto l’uomo ha iniziato ad allevare e selezionare le diverse razze solo dal secolo scorso e comunque solo sulla base di canoni estetici, con il cane questo processo è iniziato diversi secoli prima e ha avuto fin dall’inizio scopi più pragmatici e utili alla vita in collaborazione con il bipede spennacchiato (caccia, guardia, condotta bestiame…)
 Se decidessimo di stilare un’ipotetica carta d’identità di specie del gatto, ci direbbe che il soffice, tenero, puccioso batuffolo di peli che sonnecchia al sole in cortile o accoccolato sul nostro divano nasconde in realtà l’animo grintoso di una pantera. E’ un felino dalla punta dei baffi all’ultimo pelo della coda, con tutto quello che l’essere felino porta con sé: non è  indifeso, dipendente e bisognoso di protezione come un cucciolo d’uomo di pochi anni. Il gatto, già da giovane, è tostissimo: indipendente, consapevole di sé e dei suoi bisogni e con tutte le carte in regola per sapere come soddisfarli in completa autonomia: è tutto scritto nel suo dna.

Forse non tutti sanno che: Il gatto non è un cane piccolo, per il quale ogni pensiero inizia sempre con un noi e la propria felicità coincide esattamente con quella del  suo branco.
Il concetto di “branco” che per il cane rappresenta un gruppo di individui a cui è legato emotivamente e da cui dipende la sua sopravvivenza, non è  presente nel vocabolario felino, così come non è contemplata l’esistenza di un capo sopra le parti e, quindi, di un ordine gerarchico. Se la vita fosse un concerto, il gatto sarebbe un solista.

«IL PREDATORE SOLIDARIO»
«Il gatto e’ una creatura indipendente, che non si considera prigioniera dell’uomo e stabilisce con lui un rapporto alla pari».  Konrad Lorenz

Predatore e solitario sono le due parole mantra per la comprensione delle caratteristiche di specie del gatto.

Il gatto stabilisce relazioni paritarie con tutti gli altri individui (bipedi e quadrupedi) e lo stare in compagnia non ha a che fare con la sua sopravvivenza, ma col condividere momenti conviviali e rilassanti con gli altri: alla sua sopravvivenza ci pensa da sé! Infatti, anche se il gatto è un cultore del piacere e del dolce far niente, è sempre vigile e attento, pronto a percepire ogni minimo spostamento d’aria: «Potrebbe sempre esserci un topino che esce dalla sua tana!» ( Il gatto-pensiero) 
Ed ecco un altro ambito in cui notiamo l’ennesima differenza col cane che invece caccia molto meglio in gruppo e sente la necessità fisica e biologica di appartenere ad un gruppo in grado di sostenerlo e affiancarlo nelle attività fondamentali. 
Questi due animali vivono la socialità in due modi diametralmente opposti: il cane quasi sempre mentre il gatto solo in relax, per questo motivo se fossero due esemplari di essere umano, potremmo paragonare il primo alle nostre care rezdore mentre il gatto sarebbe senza dubbio il “Re degli aperitivi” .

Per questa settimana è tutto, vi lasciamo con un pensiero di Charles Darwin:
«La compassione e l’empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa ricevere il dono».

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento radiofonico settimanale di “Compagne di Branco”, in onda tutti i mercoledì all’interno di “Manie di Protagonismo” su Radio Parma dalle 15.00 alle 16.00  o in podcast su www.radioparma.it.
VALENTINA TRIDENTE
LIA BEGANI

e-mail: compagnedibranco@gmail.com
IG: @compagnedibranco
FB: compagnedibranco

INIZIATIVA INVIATECI LE VOSTRE FOTO
 «Non sappiamo se Piuma sia maschio o femmina, ma poco importa: sappiamo che ha classe da vendere e non ama essere disturbato/a quando fa il pisolino, quando legge la Gazzetta e in generale tutto il resto del tempo. La famiglia Maestri ha imparato ad adeguarsi e per questo Piuma permette loro di vivere tranquillamente». Volete che la foto del vostro beniamino venga pubblicata nel prossimo appuntamento della nostra rubrica?  Niente di più semplice: immortalate i vostri amici mentre leggono la Gazzetta e inviate la foto a compagnedibranco@gmail.com - tutti gli animali sono i benvenuti! “