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Chichibìo

Bequadro, buona musica e ottima cucina: gioie per anima e palato

Bequadro

Sotto la costellazione della musica già dal nome, che è il segno musicale che normalizza l’alterazione del diesis o del bemolle. La sera poi il piano bar accompagna la cena fino al concerto jazz di bravi allievi del Conservatorio Boito; a pranzo, musica d’ambiente e sempre servizio attento e cortese. Al primo piano del parcheggio Goito, grandi vetrate, arredi scuri, luci soffuse e tovaglie bianche a contrasto, puntuale controllo della certificazione verde. La cucina a vista, il bancone del bar con tutte le bottiglie necessarie per cocktail e drink originali, anche analcolici, considerevole presenza di gin, alcune birre. Più standard la carta dei vini con bottiglie dalle principali regioni italiane, qualcosa dalla Francia, l’assenza di etichette del territorio. Subito, come benvenuto della cucina, un cucchiaio con battuta di salmone e una quenelle di burro salato da spalmare sui cracker o sul pane fatto in casa come la morbida focaccia.
La cucina, i piatti
La lista dei piatti è tra carne e pesce di mare, in preparazioni tendenzialmente dolci e con sapori attenuati, resi meno intensi, specie le salse, anche di ispirazione orientale e fusion, a vantaggio di una resa finale in grado di accontentare il gusto di ognuno. Molte cose cotte a bassa temperatura, alcune riletture, sempre verdure e spezie a completare il piatto. Agli antipasti, il tagliere di prosciutto, salame e Parmigiano è la inevitabile carta da visita della città; l’uovo a bassa temperatura su fonduta di formaggio e lamelle di tartufo è un piatto che sta entrando in molti menu; la crema di zucca tiepida ha una corona di battuta di gamberi, è un gioco dolce su dolce, l’alga croccante più scenografica che altro; la tagliata di salmone, marinato in salsa di soja e mirim (un saké dolce), è molto delicata, la salsa tzatziki (yogurt, aglio, cetriolo...) ha sapori tenui, la cipolla è dolce e caramellata. E ancora carpaccio di Wagyu e crema di Parmigiano; cubi di lingua cotta a bassa temperatura, salsa verde e salsa barbecue.
Ai primi i ravioli alla carbonara sono una rilettura praticata da molti e arrivata fino ai supermercati grazie a Giovanni Rana: qui il formaggio è nel ripieno, il tuorlo d’uovo attorno ai ravioli, l’abbondante e croccante guanciale sparso sopra domina la scena col suo sapore. L’idea è buona, ma il piatto andrà messo a punto per ricreare con equilibrio il sapore tipico della carbonara. I bottoni di vitello con salsa agli agrumi e cardamomo sono una versione creativa degli anolini come le piramidi di zucca, castagne, salsa al Gorgonzola lo sono dei tortelli. Tagliolini al ragù di cervo e anice stellato; spaghetti con scampi, pomodorini e mandorle. Ai secondi, il tomahawk di manzo è per due persone (6.50 euro l’etto); l’anatra cucinata a bassa temperatura ha consistenza morbida, troppo cotta; il pavé di tonno è in crosta di pinoli e pistacchi, insalata liquida e salsa teriyaki (soja e saké); e ancora, filetto di manzo; filetto di orata con cipolla; polpo croccante.
Per finire
Molto curati i dolci: le crepes Suzette fiammeggiate al tavolo; la torta Manuela e la crema catalana rielaborate con originalità; la pera cotta a bassa temperatura una golosità. Prezzi: coperto 4 euro; antipasti 11-16; primi 14-16; secondi 22-27; dolci 6-10. Menu esposto, ingresso, bagni, parcheggio comodi.
Non mancate
Crepes Suzette

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