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il ristorante

Trattoria Ceriati: ghiotta tradizione e qualche variazione

Trattoria Ceriati

Sulle colline di Salsomaggiore dove godersi il sole d’inverno guardando la nebbiolina che ricopre la pianura sottostante e poi rifugiarsi nelle sale accoglienti di questa moderna trattoria. Si sale da Salso per il viale del Grand Hotel Porro Valentini, seguendo le indicazioni per Cangelasio e siete arrivati. Bed&breakfast, bancone del caffè, un paio di sale, un’altra al piano di sopra; arredi moderni, tavoli apparecchiati con tovagliette e tovaglioli di carta (coperto 2 euro), scrupoloso controllo della certificazione verde e mascherine, menu stampato su un foglio usa e getta. Proposte dalle regioni italiane e bottiglie del territorio a prezzi contenuti. Servizio sollecito, patron attento, prodigo di spiegazioni, premuroso nell’offrire piccoli assaggi.


La cucina, i piatti
Ci si muove nell’ambito della tradizione locale con qualche proposta creativa, come è ormai prassi in quasi tutti i ristoranti. «L’antipasto Ceriati» offre un mix di salumi con cipolline al balsamico della casa e una crema di Parmigiano e panna abilmente amalgamati. Buona la gonfia torta fritta, con la crosticina che appena si sfoglia e la pasta che regge bene l’accoppiamento con la spalla cotta calda che è però di quelle piccole, tonde, magre. Ci vuole un ricciolo di burro spalmato sul pane fatto in casa per accompagnare un culatello di Zibello Dop di buona stagionatura, un po’ asciutto e leggermente sapido. E ancora, polenta fritta con Gorgonzola e lardo; formaggi; sformatino di spinaci con Brie e salsa allo zafferano. Le paste sono fatte in casa ma, recita il menu, «subiscono un processo di abbattimento termico» ed è forse per questo che le mezzelune al tartufo nero hanno pasta dura nelle giunture e alcune sono crepate. Buon ripieno e tartufo grattugiato per condimento. Anolini in brodo, tagliatelle al cinghiale, tortelli d’erbetta e sostanziosi cannelloni col ripieno di zucca gratinati al forno con Gorgonzola e cime di rapa. Ai secondi, la punta di vitello ripiena è arrotolata e con patate al forno, ma è domenica, è il giorno del «gran bollito misto» e non ci si può sottrarre. Cotture attente e carni col loro sapore: la morbida lingua di vitello, la gommosa testina con la sua gustosa parte magra, il ripieno di pane, uova, Parmigiano, il dolce cappone, il morbido taglio di manzo nella paletta. Piatto abbondante, preparato e servito con molta cura e accompagnato da salse classiche e leggere: quella verde di prezzemolo, quella agrodolce, quella di conserva, la mostarda di frutta senapata. E ancora: tagliata di filetto con rucola e glassa d’aceto balsamico; cinghiale con polenta; tartara di manzo; bistecca Fiorentina o costata nel taglio Tomahawk (4,50 euro l’etto).


Per finire
Dolci di produzione propria a cominciare dal tortino di cioccolato con anima fondente accompagnato da una ciotolina con gelato di crema; sbrisolona in due versioni: alle mandorle con bicchiere di malvasia passita oppure al cacao e nocciole con un bicchiere di passito rosso; zuppa inglese; cheese cake; bigné con mousse di castagne e marron glacé. Prezzi: coperto 2 euro; antipasti 7-14; primi 9-12; secondi 12-17 (bollito misto 24 euro), dolci 4-7. Menu esposto, ingresso, bagni, parcheggio comodi.


Non mancate
Bollito misto

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