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Lettera aperta

Parma riparta dai giovani: le nostre proposte

Un gruppo di ragazze e ragazzi ha scritto alla Gazzetta di Parma

Parma riparta dai giovani: le nostre proposte

12 Dicembre 2021,15:11

Cinquanta giovani di Parma (fra loro l'imprenditore digitale Luca Ovrezzi, il campione di nuoto Federico Bocchia, le Miss Parma Elena Zanetti ed Eleonora Antonico) hanno scritto questa lettera al direttore della Gazzetta di Parma su  sicurezza, vita sociale e lavoro.


Siamo un numeroso gruppo di giovani che hanno deciso di scrivere questa lettera per manifestare il proprio disagio a vivere in una città che non offre più le stesse opportunità di prima o di città a noi vicine. Tre sono i temi che ci premono maggiormente: la sicurezza, la vita sociale, il lavoro. 

Parma vive una grave emergenza sociale e di sicurezza. Condividiamo le Sue recenti riflessioni in merito alla «necessità di un gioco di squadra». Constatiamo che spesso tali criticità vengono affrontate in modo semplicistico o sottovalutate, senza risoluzioni decise e immediate. Lo spaccio e la dipendenza sono una piaga che sta sconvolgendo la vivibilità di noi giovani, famiglie e donne. Le baby gang sono diventate un’emergenza che sta travolgendo la vita di noi giovani e di interi quartieri.

Una città che punta ad essere modello di vita aggregativa deve innanzitutto essere sicura. Si metta allora al centro dell’azione politica la riqualificazione di aree degradate per evitare situazioni drammatiche che abbiamo recentemente conosciuto e che hanno interessato nostri coetanei. Si organizzino con l’archivio giovani artisti eventi culturali diffusi nelle strade e feste di quartiere itineranti. Riteniamo siano necessari anzitutto presidi fissi immediati nelle strade della polizia municipale, vigili di quartiere e nuclei dedicati alla sicurezza urbana e nei luoghi più critici anche di militari in divisa. 

Anche l’Università può avere un ruolo  rendendo fruibili locali di studio e aggregazione nei quartieri critici. La vita sociale rappresenta per noi giovani un ambito focale, non per perseguire il mero divertimento. Le interazioni unitamente alla formazione e al lavoro, ci consentono di costruire un possibile futuro. Diverse problematiche cittadine hanno spento inesorabilmente la vita sociale di Parma. La città ha bisogno del contributo attivo della creatività dei giovani. Serve ripartire dalla «Biennale della Creatività Giovanile» (Generazioni Creative) che era stata realizzata dalla precedente amministrazione che aveva anche avviato un progetto per realizzare nell’ex Scalo Merci i «cantieri creativi» per i giovani. 

I temi dell’aggregazione intercettano i nostri interessi ma anche quelli di ristoratori e impresari del mondo culturale di Parma oltre a garantire maggiore sicurezza se le strade e le piazze sono presidiate da giovani. La nostra idea è estendere il modello di sviluppo di Via Farini che aveva creato l’ex Sindaco Vignali  e che era diventato un esempio virtuoso anche per città vicine. Infine, il lavoro. Non tutte le professionalità riescono a trovare spazio nel mondo del lavoro e ad avere accesso alla prima occupazione. Serve semplificazione e digitalizzazione in modo da trasformare in lavoro la connaturale creatività dei giovani. Occorre incentivare la nascita di startup giovanili. Ma anche formazione giovanile avanzata con master nei nuovi driver del mercato del lavoro del futuro (digitalizzazione, ecosostenibilità).

© Riproduzione riservata

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