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compagne di branco

I gatti, cacciatori dalle eccezionali doti atletiche

03 agosto 2020, 09:42

I gatti,  cacciatori dalle eccezionali doti atletiche

Rubrica settimanale, a cura dell’educatrice cinofila Lia Begani e la speaker radiofonica Valentina Tridente (Radio Parma).

Bentornati cari compagni e compagne di branco! 

Questa settimana tocca ai gatti: come sapete abbiamo introdotto nel nostro spazio un appuntamento mensile tutto dedicato a loro, con l’aiuto della nostra consulente di relazioni feline Chiara Copelli. 

«I gatti non meno fluidi della loro ombra, non offrono spigoli al vento. Si infilano ridotti, concisi, dentro fessure più piccole di loro».  cit. A. S. J. Tessimond 

Proprio questa frase ha ispirato l’argomento di oggi: parleremo infatti delle straordinarie caratteristiche fisiche del gatto che gli consentono performance atletiche degne di un campione olimpico e che richiedono, conseguentemente, quel rapporto “sacro” che il gatto ha con il suo corpo.  Come già accennato nel primo articolo su questi acrobati baffuti, la nostra piccola pantera domestica è un felino che si è co-evoluto con la società umana come predatore solitario di piccole prede, in particolar modo roditori. Per essere un predatore solitario vincente anche il corpo e la mente del gatto si sono evoluti nei secoli per essere all’altezza delle altissime prestazioni di caccia richieste dalla specie. Il gatto infatti, cacciando le sue prede e ritenendosi unico artefice del suo destino (non si sa mai che la ciotola dei croccantini resti vuota...) deve riuscire a predare almeno 5 topi al giorno per garantire la propria sopravvivenza. Questo comporta che i suoi livelli di concentrazione fisico-mentale e di impegno giornaliero nella caccia debbano essere sempre ai massimi livelli; di conseguenza il corpo, la mente e tutti gli organi di senso di questo pet sono votati alla sacra caccia. 

TENUTA DI STRADA 

Forse non tutti sanno che: il gatto ha un apparato scheletrico e degli ammortizzatori da Ferrari e la muscolatura di Usain Bolt.   Il corpo del gatto presenta una differenza totale tra treno anteriore e posteriore: 
* Arti anteriori: sono dedicati alla manipolazione delle cose permettendo movimenti estremamente precisi, immaginiamoci le mani di caravaggio con il pennello. Avete presente quei gatti che, prima di mangiarle, estraggono le crocchette una ad una dalla ciotola per giocchicchiarci un po’? Oppure, vi è mai capitato di vedere un gatto giocare con la pallina e fare un dribbling alla Ronaldo? Ecco, tutto merito di questa caratteristica. 

 

* Arti posteriori: questi sono strutturati per garantire potenza e propulsione, permettendo al gatto di saltare quasi fino a due metri di altezza. Ecco perché ci capita di osservare gatti che salgono sugli alberi con estrema leggiadria ma vanno nel panico quando devonoi scendere. No, cari amici lettori , non soffrono di vertigini, il problema è che per stabilizzare il treno posteriore l’unico modo sarebbe scendere in retromarcia ma MR G. deve sempre avere la situazione sotto controllo e quindi farà i primi passi a testa in giù per poi trasformare la discesa in un balzo fino a terra quando non riuscirà più a controllare la potenza del suo sederone. 

WALKER TEXAS RANGER 

Forse non tutti sanno che: il motivo per cui il gatto riesce a trasformare, quasi sempre (ma voi NON provateci da casa), una caduta dal terrazzo solo in un forte spavento per il proprietario è che in reltà possiede doti fisiche che gli consentono di sfidare le leggi della fisica.  La colonna vertebrale del gatto è talmente flessibile che abbinata ad un sistema di articolazioni altrettanto elastico gli permette di trasformare il suo corpo in corsa in una fisarmonica. 
Un gatto lasciato cadere con la schiena rivolta verso il basso, dall’altezza di almeno un metro, riesce a raddrizzarsi atterrando sempre sulle zampe. Per circa un secolo i fisici hanno cercato di studiare e elaborare una teoria scientifica per giustificare questo fenomeno che può essere definito come un paradosso in quanto contrario alle più basilari leggi della fisica. La nostra tigre da poltrona sa trasformarsi in un vero e proprio contorsionista, riuscendo a torcersi di quasi 180°, cosa che gli consente, in caduta, di girarsi completamente e atterrare appoggiando per prime le zampe anteriori. 
Se foste interessati ad approfondire gli aspetti fisici di questo fenomeno vi consigliamo di consultare gli articoli del professor Vincenzo Giordano. 

LE INFALLIBILI ARMI DEL GATTO 

Uno dei mezzi di distruzione di massa del nostro amico felino sono i suoi affilatissimi artigli, che, a differenza di quelli del cane, sono retrattili. 
Questa caratteristica è fondamentale per permettere loro di balzare e avvicinarsi alla preda senza fare rumore: l’effetto sorpresa è infatti una delle caratteristiche vincenti del nostro predatore solitario. Per questo non stupitevi se durante la giornata una delle attività predilette del gatto è proprio quella di affilarsi gli artigli suoi vostri divani o tappeti; questa abitudine, tra l’altro, ha una doppia valenza: quella di permettere loro di essere sempre pronti all’azione, ma anche quella di comunicare visivamente il loro passaggio ( “Guarda che artigli affilati che ho, sono passato di qui” - gatto-pensiero). 
Un altro importante assetto da battaglia in dotazione ai nostri amici gatti sono i canini, questi sono dotati di speciali innervazioni che li rendono precisi come la lama di un bisturi e super efficaci all'affondo finale sulle vertebre cervicali della povera preda. 
E’ inoltre interessante osservare come anche nella tecnica di predazione il gatto si distingua dal cane che adotta un metodo molto più meccanico e meno preciso 

IL MIO CORPO, IL MIO TEMPIO 

Uno degli aspetti più affascinanti del gatto è l’enorme consapevolezza che ha esso ha del suo stesso corpo, consapevolezza che manifesta anche nel più piccolo e banale movimento. Per noi umani moderni ci vorrebbero anni e anni di totale dedizione e allenamento per raggiungere un decimo di questa consapevolezza: per il gatto tutto questo non solo è naturale ma è proprio scritto nei suoi geni. Per questo allenare e curare il suo corpo è per il gatto un’attività indispensabile tanto quanto respirar: il suo obiettivo è quello di essere sempre al top nelle sue potenziali performance di caccia. Non importa se lo vediamo poltrire per ore e ore sul divano, per lui è comunque fondamentale mantenersi in forma; fateci caso, dopo un bel pisolino lo vedremo passare diversi minuti a fare stretching per recuperare elasticità ed essere sempre pronto all’azione. 
(Se siete familiari con la pratica dello Yoga saprete che molte delle pose di questa disciplina sono ispirate proprio ai movimenti del gatto) 

Per questa settimana è tutto, vi lasciamo con un pensiero di Pirandello:  «Se si guarda negli occhi un animale, tutti i sistemi filosofici del mondo crollano...» 

VALENTINA TRIDENTE
LIA BEGANI

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento radiofonico settimanale di “Compagne di Branco” in podcast su www.radioparma.it.
e-mail: compagnedibranco@gmail.com 
IG: @compagnedibranco
FB: compagnedibranco

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 «Che Marzia Arcari avesse degli ottimi gusti l'abbiamo capito dal super-nome che ha dato al suo gatto: Atreiu. Quello che non ci aspettavamo era che anche Atreiu il gatto fosse un figo pazzesco come il personaggio da cui prende il nome...».   Volete che la foto del vostro beniamino venga pubblicata nel prossimo appuntamento della nostra rubrica?  Niente di più semplice: immortalate i vostri amici mentre leggono la Gazzetta e inviate la foto a compagnedibranco@gmail.com - tutti gli animali sono i benvenuti! “