Sei in Animali

COMPAGNE DI BRANCO

Vita con l'amico micio

Udito, vista e tatto potenziati: così  il gatto vede il mondo

08 settembre 2020, 15:25

Vita con l'amico micio

Rubrica‌ ‌settimanale,‌ ‌a‌ ‌cura‌ ‌dell’educatrice‌ ‌cinofila‌ ‌Lia‌ ‌Begani‌ ‌e‌ del‌la‌ ‌speaker‌ ‌radiofonica‌ ‌Valentina‌ ‌Tridente.‌‌

 

Bentornati‌ ‌cari‌ ‌compagni‌ ‌e‌ ‌compagne‌ ‌di‌ ‌branco!‌  Come saprete, da qualche mese a questa parte, abbiamo introdotto tra gli argomenti di cui trattiamo una parentesi tutta dedicata a quelle misteriose e affascinanti creature che sono i nostri amici gatti grazie al contributo della nostra preziosa consulente di relazioni feline Chiara Copelli.  Il gatto vede e percepisce il mondo in modo molto diverso dal nostro poiché i suoi sensi si sono sviluppati ed evoluti in maniera differente per rispondere in modo adeguato alle esigenze proprie della specie. Andiamo quindi a vedere quelli più importanti 


«SAURON»: LA VISTA» L'OCCHIO INFALLIBILE

Visione notturna: come abbiamo già visto nelle scorse puntate il nostro Mr G. si è evoluto come un infallibile predatore solitario...e oggi aggiungiamo crepuscolare.
Sappiamo che le prede preferite del nostro cacciatore sono i piccoli roditori (topi, topini ecc..) che di giorno riposano nelle loro gallerie, mentre è al calare del sole che escono dalle tane e inizia la loro movida, e quindi anche quella del nostro baffuto ninja. Ecco perché il picco di attivazione persino del gatto da divano inizia esattamente quando noi rientriamo dal lavoro e termina quando ci alziamo la mattina: Il gatto è il re della notte.
Per essere il re della notte e potersi muovere nella penombra e nell’oscurità come Batman, i suoi occhi sono diventati dei portenti della visione notturna. Infatti la pupilla del gatto si allarga sino ad occupare l’intero bulbo oculare di notte e si restringe fino a diventare una sottile fessura verticale di giorno dandogli così la possibilità di guardare il sole senza dover indossare i Ray Ban.  Avete presente quando di notte i fari della vostra auto incrociano gli occhi di un gatto trasformandoli in due specchietti luminosi? Ecco questo effetto è merito del tappeto lucido della loro retina che, insieme alla super-pupilla, rende il gatto campione di visione notturna (ben 6 volte migliore di quella umana) e di visione 3D con una risoluzione al pari di una Reflex -  noi umani, dopo una certa distanza vediamo tutto un po’ piatto, il gatto invece continua vedere tutto in rilievo.  I colori: con i colori, o meglio con le varie sfumature cromatiche, ce la caviamo meglio noi bipedi. Sia il gatto che il cane come specie non hanno infatti necessità di essere all’altezza di Raffaello nel riconoscimento dei colori. Il gatto, a differenza del cane per esempio, tra colori distingue il rosso dal verde, ma come il suo collega quadrupede fatica a differenziare tra loro le tonalità del giallo, del rosso e dell’arancione.  Le immagini in movimento: anche in questo caso è un campione assoluto. Mr G riesce ad avvertire un movimento di 0,4 cm al secondo, ciò che per noi è fermo per lui è in movimento. Un gatto può vedere il crescere di una pianta, quando noi giureremmo che è immobile.  Per farvi capire quanto straordinaria è questa sua capacità, possiamo farvi un altro esempio: vi ricordate i vecchi cartoni animati della Disney in cui l’animazione era creata con una sequenza di disegni? Per un gatto quell’illusione di movimento non esiste, vedrebbe solo una sequenza di fermo immagine (wow). Ecco perché quando in casa pensiamo che il nostro amico peloso abbia visto un fantasma in realtà qualcosa si è mosso.

«CACCIA A OTTOBRE ROSSO»  L’UDITO AL MASSIMO

Se il gatto potesse avere una playlist tutta sua su Spotify, secondo voi, quale sarebbe il suo tipo di musica preferito? Si, avete indovinato: sarebbe proprio lo squittio di un topo. Questo perché il gatto riesce a percepire fino a 80 Kilohertz  - contro i 40 del cane - riuscendo così ad apprezzare al meglio questa di sinfonia di ultrasuoni. Il vostro micio sornione mentre pisola amabilmente sulla sua poltrona può comunque sentire due ottave in più di suoni acuti rispetto a voi, e un’ottava in più rispetto al cane.  Le orecchie dei gatti sono come dei radar: la grande mobilità del padiglione auricolare ( quello umano è fisso) consentono loro di localizzare perfettamente la fonte sonora. Non solo sentirà lo squittio del topino a distanza ma saprà esattamente da dove proviene.  Infine, l’orecchio del gatto, come quello del cane, vanta di un sistema di amplificazione potentissimo che neanche un rave. Ciò permette ai nostri pet di percepire i suoni a un volume tre volte superiori rispetto ai noi bipedi. Ecco perché musica, rumori e voci per noi assolutamente accettabili a loro spaccano i timpani - vedi botti di Capodanno,  concerti e altro.

«JEAN-BAPTISTE GRENOUILLE»: L’OLFATTO POTENTISSIMO


Non c’è dubbio che in questo dipartimento l’esperto assoluto sia il cane, il gatto però lo segue a stretto giro, infatti se il cane vanta di una superficie di mucosa olfattiva che va dai 18 ai 150 cm2 , quella del gatto è di un dignitosissimo 21 cm2, mentre noi poveri bipedi abbiamo soltanto un mero 3 o 4 cm2. Questa profonda differenza tra i nostri pet deriva probabilmente da un adattamento evolutivo delle specie a differenti stili di caccia, mentre noi - che siamo raccoglitori - ci dobbiamo accontentare di un naso molto poco raffinato.  Come noi umani abbiamo delle preferenze e degli odori a cui non sappiamo resistere, anche per Mr G. ci sono delle fragranze che lo mandano completamente in pappa. Per esempio l’odore del cibo e nello specifico la carne sulla fiamma viva (vedì il ritrovo di gatti randagi a ogni grigliata) li eccita e li attiva - quasi come l’odore dei cani (avrete sicuramente visto dei gatti cercare di rubare la cuccia di Fido o addirittura farci la pipì dentro). Differentemente esiste una pianta, la Nepeta Cataria, che assomiglia alla mentuccia romana, che ha su di loro lo stesso effetto della Marijuana legale su di noi - da non confondersi con l’erba gatta che troviamo nei petshop, una graminacea che serve per pulire lo stomaco dopo un’abbuffata di pelo.  Inoltre è proprio tra il naso e il palato del gatto che si trova l’organo vomero-nasale attraverso il quale si apre l’importantissimo e magico mondo dei feromoni: di questi parleremo nello specifico nel nostro prossimo appuntamento dedicato al mondo dei gatti.

 

«ADDA VENÌ BAFFONE»  IL TATTO: LE VIBRISSE

Quando noi pensiamo al tatto la prima cosa che ci viene in mente sono le mani, la zona del nostro corpo in cui sono concentrati il numero maggiore di recettori di questo senso. Per i nostri amici baffuti non è così: nel loro caso l’organo di percezione tattile di elezione sono le vibrisse: quelle principali sono notoriamente i baffi ma le troviamo anche distribuite alla base delle zampe anteriori. E’ proprio attraverso queste super antenne che questi felini riescono a percepire minuscoli spostamenti d’aria e hanno una sensibilità alle variazioni di peso fino ai 2 mg come la bilancia di un orafo. 
Quando il gatto si deve spostare la prima cosa che fa è portare avanti le vibrisse che per lui sono come un radar o come un ecografo, riuscendo così ad individuare un ostacolo a distanza con precisione millimetrica semplicemente con lo spostamento d’aria (vedi preda che si muove dentro a un cespuglio anche a una distanza di 5 metri). 
Possiamo immaginare che la sensibilità estrema di questo organo porti il gatto ad essere bombardato da una miriade di stimoli in ogni momento, rendendolo molto suscettibile alle nostre manipolazioni (specialmente sul muso) e portandolo a proteggersi spostandole indietro  quando si struscia contro le nostre gambe. Non stupiamoci quindi dei repentini cambi emotivi del nostro pet quando lo "stoccacciamo" ripetutamente senza moderazione: gli stiamo mandando il radar in tilt. 
Anche il manto del gatto possiede terminazioni nervose che lo rendono una superficie estremamente sensibile: esso è infatti strutturato in modo tale da creare una coibentazione che permette al gatto di termoregolarsi senza bisogno di utilizzare l’eco-bonus del 110% e grazie a questo Mr G. ha una tolleranza altissima alle escursioni termiche, ricordandoci le sue origini di discendente dal Felis Silvetris Libica - il gatto selvatico del deserto. Il rovescio della medaglia di questa caratteristica del manto del gatto sta nel fatto che se toccato ripetutamente tende a caricarsi di elettricità statica, motivo per cui al quarto giro di carezze rischiamo di dare letteralmente la scossa al nostro amico baffuto, e rischiamo di invogliarlo a graffiarci o morderci. 

Per questa settimana è tutto, vi lasciamo con un pensiero di Roberto Marchesini: «Davanti a un bel prato: il bambino vede ciò che emerge dal fondale e raccoglie margherite, la mucca vede una distesa di erba fresca e inizia a mangiare, il cane vede una mappa sterminata di odori e butta giù il naso, il gatto vede un'apoteosi di movimento e inizia a inseguire una farfalla».

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento settimanale di “Compagne di Branco” in podcast su Spotify e tutte le piattaforme di streaming.

LIA BEGANI
VALENTINA TRIDENTE

compagnedibranco@gmail.com 
IG: @compagnedibranco
FB: compagnedibranco

 

INIZIATIVA INVIATECI LE VOSTRE FOTOGRAFIE

Possiamo fermarci un momento e ammirare l'assoluta regalità di Alice? Una gatta d'altri tempi, che ama i tramonti romantici e le cene a lume di candela. Lei e la sua umana Giusy Ceci - e tutta la famiglia - non si perdono un'edizione della Gazzetta da anni, medaglia d'onore. Volete che la foto del vostro beniamino venga pubblicata nel prossimo appuntamento della nostra rubrica?  Niente di più semplice: immortalate i vostri amici mentre leggono la Gazzetta e inviate la foto a compagnedibranco@gmail.com  aggiungendo tre aggittivi che li descrivano - tutti gli animali sono i benvenuti! “