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IL RISTORANTE

Trattoria Scarica: torta fritta e piatti parmigiani secondo tradizione

Trattoria Scarica

Lunga storia per questa tipica trattoria parmigiana che ha aperto le proprie porte nel 1946 e che, nella gestione delle successive generazioni, è rimasta fedele ai piatti di tradizione locale, a uno spirito improntato a cordiale accoglienza, a prezzi moderati. A pochi chilometri dalla città, lungo la strada di Alberi di Vigatto, il locale è grande, lindo e luminoso, arredi moderni, le voci che si rincorrono e i clienti che spesso vengono salutati con un cordiale «ragazzi!» e non importa l’età. Tovaglie rosse e copri macchia color crema, sedie comode, cameriere/i gentili, rapidi, sorridenti. La carta dei vini merita la segnalazione per il molto spazio dedicato alle etichette e alle cantine parmigiane: le pagine iniziali sono tutte per loro con ampia scelta tra le tipologie prodotte, poi bottiglie dalle regioni italiane e sempre con prezzi contenuti.

La cucina, i piatti

All’ingresso sono in mostra nel banco frigorifero i salumi degli antipasti e si immagina subito che saranno accompagnati dalla torta fritta che è tra le migliori della città. E infatti, ecco il cestino coi pezzi non troppo grossi, leggeri nella crosticina dorata che si sfoglia, perfetta nella sua consistenza appena panosa per accompagnarsi al salame, a una discreta spalla cotta appena speziata. Della torta fritta è possibile averne anche una versione farcita chiamata «sgonfiet». Il culatello di Zibello è povero di sapore, con riccioli di burro e la micca bianca di pane comune; per i più golosi ecco la polentina croccante con acciughe e Gorgonzola dolce. Tra i primi piatti si resta nella tradizione con anolini (tra parentesi li definiscono galleggianti) in brodo o asciutti e pasticciati con sugo di funghi; con discreti, dolci tortelli di zucca e più anonimi tortelli di erbetta entrambi con pasta spessa e sostanziosa; e poi gnocchi di zucca con ragù di pasta di salame; tortelli con ripieno di spalla cotta; sode tagliatelle ai cinque cereali il cui carattere deciso nascondeva il timido sugo d’anatra che le condiva. Dolce trippa alla parmigiana e insalata di pesto di cavallo in omaggio alla città; stinco di maiale alla birra che non riesce a addomesticarne la carne sempre tenace; guanciale di maiale grigio alla malvasia; straccetti di manzo rucola e Parmigiano; costata ai ferri (3,80 euro l’etto); discreta coscia d’anatra confit a bassa temperatura con patata, carote e carciofo; piatto di verdure per i vegetariani; tartare di Fassona piemontese per gli onnivori. Piccola scelta di formaggi e cipolline al balsamico, giardiniera della casa.

Per finire

Le porzioni sono state ricche e dunque bisognava essere stati saggi prima o avere ancora buon appetito: di certo la crema al mascarpone, con salsa al cioccolato, granella di sbrisolona e pezzetti di cioccolato è una tentazione galeotta, come la sbrisolona con zabaione al Marsala. Il gelato al fiordilatte è mantecato al momento, poi il semifreddo, l’affogato al caffè o al rhum, la torta della nonna Tina. I prezzi: coperto 2 euro; antipasti 7-15 (torta fritta 5); primi 10-11; secondi 12-16; dolci 5. Menu a 25 (tre portate) e 35 euro (4 portate). Menu esposto, ingresso, bagno, parcheggio comodi.

Non mancate

Torta fritta

 

 

 

 

 

 

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