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il ristorante

Osteria da Fiore - Tanta griglia e piatti tipici del territorio

Osteria da Fiore - Tanta griglia e piatti tipici del territorio

Trattoria di tradizione, e da molti anni punto di riferimento gastronomico per Sala Baganza, rinnova il suo menu sempre nel rispetto dei piatti nostrani col ritorno alla gestione degli antichi proprietari che aprirono il locale nel lontano 1992. Gli ambienti sono gli stessi con la grande sala e una più piccola, la veranda che dà luce e piacere nei giorni estivi, travi in legno e mattoni, tovaglie bianche e sedie impagliate: la classica trattoria insomma come ognuno se la immagina e come abbiamo conosciuto nel tempo. Il servizio è informale, la patronne prende gli ordini, pazientemente spiega, cerca di accontentare i clienti più noiosi. C’è una discreta carta dei vini con la pagina dedicata ai produttori locali e poi soddisfacente selezione dalle regioni italiane a prezzi ragionevoli.
La cucina, i piatti
Molto spazio alla griglia in questa nuova stagione della trattoria assieme ai piatti tipici del territorio. Si comincia con la selezione dei salumi di cui la zona è ricca: del prosciutto, ben stagionato e con intensa dolcezza, si dice il nome del produttore, fratelli Canetti di Langhirano, e la citazione è meritata. E’ povero di fragranza e asciutto il culatello opportunamente guarnito con riccioli di burro; delude il tortino, un rettangolo di pasta sfoglia farcito con un anonimo ripieno di carciofi, ricoperto di discreta spalla cotta. Per chi non vuole salumi, c’è una misticanza di mela verde, noci, ribes, Parmigiano oppure scaglie di Parmigiano Reggiano di montagna, biologico e di solobruna del caseificio La Gesa di Palanzano. Tra i primi, vanto del locale è il savarin al riso (minimo per due persone) in forma di cupola e in versione delicata con copertura di prosciutto cotto, così come per due è il risotto con culatello e asparagi. Tortelli di erbetta e di patate, anche in porzione bis, con pasta spessa e cottura al dente: quelli di erbetta hanno ripieno con poco carattere, meglio quelli di patate in pasta verde e erba cipollina. Sodi e con buon ragù di porro e pasta di salame i tagliolini all’uovo. E ancora: gnocchi di patate al pomodoro e basilico, anolini in brodo. S’è detto spazio alla brace: alla bistecca alla fiorentina (non meno di 1kg, 50 euro), al tomahawk (da 800-900 g, 42 euro), alla tagliata di Angus, costata o filetto (carne succosa, cottura precisa), costolette di agnello o di vitello, pesto di salame, grigliata mista e verdure alla brace. Tra i piatti di cucina parmigiana, spazio alla carne di cavallo: nella classica, tradizionale «vecchia» oppure sotto forma di pesto con crudité e vinaigrette; una buona trippa con sugo rosso, dolce e soda e polenta arrostita; i guancialini di maiale brasati al vino rosso.
Per finire
Si chiude in dolcezza con la torta sbrisolona, la torta di noci con crema di burro al caffè, col tiramisù, una zuppa inglese in versione gentile e non troppo alcolica, il gelato artigianale alla crema con fragole di stagione o amarene parigine. I prezzi: coperto 2 euro; antipasti 7-14; primi 9-14; secondi 9-22; dolci 5; menu a 30-35 euro. Menu esposto, ingresso, bagno, parcheggio comodi.
Non mancate
Trippa.

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