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Sei donne emiliane in cucina, ovvero "Il brodo di Natale"

26 dicembre 2020, 10:01

Sei donne emiliane in cucina, ovvero "Il brodo di Natale"

Tutto fa brodo. Ma in Emilia fare il brodo è un rito, una scienza, uno scorrere in litri di generazioni. Irene Fossa, home chef che pratica cucina e ospitalità creativa accanto al maniero di Torrechiara, in vista di un Natale per forza distante e a tavole ridotte, ha pensato ad una riunione ideale in un grazioso libretto. Ne «Il brodo di Natale» (che in libreria è già andato esaurito, ma si può richiedere scrivendo a irene@tuportadabere.com) è raccolto il sapere emiliano del primo piatto della festa. 
Sei donne ne testimoniano le variabili e le storie: da Piacenza a Bologna, sei donne che hanno scelto di esprimere in cucina il loro talento e la loro passione. Elemento comune tra loro il brodo, ovviamente, ma le curve tra un confine e l’altro delle città sono ardite e morbide e scivolano su variabili che cambiano profumi e consistenze. 
Si parte con Bianca Maria Bellei di Fatemicucinare, per proseguire con gli anolini, quelli piacentini di Carmen, nonna di Giulia Golino, blogger, social media manager e conduttrice show in tv, su QVC e Cookaround, per arrivare a Parma, agli anolini di nonna Dirce, rezdora del sasso, nonna di Irene Fossa che l’ha ispirata a portare avanti tradizioni e storie gastronomiche della nostra città e a creare il blog Tu porta da bere. Scendendo lungo il corso del Po, il tipico piatto della festa cambia forma e, a Reggio Emilia, prende il nome e le sembianze del cappelletto. Di questi sapori emiliani la portavoce è Pamela Grisendi, patronne della scuola di cucina Agrodolce Cooking Lab di Arceto (RE) che ne svela ricetta e i segreti nel suo capitolo. Sono poi infine i tortellini, modenesi della nota sfoglina Rina Poletti o bolognesi di Monica Campagnoli di Tortellini&Co, a chiudere questo viaggio attraverso la tradizione emiliana del giorno di Natale. Ogni ricetta è «di famiglia» generosamente donata. Ognuna è affiancato ad un ricordo personale altrettanto prezioso ed evocativo del legame tra tavola e cuore che scorre sanguigno in tutte le città emiliane. 
L’intero ricavato sarà devoluto in beneficenza (Il brodo di Natale costa 5 euro a copia) all’associazione Il Tortellante di Modena. Dal 2016 nel laboratorio terapeutico il Tortellante le mani di giovani e adulti nello spettro autistico producono ottima pasta fresca fatta a mano. Nel brodo di Natale si uniscono mani che impastano, segreti di nonne, tradizioni di città e di paese che lavorano e si stringono per aiutarsi in un Natale più difficile del solito.