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Birra uguale Germania. In tutte le declinazioni

09 aprile 2020, 10:51

Birra uguale Germania. In tutte le declinazioni

Luca Pelagatti
E'una specie di riflesso condizionato. Uno dice Germania e pensa alla birra. Si, perché anche se in Germania esistono zone storicamente vocate per la vite e il vino – basti pensare la zona della Mosella, il Palatinato e le terre vicino al Reno - per tutti la bevanda nazionale è, e resta, la birra.  E non c'è nulla da aggiungere. 
Ma anche se spesso i luoghi comuni servono solo per essere smentiti in questo caso c'è del vero: la birra in questo paese ha da sempre trovato una propria patria d'elezione. E quando diciamo da sempre non usiamo una frase fatta. 
DAL MEDIOEVO A OGGI
I cultori della materia, infatti, ci raccontano che le prime tracce storiche della produzione di birra in Germania risalgono al XII secolo e, ovviamente, fanno riferimento a birrifici all'interno di monasteri. Perché ovviamente? Perché i monaci gestivano grandi appezzamenti di terreno e avevano le materie prime. E poi per altri motivi più curiosi: l'acqua all'epoca, spesso, era contaminata e la birra garantiva maggiore salubrità. Tanto in alcune regole monastiche dell'epoca si era arrivato a dire che «l'assunzione di liquidi non compromette il digiuno». E pertanto anche i più rigorosi monaci bevendo la birra non avevano la sensazione di mancare ai principi di sobrietà e morigeratezza.  
Ma c'è di più: un contributo fondamentale alla nascita della birra, almeno come la conosciamo noi, venne da da una santa. Ovviamente tedesca. Stiamo parlando di  Hildegard von Bingen, nata nel 1908 e dall'età di diciott'anni monaca benedettina nella abbazia di Disibodenberg di cui a 40 anni divenne badessa.  Oltre che di sacre scritture la badessa di occupò di studi sulla natura. Queste ricerche portarono Hildegard, nominata santa nel 2012 da papa Ratzinger, ad interessarsi alla pianta del luppolo che cresceva nella zona della valle del Reno dove lei viveva. Secondo i suoi testi, il luppolo era una pianta da evitare perché provoca melanconia  e tristezza. Ma, nello stesso tempo, blocca con la sua amarezza la putrefazione. E fa durare di più le bevande. 
Ecco allora che la birra, per essere conservata, cominciò ad essere addizionata con il luppolo. E quindi il piacevole amaro delle birre in genere, e delle tedesche in particolare, si deve alla santa. 
Ma non è finita: il rapporto tra la Germania e la birra è proseguito. Al punto da diventare legge. Si,  perché, nel 1516,  i governatori della Baviera, emanarono un documento  che prese il nome di «Legge della purezza bavarese». 
Purezza di cosa? Ma della birra, ovviamente. Si perché i duchi Guglielmo IV e Ludovico X nel loro editto stabilirono che  solamente l’orzo, il luppolo e l’acqua potessero essere gli ingredienti utilizzati per la produzione della birra.  L’intento della legge era quello di mantenere la birra «pura» evitando che i produttori disonesti aggiungessero prodotti a basso costo, o peggio pericolosi, ma anche facendo in modo che non si usassero altri cereali che dovevano andare per  la produzione del pane. Questa legge  doveva restare in vigore solo per l'inverno del 1516. Invece è ancora un dogma  persino oggi tanto che alcuni birrifici riportano ancora la dizione «prodotta rispettando la legge del 1516». E solo l'arrivo delle regole della Ue, nel 1992,  ha di fatto sorpassato quelle norme. 
TIPI DIVERSI DI BIRRA
Tutto questo per dire che è vero: birra significa Germania. Ma Germania non significa un solo tipo di birra. Anzi.  ll paese, infatti, in ogni regione esprime un proprio stile: si può dire, in generale, che Amburgo e il nord si caratterizzino per le loro birre pils decisamente secche mentre, per dare un esempio, a Dortmund, si beve la Export, che poi non è altro che una pils ma più corposa e meno amara.  A Colonia, invece, resiste la Kölsch, una chiara che si produce solo qui e che risulta decisamente più leggera mentre i puristi della Renania difendono come unica la loro  Altbier, decisamente amara ma di colore più scuro, ambrato rispetto alle classiche «bionde». Ormai trasversale poi, da Berlino alla Baviera, è la ormai diffusissima Weizen (ma si chiama anche Weisse) la birra a base di frumento che si caratterizza per il sapore fresco, la persistente testa di schiuma e un sapore particolare che gli esperti dicono essere di banana matura e chiodi di garofano. Un discorso a parte poi lo meritano le Märzen: un po' per la loro storia e un po' perchè sono le birrre che si bevono durante l'Oktoberfest. Il nome deriva dal fatto che si produceva appunto a marzo (quando la birra si faceva solo nei mesi invernali) e per poterla poi mantenere veniva prodotta con un grado alcolico maggiore. In bocca appare maltata e piena ed è il sapore, di fatto, della birra che si beve a Monaco alla grande festa della birra.  Lo scorso anno se ne sono spillati circa 7 milioni di litri. E allora non a caso si dice che la Germania è il paese della birra.