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Bollicine fragranti di Marzemina bianca: ideali per l'aperitivo

Bollicine fragranti di Marzemina bianca: ideali per l'aperitivo

di Andrea Grignaffini

27 Aprile 2021,10:10

Cà di Rajo Marzemina bianca  millesimato brut

 Il nome con cui era conosciuto aveva connotazioni evocative: Sciampagna. Non era il primo né l’ultimo visto che nella nostra penisola enoica tante sono state le «denominazioni locali» nate spontaneamente che richiamavano la nobile denominazione transalpina.

Così successe con quella che oggi identifichiamo con il vitigno Marzemina bianca: una varietà coltivata già anticamente sulle aree collinari comprese tra la provincia di Pordenone e la zona vicentina denominata Breganze. A ricostruire lo scenario storico che accompagna questo prodotto e la forma di allevamento della vite a Bellussera da cui nasce, è Diego Tomasi, ricercatore del Crea-VE, Centro di ricerca viticoltura e enologia di Conegliano: «Questo vino nasce dalla combinazione di tre fattori – spiega Tomasi – un’antica varietà autoctona del Piave già citata nel 1679 da Giacomo Agostinetti e conosciuta anche con il sinonimo di Champagna; dalla imponente forma di allevamento a Bellussera, ideata da una ingegneristica ispirazione della famiglia Bellussi nel 1870 e oggi in via di estinzione perché non si è piegata alle invadenti vendemmiatrici meccaniche; terzo fattore, dal metodo di spumantizzazione italiano Martinotti, che conserva la piacevolezza e la finezza della frutta matura, degli agrumi e dei sentori di fieno tipici della Marzemina Bianca. Si tratta di un vino del Piave che nasce da un perfetto incontro della tradizione varietale e produttiva ora pienamente valorizzata dall’innovazione enologica».

La palla è passata in mano a Ca’ di Rajo, un’azienda di enologi molto giovani: Simone, Fabio e Alessio Cecchetto, tre fratelli intraprendenti e molto determinati nel realizzare la loro vocazione sul procedimento di spumantizzazione. Il Marzemina Bianca Millesimato Brut di Ca’ di Rajo è un vino da uve autoctone figlio delle terre trevigiane, coltivato a Bellussera e prodotto con metodo Martinotti (in pratica: rifermentazione in autoclave).


 Insomma siamo lontani dallo Champagne ma siamo vicini invece a quelle bollicine fragranti che portano con sé l’appeal della primavera. Nel bicchiere brilla di colore giallo paglierino. Al naso i sentori intrecciano tra quelli floreali e quelli fruttati e richiamano un sorso fresco ed intrigante.
Sentori: Fioriti e fruttati 
Abbinamenti: aperitivo italiano 
Voto : 93/100
Prezzo enoteca: 9 Euro 

 

© Riproduzione riservata

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