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VITA CON GLI AMICI A 4 ZAMPE

Dittatore, genitore, performativo: i tipi di padrone

Rubrica‌ ‌settimanale,‌ ‌a‌ ‌cura‌ ‌dell’educatrice‌ ‌cinofila‌ ‌Lia‌ ‌Begani‌ ‌e‌ ‌la‌ ‌speaker‌ ‌radiofonica‌ ‌Valentina‌ ‌ Tridente.‌ ‌

25 settembre 2020, 18:43

Dittatore, genitore, performativo: i tipi di padrone

Bentornati‌ ‌cari‌ ‌compagni‌ ‌e‌ ‌compagne‌ ‌di‌ ‌branco!‌ 
Che questa sia una rubrica dedicata agli animali ormai è cosa nota e allora, per cambiare un po’ le carte in tavola, a questo giro abbiamo deciso di ribaltare la prospettiva e parlare di noi: gli umani dei nostri amici cani, i loro amati “padroni”, proprio noi e voi che state leggendo queste righe. Nell’articolo di oggi  vi proponiamo un campionario di padroni tipo che tutti abbiamo sicuramente incontrato almeno una volta nella nostra vita in passeggiata o in area cani, il tutto nella speranza che, con un po’ di ironia e autocritica, questo possa aiutarci a  migliorare  imparando cose nuove sui nostri quadrupedi preferiti. Avrete sicuramente notato che stiamo parlando al plurale,  perché diciamocelo, siamo noi le prime che oltre a fare quello che facciamo per lavoro/passione siamo soprattutto delle proprietarie innamorate follemente  dei loro cani con tutti i pregi e difetti che questo comporta!


«IL BUONISTA» AKA  «NO, MA IL MIO È BUONO» OVVERO «LA PIAGA DI CHI HA UN CANE IN DIFFICOLTÀ»
Forse non tutti sanno che: anche il cane più buono, simpatico, e con le migliori intenzioni può mandare in crisi un suo simile che si trova in difficoltà o una persona che per qualunque motivo non ha piacere ad avere vicino un cane sconosciuto.  Li abbiamo incontrati tutti prima o poi una volta nella vita, hanno l’aria fiera e serena di chi è sicuro che il proprio amico peloso sia perfetto e adatto a qualsiasi interazione/situazione. Ci piacerebbe molto che fosse vero, strano poi che al grido di: «No, ma il mio è buono» abbiamo spesso visto arrivare il loro pet di gran lena ringhiottando con tanto di cresta alzata sulla schiena…
E nonostante questo, e ogni nostro tentativo atletico di evitare l’incontro/scontro, questo tipo di umano persevera nella sua beata convinzione che niente di male possa accadere. Nulla possono le nostre richieste di: «no, ma guardi, è meglio di no» o «si, ma guardi il mio non è buono», niente può sbloccare la loro convinzione che non ci sia cosa migliore per ogni cane del mondo di interagire con il loro peloso.  Se vi doveste sentire chiamati in causa da questa descrizione vorremmo darvi qualche consiglio in modo da rendere la vita di tutti più serena sempre nella speranza che le nostre parole vengano accolte con un po’ di apertura mentale e autoironia. 

Non tutti i cani gradiscono fare nuove conoscenze, umane o canine che siano, e per alcuni di loro questa circostanza comporta un notevole dispendio di energie;  ci sono cani che hanno paura dei loro simili e avere un cane libero che gli va incontro mentre il nostro è giustamente vincolato al guinzaglio può aumentare ancora di più la sua ansia e sfiducia nei confronti dei suoi simili.
Infine, ma non per importanza, è giusto ricordarci che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri e impegnarci a non arrecare disturbo o disagio agli altri ci permetterà sicuramente più libertà e spazio di manovra a lungo termine.


«IL SUPERCAFONE»  OVVERO «QUELLO CON SCARSO SENSO CIVICO»
Forse non tutti sanno che:nel momento in cui si sceglie di condividere la vita con un amico peloso se ne assumono oneri e onori.

Ci piacerebbe molto che i nostri pet fossero autosufficienti in questo ambito e indubbiamente la raccolta delle deiezioni è uno degli oneri più tediosi tra quelli che un proprietario di cane deve assumersi ma è ciò non toglie che sia indiscutibilmente indispensabile.
Quindi veniamo a voi, abbandonatori-seriali-di-cacche, in questo macrogruppo abbiamo diverse tipologie: 
 -  c'è quello che i sacchetti li ha sempre con sé ma che prima di chinarsi e raccogliere si guarda intorno furtivo e se stabilisce che non c’è nessuno che lo vede (ma si sbaglia perché noi di Compagne di Branco  vediamo tutto...) tira dritto fischiettando lasciando la trappola maleodorante per lo sfortunato che se la porterà a casa sotto una scarpa..
- c’è quello che continua imperterrito a spippolare sul cellulare fingendo di non essersi accorto della classica posa da defecatio che il suo quadrupede ha appena assunto, e abbandona la bomba appena sganciata dal suo adorato peloso come se niente fosse.
- c’è lo spudorato, quello che non mette in atto proprio nessuna strategia né diversivo ed evidentemente è convinto che lasciare in giro gli escrementi del proprio cane sia cosa buona e giusta e non si pone proprio il problema. A lui/lei il premio del cittadino dell’anno.   In questi casi purtroppo non c’è molto da consigliare, non ci vuole un genio per capire che bisogna sempre raccogliere i bisogni dei nostri amici pelosi quando si trovano in uno spazio pubblico, sia esso trafficato o meno, su erba, cemento o ghiaia, con pioggia, neve o sotto il sole battente. 


«IL PERFORMATIVO» OVVERO QUELLO CHE «IL CANE PIÙ DISCIPLINATO C’È L’HO SOLO IO»

Forse non tutti sanno che: la passeggiata è, spesso, il momento della giornata più piacevole per il cane e fargliela trascorrere tutta al piede senza poter annusare o guardarsi intorno potrebbe essere un po’ monotono.

Il proprietario performativo lo si riconosce perché gira sempre con il cane perfettamente a fianco, possibilmente che lo fissa intensamente negli occhi e ad ogni sosta richiede un comando (seduto o terra) il più delle volte con tono secco. Lo si può riconoscere anche dal caratteristico sguardo, tra l’orgoglioso e lo sfidante, che scambia con gli astanti ogni volta che il suo adorato pet esegue con rigore il comando richiesto.
Non contento dello show in area cani, capita anche che questo esemplare di proprietario si prodighi ad “aiutare” altri conspecifici elargendo giudizi e consigli, il più delle volte non richiesti. 

A voi amici performativi consigliamo di lasciare andare un po’ il controllo (e se ve lo dice la Lia che è la regina delle maniache del controllo vi potete fidare...) e di godervi un po’ di sano cazzeggio insieme al vostro cane, ogni tanto divertitevi anche facendo cose frivole o stupide, non succede niente! Se poi questo bisogno di controllo deriva dal fatto che il vostro cane ha forti difficoltà e solo così siete riusciti a trovare un vostro equilibrio ricordate che anche in questo caso è buona cosa trovare un modo e una forma per staccare il cervello insieme al vostro pet. 

«IL GENITORE» OVVERO «IL MIO CANE È IL MIO BAMBINO»

Forse non tutti sanno che: antropomorfizzare il vostro adorato bimbo peloso a volte può essere molto dannoso per il cane stesso.


  In questa categoria ci mettiamo tutte quelle persone che antropomorfizzano i loro cani al punto di trattarli come veri e propri bambini - con tanto di ciuccio, passeggini, borsette bavaglini e guardaroba chilometrici ricchi di perline e Swarovski.   Facciamo però un piccolo mea culpa: anche noi di Compagne di Branco amiamo i nostri cani come figli, e spesso e volentieri li coccoliamo e viziamo proprio come se lo fossero, ma è importante ricordare che c’è un linea sottile tra amarli come se fossero persone e trattarli da esseri umani, e anche se comprendiamo perfettamente che ogni scelta in questo senso sia guidata dal troppo amore, l’esperienza ci ha insegnato che i cani hanno bisogno di essere trattati da cani. Trattare in modo etologicamente non corretto per un cane può causare in loro non pochi problemi, dalle fobie, alle ansie e al nervosismo.
Vi invitiamo dunque a cercare di trovare un equilibrio tra l’amore e il rispetto per la specie di appartenenza.
I nostri cani devono fare i cani, devono sporcarsi, rotolarsi, abbaiare e correre! E per quanto quel cappottino glitterato possa darvi una grande soddisfazione vi possiamo assicurare che per il vostro pet non ha valore alcuno. 

NB: non vogliamo escludere a prescindere gli strumenti “coccola” come borsette, passeggini o vestitini quando questi hanno una reale utilità per il benessere del cane. Per esempio: il passeggino può essere molto utile per cani con problemi respiratori che devono fare lunghi tragitti e le borsette, se usate come cuccia portatile, possono essere di grande aiuto per quei cani piccoli che portiamo a passeggio con noi e che si mettono tranquilli e riposare nelle loro “cucce da viaggio” quando ci fermiamo per qualsiasi motivo per più di cinque minuti.
Anche i cappottini hanno una loro funzione in alcuni casi: fa molto freddo? Il vostro cane è a pelo raso e molto freddoloso?  In questi casi perché dire di no ad un buon cappottino imbottito?
Siamo solo contrarie alla tendenza di  sfruttare certi strumenti per vezzo umano quando non ce n’è un reale bisogno, perché questo può causare problemi emotivi e fisici al cane. Detto ciò, ogni briciola di amore che date ai vostri amati compagni  è assolutamente legittima, cercate solo di non perdere mai di vista la parola chiave per tutte le situazioni: buon senso.

«IL DITTATORE»  OVVERO QUELLO CHE «IL MIO CANE MI DEVE RISPETTARE A PRESCINDERE»

Forse non tutti sanno che: una buona relazione con il cane si costruisce non solo pretendendo ma anche dando rispetto.

Questo genere di proprietario ha una strana propensione al comando e al dominio (“dominante” sarà una delle parole che sentirete più spesso uscire dalle sue labbra). La sua convinzione di poter pretendere tutto quello che vuole dal suo cane si basa sul principio che mettendo al cane un tetto sulla testa e un po’ di cibo nella ciotola, il povero pet debba tollerare ogni tipo di richiesta/comportamento da parte del suo umano/secondino.
Se il rispetto del vostro cane è quello che state cercando allora vi possiamo garantire che la coercizione non è un mai modo sano per ottenere il rispetto del cane, ci sono molti altri modi più efficaci per diventare dei fighi e non dei dittatori ai loro occhi: per intenderci, sarebbe bello che il vostro cane vi ascoltasse perché si fida del vostro giudizio e non perchè ha paura di voi.

Vi siete riconosciuti in uno o più di questi prototipi? Conoscete qualcuno che è esattamente così? Scriveteci tutte le vostre impressioni, commenti e feedback a compagnedibranco@gmail.com

Con la speranza di avervi strappato almeno un sorriso, vi salutiamo e vi diamo appuntamento alla settimana prossima.  Per questa settimana è tutto, vi lasciamo con un pensiero di Giorgio Celli: «Gli animali sono simili a noi, e dobbiamo amarli per questo, perché il simile ama il simile in cui ritrova una parte di se stesso. Ma soprattutto dobbiamo imparare a conoscerli, perché l’amore, quello vero, è figlio della conoscenza».

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento settimanale di «Compagne di Branco» in podcast su Spotify e in diretta su Radio Parma tutti i mercoledì dalle 15  alle 16 

LIA BEGANI
VALENTINA TRIDENTE
e-mail: compagnedibranco@gmail.com
IG: @compagnedibranco
FB: compagnedibranco

INIZIATIVA  INVIATECI LE VOSTRE FOTO
Serse, nome fiero, sguardo fiero. Ma non lasciatevi confondere dalla serietà della sua espressione, abbiamo ragione di credere che Serse venga regolarmente viziato e coccolato con mille spuntini e biscotti dalla sua umana  Valeria Palmieri.  


Volete che la foto del vostro beniamino venga pubblicata nel prossimo appuntamento della nostra rubrica?  Niente di più semplice: immortalate i vostri amici mentre leggono la Gazzetta e inviate la foto a compagnedibranco@gmail.com  aggiungendo tre aggittivi che li descrivano - tutti gli animali sono i benvenuti!
 

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