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Birre di Natale, edizioni speciali ormai tradizionali: è l'altro bere delle feste

Un piccolo giro d'Europa inseguendo i "boccali" più conosciuti. E c'è anche l'Italia, Parma compresa

di Luca Pelagatti -

26 dicembre 2020, 10:10

Birre di Natale, edizioni speciali ormai tradizionali: è l'altro bere delle feste

Arrivano le feste e, nonostante il momento strano e tutt'altro che lieto, cresce la voglia di brindare. Ma per una volta lasciate stare i flute e dimenticate le classiche bollicine. Che stavolta si stappa la birra. Si, perchè forse non tutti lo sanno ma esistono le birre di Natale. Ed è proprio di queste che vogliamo parlare e che ci prepariamo a versare nel bicchiere.


Si tratta di una tradizione molto antica nata nei paesi del Nord Europa ma che ha il suo cuore, naturalmente, in Belgio, ovvero nel paese che è il vero paradiso delle bionde.  Ora, negli ultimi anni, questa «moda» si è diffusa ed esistono anche ottime birre di Natale prodotte in Italia. Ma l'origine di queste bottiglie ci porta direttamente verso le Fiandre. Dove spesso nascevano queste piccole produzioni di microbirrifici destinate prevalentemente al consumo familiare.  
Ma prima proseguire il racconto occorre ricordare che non  stiamo parlando di uno stile di birra  - come sono, ad esempio, l'IPA, la Pils o la Weisse - ma piuttosto di un prodotto che ogni birrificio proponeva, e ancora propone,  seguendo un modello base: quello di birre spesso scure e quasi sempre dal tenore alcolico elevato – non stupisce che si possa arrivare ai dieci gradi -  perfette per scaldare nelle fredde giornate invernali del Nord,  adatte ad accompagnare piatti ricchi e calorici. Ma soprattutto caratterizzate da un gusto speziato, con forti note di frutta, secca o candita, e un gusto decisamente poco luppolato, quasi dolce,  dovuto sia ai malti che all’aromatizzazione. Si,  perchè la caratteristica prima è che queste birre sono  spesso aromatizzate con scorze di arancia o di limone, zucchero di canna, miele e altri ingredienti,come cannella, cumino, coriandolo, zenzero, noce moscata a seconda  dell’ispirazione del birraio. E anche per questo, vista la vaghezza della ricetta, spesso avevano la caratteristica di essere veramente birre «stagionali»:  nel senso che ad ogni anno avevano caratteristiche differenti e si presentavano diverse da quelle della stagione precedente.

Abbiamo parlato del Belgio ed è proprio da qui che partiamo per il nostro  viaggio  tra le bottiglie da sorseggiare sotto l'albero. Sia che vengano chiamate Kerstbier sia Bière de Noel (a seconda in che parte del paese ci troviamo) è proprio qui che sono diventate un classico: venivano prodotte in estate e messe sul mercato, nei primi giorni d’Avvento quando si aprivano i mercati di Natale che, all'epoca, non erano ancora una attrazione turistica ma piuttosto il momento in cui tutti facevano le scorte per affrontare la stagione fredda. In questo senso una curiosità è data dal fatto che questo tipo di birra non si trova nel catalogo delle abbazie, quelle che producono ancora oggi le mitiche «trapiste», ma piuttosto abbiano avuto la loro origine piccoli birrifici dei villaggi, pensate per uno stretto consumo familiare, poi per divenire un premio e un regalo per i dipendenti del birrificio e per gli amici del paese.
Ma non solo Fiandre o Vallonia: le birre di Natale si trovano anche come consuetudine nel Regno Unito e sono la evoluzione di una bevanda (non si sa quanto piacevole) medievale chiamata Lambswool (letteralmente lana di agnello): il nome veniva dal fatto che aveva una schiuma cosi densa e persistente da ricordare il vello degli ovini  e aveva nella ricetta noce moscata, zenzero e miele. Altro progenitore era il  Wassail, una sorta di vin brulè a base di birra, molto aromatizzato,  che si condivideva proprio nel periodo di Natale.  Queste caratteristiche sono passate poi nelle birre che oggi vengono raccolte sotto il termine  Winter Warmer .
Proseguendo il tour tra le nazioni non si può non sbarcare negli Usa dove questa tipologia di  birra è oggi decisamente in voga. Ma, sia chiaro, non per questioni culturali quanto piuttosto di marketing. I birrifici americani sfruttano infatti ogni occasione per proporre nuovi prodotti (basti pensare che esiste anche una tipologia di birra dedicata ad Halloween) con cui sollecitare i clienti ad un nuovo assaggio ed un acquisto.  
E la Germania, il paese che per molti è il riferimento per la birra? Qui la passione per le birre dell'Avvento non ha mai attecchito visto  che dal 1516 vige il Reinheitsgebot, ovvero il decreto  di purezza della birra che sancisce, per volontà di Guglielmo IV di Baviera, cosa possa essere usato per produrre birra. Gli ingredienti da allora sono sempre quelli: e cioè orzo, luppolo e acqua. Ogni tipo di aromatizzante o spezia è proibito e quindi volendo pensare ad una birra di Natale ci si è limitati a  vestire diversamente una classica e normale birra ad alta gradazione alcolica come una Bock o una Doppelbock. Prosit e buone feste a tutti.


GLI ABBINAMENTI
Ma come si bevono queste birre? E a che piatti si abbinano? Essendo  diverse tra loro, con una nota più o meno potente di spezie a seconda del produttore, non è facile stilare una ideale proposta di abbinamento. Tuttavia si può ragionare seguendo la logica più semplice, quella che ricorda che essendo birre nate nel Nord Europa erano pensate per accompagnare i piatti di quei paesi che, soprattutto nelle feste, erano soliti proporre ricette con note agrodolci, spesso arricchite da frutti di bosco. Più semplice invece pensare di legare queste birre ai formaggi soprattutto quelli erborinati come lo stilton, il roquefort o un blu di pecora intenso.

COSA SCEGLIERE
Ne abbiamo tanto parlato. Ora si tratta di berle. Ed ecco allora una, per forza di cose incompleta, lista di birre di Natale da assaggiare e, perchè no, regalare.  Con una premessa: molte delle produzioni più particolari non sono facili da trovare dalle nostre parti e si possono assaggiare prevalentemente viaggiando all'estero o andando in locali iperspecializzati. Ma ci sono anche bottiglie che, talvolta, arrivano sugli scaffali della grande distribuzione.
Una di queste è firmata Brasserie D’Achouffe, ovvero il birrificio delle Ardenne che ha come simbolo gli gnomi. In questo caso si chiama N'Ice Chouffe ed è una birra scura da meditazione a 10 gradi dalle evidenti note speziate.  
Sempre volendo rimanere in Belgio ecco la Gauloise Christmas prodotta dalla  Brasserie du Bocq: in questo caso parliamo di una birra scura a otto gradi con un profumo speziato e un sapore rotondo dove spicca il malto tostato.
Proseguiamo poi con la Delirium Noel, la versione natalizia della birra con l'elefantino rosa sull'etichetta. Con i suoi 10 gradi alcolici colpisce per un sentore di frutta candita e una corposità intensa che lascia in bocca un sentore dolce con una curiosa nota piccante.
Venendo in Italia non si può non partire dall'azienda che in pratica ha lanciato la birra di Natale nel nostro paese: la Forst. Il birrificio di Merano propone per le feste una birra speciale in bottiglia da 2 litri speciale decorata che racchiude una birra ambrata con un perfetto bilanciamento delle note luppolate con il sentore dolce. Evidente l'aroma di malto e persistente la schiuma molto fine.  
Volendo osare qualcosa di più particolare ecco la proposta del celebre birrificio Baladin che propone la Noel Chocolate. Il nome non deriva solo dal colore scuro ma soprattutto dall'utilizzo di fave di cacao tostate. Il sapore, è ovvio, colpisce per il profumo di cioccolato che si mescola al luppolo in un bilanciamento molto interessante. Ed è la birra con cui accompagnare la pasticceria secca a fine pasto.
Anche il birrificio biellese Menabrea propone la sua Christmas Beer: si tratta di una birra rossa non troppo alcolica dal sapore intensamente luppolato – quindi senza le note dolci delle produzioni nordiche – ma decisamente aromatica grazie alla scelta di particolari malti.  
Venendo poi molto più vicino a noi ecco il birrificio Toccalmatto che per questo periodo propone la  Grand Cru Noel in bottiglia da 75 cl. E' un blend che prevede anche l'uso di birre acide affinate in botte e si caratterizza per il colore dorato, la  notevole gradazione e sentori di frutta. Per un Natale a  tutto malto.