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COMPAGNE DI BRANCO

Dall'aggressività al senso del branco: come comportarsi

24 agosto 2020, 09:08

Dall'aggressività al senso del branco: come comportarsi

Rubrica‌ ‌settimanale,‌ ‌a‌ ‌cura‌ ‌dell’educatrice‌ ‌cinofila‌ ‌Lia‌ ‌Begani‌ ‌e‌ del‌la‌ ‌speaker‌ ‌radiofonica‌ ‌Valentina‌ ‌Tridente.‌ ‌
 

Bentornati‌ ‌cari‌ ‌compagni‌ ‌e‌ ‌compagne‌ ‌di‌ ‌branco!‌ 
Questa settimana continuiamo il nostro viaggio attraverso la selva di falsi miti e leggende metropolitane che circondano il mondo dei nostri amici cani allo scopo di aiutarvi capirli meglio e scongiurare eventuali fraintendimenti dovuti alla mancanza di informazione.

HANNIBAL CANNIBAL?

«Per separare un cane che ne aggredisce un altro bisogna mordergli l’orecchio»

Forse non tutti sanno che: nel cane esiste una manifestazione di aggressività definita «aggressività rediretta». Questa si manifesta quando il cane, non potendo aggredire il reale oggetto della sua rabbia, aggredisce la seconda migliore opzione, possibilmente quella più vicina.

Con nostro grande stupore ci vengono ancora riportati questi presunti consigli old school e par farvi capire quanto sbagliato sia questo tipo di intervento vi portiamo un esempio classico: ci sono due cani - mettiamoci pure che uno dei due abbia una spiccata indole alla guardia - e i due vedono passare un cane estraneo troppo vicino al recinto di casa per i loro gusti. E’ molto probabile che i due «guardiani di casa» si arrabbino e inizino ad abbaiare contro l’estraneo, a volte anche  mordendo la rete. Nell’eventualità che il cane estraneo non si allontani velocemente può succedere che uno dei due cani che convivono attacchi il suo compagno per scaricare il suo nervosismo e la sua frustrazione, a volte anche con conseguenze gravi. Ecco, questa è una delle manifestazioni di aggressività rediretta.
Ora che avete bene impressa questa immagine mentale, immaginate di trovarvi davanti ad una rissa tra cani, vi sembra ancora una buona idea quella di mordere l’orecchio del cane che sta avendo la meglio?
Dal canto nostro ci auguriamo caldamente che la valutiate come una scelta abbastanza pericolosa in quanto il rischio che il cane in questione diriga la sua ira verso di voi avendo, oltretutto, la vostra faccia a portata di bocca, è molto alto.

Per quanto riguarda cosa è meglio fare davanti a una zuffa tra cani il tutto dipende molto dai cani stessi, dal contesto e dalle competenze di chi interviene. Sappiamo bene che «le formule magiche»  piacciono a tutti ma sono anche quelle che portano false aspettative e confusione. Per questo motivo noi di «Compagne di Branco» crediamo molto nell’educazione alla prevenzione, utilizzando sempre il guinzaglio ove non si è in perfetta sicurezza oppure facendosi consigliare e/o affiancare da un professionista che conosce bene i cani in questione, quando non si può fare a meno di affrontare interazioni a rischio (risse, zuffe ecc…)


IL GIARDINO SEGRETO
Per avere il cane ci vuole lo spazio fuori

Forse non tutti sanno che: il cane non è il corrispettivo peloso di un ortensia, di un albero da frutto o di un nano da giardino.

Nella speranza di avervi strappato un sorriso riproviamo con la versione più seria della premessa:

Forse non tutti sanno che: il cane è un animale cosiddetto «da branco» e in quanto tale sente il bisogno fisico ed emotivo di passare più tempo possibile con i membri del suo branco e quindi con voi.

Partiamo dal presupposto che non siamo qui per giudicare nessuno, ciascuno di noi è libero di decidere come meglio gestire il proprio branco/famiglia e, quindi, i più attenti di voi a ordine e pulizia, hanno ogni diritto di decidere di non far entrare in casa il cane a patto che però ci si prenda comunque l’impegno di passare molto tempo con lui in giardino, facendo belle passeggiate e attività appaganti che non lo facciano sentire solo come un ornamento per il gazebo.
Altrettanto legittimo sarà vivere con il cane in appartamento a patto che si rispettino i suoi bisogni fondamentali di attività motoria e di socializzazione e che non lo si recluda in casa. 

INFERNO DI CRISTALLO


La legge vieta di lasciare il cane da solo in macchina”

Forse non tutti sanno che: il divieto di  lasciare il cane in macchina da solo non è assoluto

Questo tema crea da sempre molta confusione ed è di per sé molto spinoso.
Dal punto di vista legale, dalle nostre ricerche, è emerso che esistono alcuni regolamenti comunali che vietano di lasciare i cani in macchina da aprile ad ottobre (ovviamente i mesi più caldi). Per il resto dell’anno sarebbe consentito, restando ovviamente nei limiti del buon senso e delle specifiche normative perché sia abbandono che maltrattamento sono reati.
Ma rimaniamo sul buon senso, dando per scontato che la temperatura sia una variabile fondamentale prima di decidere se si può lasciare il cane in macchina o meno, anche il fatto che il cane viva bene questo tipo di situazione è un criterio decisionale fondamentale. Sarà quindi importante lavorare preventivamente e nel modo corretto sul distacco e abituarlo con calma e gradualità. 
Se poi doveste trovarvi ad essere testimoni di passaggio di questo tipo di situazione, il nostro consiglio è quello di valutare con attenzione le circostanze prima di allarmarvi e intervenire: il cane nell’auto è rilassato o agitato? E’ una  stagione calda o fredda? Se non ci sono palesi sintomi di stress o malessere fisico forse la cosa migliore è lasciarlo tranquillo e non farsi prendere dal panico, pensando che sia necessariamente un cane maltrattato, anche perché ci sono molti casi in cui il vostro pet è molto più a suo agio nel comfort dell’auto che nel caos di un centro commerciale affollato.  Oppure, molto semplicemente, il padrone sta facendo una commissione veloce prima di fargli fare un bel giro appagante nel parco.


TUTTO SU MIA MADRE


«Il vostro cane crede che voi siate la sua mamma»

Forse non tutti sanno che: esiste un processo che avviene nei primissimi periodi di vita (in alcune specie addirittura le prime ore) che si chiama imprinting e che serve ad ogni animale per riconoscere la specie a cui appartiene attraverso i soggetti che lo hanno generato.

Proprio grazie a questo processo è impossibile che il vostro pet possa pensare di avere un legame di parentela o genetico con voi. Siete tuttavia parte di una cosa comunque molto importante per il cane, anzi fondamentale, che è il suo branco ed è questo che comunque fa sì che il cane si leghi ugualmente in modo molto forte ai membri che ne fanno parte, anche se non c’è un vero e proprio legame di sangue/specie/parentela. Quindi non temete, anche se è ben conscio che non siete i suoi genitori vi ama ugualmente alla follia!

Per questa settimana è tutto, vi lasciamo con un pensiero di Friedrich Hebbel:
«Ci si può domandare: cosa sarebbe l’uomo senza gli animali? Ma non il contrario: cosa sarebbero gli animali senza l’uomo?».

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento settimanale di «Compagne di Branco» in podcast su Spotify e tutte le piattaforme di streaming.

LIA BEGANI
VALENTINA TRIDENTE 

compagnedibranco@gmail.com 

IG: @compagnedibranco

FB: compagnedibranco

INIZIATIVA INVIATECI LE VOSTRE FOTOGRAFIE


Questa è Nike Kip, già dal nome capiamo che si tratta di un cane di un certo spessore intellettuale. A conferma di questo la posa in cui è ritratta tutta concentrata ad aggiornarsi sui fatti quotidiani. Ci immaginiamo che insieme alla sua umana Nicoletta Varoli amino le partite di Badminton, collezionare rare farfalle esotiche e  fare brunch la domenica. Volete che la foto del vostro beniamino venga pubblicata nel prossimo appuntamento della nostra rubrica?  Niente di più semplice: immortalate i vostri amici mentre leggono la Gazzetta e inviate la foto a 
compagnedibranco@gmail.com - tutti gli animali sono i benvenuti! “