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IL RISTORANTE

Osteria di Citerna «il Galletto»: ritorno nel segno della tradizione

Osteria  di Citerna  «il Galletto»

Canta di nuovo il «Galletto» a Citerna. Già trattoria-pizzeria di molto successo, sulla strada delle gite nell'Appennino e dei bagni nel fiume Taro, torna ora col nome di «Osteria di Citerna» e con tutte le carte in regola per rinverdirne gli allori. Dopo una profonda ristrutturazione, Andrea Nieppi, figlio di Aldo l'indimenticato oste di allora, e la moglie Camilla ripartono dall'idea di un locale semplice e accogliente dalla cucina generosa, diretta, tradizionale. Entrambi con consolidate esperienze nel settore (lei cuoca e alla guida di una affermata gastronomia, lui cuoco, pizzaiolo, salumiere a Milano), sono aiutati nel servizio di sala dalle figlie, svelte e sorridenti, a comporre una perfetta gestione familiare. L'osteria è molto curata: tre salette, il corridoio con la cucina a vista, pavimenti con mattonelle e cotto antichi, arredi rustici scelti con molto buon gusto, tovaglie e tovagliette di stoffa, fiori freschi e secchi, preziose stoviglie di vecchi servizi, la ciotola per il cane dei nostri vicini di tavolo. Della cantina si apprezzano la molte bottiglie di vini naturali, rifermentati in bottiglia, da piccole cantine di qualità e la scelta attenta, ma non sterminata dalle regioni italiane, i prezzi contenuti.


La cucina, i piatti
Tutto fresco, fatto in casa, le paste tirate al momento: è un programma virtuoso messo in pratica con materie prime di qualità, ingredienti scelti con cura, molta passione. I piatti sono quelli del repertorio tradizionale parmigiano ed è bene fare attenzione alle porzioni generose, perché si rischia di non arrivare in fondo al pranzo e invece i dolci meritano l'assaggio. Il benvenuto della cucina consiste in alcune fette di mortadella tagliata a mano, l'ottima “Favola” di Palmieri, con piccoli pezzi di morbida torta fritta, poi i salumi per antipasto. Il prosciutto S.Ilario con 36 mesi di stagionatura, il salame di Squisito, la coppa di Bocchi, la pancetta piacentina, la spalla cotta di San Secondo di Squisito: tutti buoni e accompagnati da una dolce e croccante giardiniera. Oltre ai salumi: polenta conciata al forno, sformato di zucca al Taleggio, carpaccio affumicato con verdure. Ai primi, gli anolini in brodo sono di quelli col ripieno di stracotto; i tortelli di erbetta o di zucca fatti al momento; le sode tagliatelle condite con un rustico e saporoso ragù di pasta di salame di maiale nero; i tagliolini con tartufo sono il piatto del giorno; gli gnocchi di patate col soffritto; gli gnocchi di zucca, morbidi e fondenti, con una ghiotta fonduta di burro e Parmigiano. Il coniglio alla cacciatora è in bianco, con le verdure a dare colore e sapore a una carne dolce che una cottura appropriata rende morbida e vellutata; la punta ripiena è una fetta generosissima con appena di fondo di cottura e patate al forno. Poi, trippa e fegato in retella o alla veneziana come piatti del giorno; morbidissimi guancialini con purée di patate e, concessione alle mode del tempo, tartara di carne di bufalo.


Per finire
Tanti dolci anche in piccoli assaggi: morbido tiramisù con rinforzo al cioccolato; personalissima mille foglie; torta sbriciolata con crema al caffè; classica duchessa, zuppa inglese... I prezzi: coperto 2; antipasti 5-12; primi 9-12; secondi 12-13; dolci 5. Menu esposto, ingresso, bagni, parcheggio comodi.
Non mancate
Salumi, gnocchi.

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