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Violetta di Parma Fiore dell'amore

È il simbolo della rinascita primaverile, più che mai auspicabile in questi tempi di emergenza pesante

26 marzo 2020, 10:07

Violetta di Parma Fiore dell'amore

Ai primi tepori primaverili ecco le violette ai bordi dei fossati che fanno capolino fra il verde delle foglioline. Già il colore violetto nelle sue diverse sfumature, richiama alla delicatezza e alla gentilezza, alla bellezza e alla grazia. La viola è un fiore di antico lignaggio esistito da tempo immemore, considerato il fiore dell’amore e della rinascita primaverile, più che mai auspicabili in questi tempi di emergenza pesante. 
La violetta nella storia
Non manca la leggenda che vede Giove trasformare la donna amata in una giovenca bianca per sottrarla alla gelosia di Giunone ricoprendo il terreno dove pascolava di piccoli fiori viola di cui cibarsi. Le viole erano conosciute dai Greci e dai Romani che le coltivavano per il loro delicato profumo utilizzato per abbassare gli effetti nefasti dell’alcol. Nel Medioevo erano considerate il simbolo degli innamorati tanto da trasformarle anche in pozioni d’amore. E chi non ricorda la travagliata storia d’amore di Violetta nella Traviata? Napoleone Bonaparte le prediligeva fra tutti i fiori tanto da essere conosciuto anche come “Caporal Violet” e ritrovarle spesso in stampe dell’epoca o appuntate sul petto delle divise indicanti i seguaci bonapartisti, non dimenticando di elevarle a testimonianza d’amore verso la sua amata. Non da meno la consorte, Maria Luigia, Duchessa di Parma le aveva elette a simbolo della città ducale tanto da imporre il colore viola a emblema del ducato per il loro delicatissimo aroma femminile e come decorazioni nelle sue golose dolcezze culinarie, nonché colore dominante nelle sue lussuose dimore, negli abiti dei cortigiani, nelle divise dei militari divenendo il simbolo indelebile di tutto ciò che accompagnava quotidianamente la vita di corte, tovagliato, biancheria, vasellame ecc. tutto all’insegna dell’amata violetta. 
La violetta di Parma
Le violette di Parma oltre regalare bellezza sono molto versatili in erboristeria essendo ricche di proprietà salutari, terapeutiche e officinali, in profumeria (chi non si è mai lasciato tentare dalla voluttuosa fragranza alla viola voluta dalla Duchessa e realizzata dai Frati dell’Annunciata e poi trasmessa a Ludovico Borsari nel 1870?), nelle preparazioni di infusi, di olii essenziali e nelle preparazioni culinarie dolci o salate. Golose e molto decorative le violette candite anche relativamente facili da farsi. Dopo averle lavate e asciugate vanno tenute per il gambo e tuffate in uno sciroppo di zucchero, sistemate poi su carta oleata fino a completa asciugatura. Passiamo al salato con una misticanza arricchita da violette edibili che donano un quid di colore in più oppure come decorazione su una preparazione di un semplicissimo piatto ittico. Le violette di Parma si differenziano dalle altre tipologie di viole avendo fiori irregolari, a fiore doppio, petali diversi, anche il colore si diversifica in quanto non si rifà alle violette che sorgono spontanee nei prati e nei fossati ma è simile al viola malva. E per volere della Duchessa prese il nome di “Viola odorata Duchessa di Parma”. Celebrata anche da Marcel Proust che pur non avendo visitato mai la città ducale definì la violetta “Dolce, liscia e colore malva”. Così la storia di questo fiore si intreccia tra Maria Luisa d’Austria e la città di Parma. E tornando alle violette zuccherate va riferito che sono deliziose non solo su torte come la Duchessa in cui in realtà il valore simbolico è superiore rispetto a quello gastronomico, ma anche in contesti morbidi e cremosi dove lo scrocchio esplosivo e inebriante dona verve: proviamole su un gelato alla crema!