×
×
☰ MENU
☰ MENU

il ristorante

Osteria Restori - Cura e passione in questa cucina familiare di qualità


Osteria Restori - Cura e passione in questa cucina familiare di qualità

Si attraversa il belvedere affacciato sulla valle e, nonostante la stagione, il colpo d'occhio è sempre sorprendente. Mangiarvi d'estate è un piacere, come lo è ora seduti ai tavoli di questa semplice osteria che riserva molte attenzioni e buone sorprese. Sulla fondovalle per Borgotaro, tra Citerna e Solignano, superato il distributore di benzina, si sale fino a Selva Castello seguendo le indicazioni. Controllo della certificazione verde ed eccoci nella prima saletta, ce n'è anche un'altra più grande, vicino alla vecchia stufa di ghisa infilata nel camino e che diffonde il calore buono del fuoco di legna. Pareti in sasso, travi di legno, la credenza, sedie impagliate, tovagliette. Carta dei vini molto personale, costruita, come deve essere, attorno alle preferenze e alle passioni del giovane, scanzonato e smaliziato oste. Poche case vinicole quali Castell'in Villa, Casa Caterina, i vini «senza medicina» selezionati da Ottavio Vecchi, i siciliani di Federico Graziani: sono prodotti di nicchia, di preferenza «naturali», di molta qualità.
La cucina, i piatti
Tutta la famiglia al lavoro, la componente femminile in cucina, quella maschile in sala: i piatti sono preparati al momento e, ad ingannare l'attesa, alcuni pezzi di focaccia con la deliziosa mortadella Favola e scaglie di dolce Parmigiano di montagna Delfante di Ravarano. Tutti i fornitori sono citati ed ecco l'ottima spalla cruda 24 mesi di Ruliano dal colore acceso, sapore intenso, lunghissimo e l'altrettanto buona coppa di Bruno Casoli tagliata a mano: le accompagna la torta fritta, che si sfoglia morbida e nasconde una nota casearia che l'ingentilisce, e rustici, ghiottissimi tocchetti di biset fritti, la polenta montanara con pezzetti di verza e di prosciutto. Anche una selezione di salumi di maiale nero dell'azienda San Paolo. Ai primi, potrebbero essere un azzardo a rischio pesantezza i tortelli ripieni di polenta con ragù di cinghiale, ma la farcia è stata alleggerita e resa cremosa, il ragù è rispettoso, il piatto risulta impegnativo, ma riuscito. Pasta sottile e morbida, ripieno dolce di buona ricotta, burro di Charentes cremoso e saporito, Parmigiano di montagna per i classici tortelli d'erbetta. E ancora: tortelli di patate, cappellacci ripieni di punta di vitello, pappardelle verdi al ragù e fonduta di formaggi. Tra i secondi, le lumache (Parizzi) in umido giocano sul contrasto tra la cremosità della salsa Vichyssoise (patate, porro, panna...) sul fondo, le note vegetali dell'olio al muschio, la consistenza carnosa delle lumache, il croccante del cavolo nero; più semplice lo stracotto di manzo al cabernet con una nota agrumata e l'ottima polenta che l'accompagna. E ancora: tagliata di cavallo, filetto di maiale, carpaccio di carne salada.
Per finire
I formaggi abruzzesi di Gregorio Rotolo o un budino che balla la rumba, che gli dà il nome, con l'intenso cacao fermentato Barry al 64%, uvetta, amaretti, rhum e amarene Fabbri. Gelato al polline mantecato al momento, sbrisolona con passito siciliano, gelato doppia crema, zuppa inglese definita «codigna». I prezzi: coperto 2 euro; antipasti 10-16; primi 10-13; secondi 12-18; dolci 5-7. Menu non esposto, ingresso, bagno e parcheggio comodo.
Non mancate
Lumache, rumba

© Riproduzione riservata

ALTRI RISTORANTI