×
×
☰ MENU
☰ MENU

il ristorante

Trattoria Croce bianca: la tradizione e non solo. E tutto di qualità

La tradizione e non solo. E tutto di qualità

Poco lontano dall’argine del Po, ecco una trattoria che porta un nome antico e ben noto, quante sono le «Croce bianca» nei paesi e nelle città italiane? e pensa moderno con un menu invitante fatto di piatti che utilizzano materie prime del territorio arricchite con ingredienti dalle regioni italiane, cose di tradizione e no, il buon uso di fare in casa pasta fresca e dolci -le verdure, poi, sono sempre parte integrante delle preparazioni. Siamo a Gramignazzo, di fronte alla chiesa, in un locale piccolo e raccolto: all’ingresso il bancone del caffè, due tavoli, bottiglie e prodotti di qualità in esposizione (tavolette di cioccolato e giardiniere), un’altra saletta. Tavoli in legno con sottopiatti in paglia, buona carta dei vini con scelte di qualità, cameriera gentile e sorridente.

La cucina, i piatti

Si comincia coi salumi: culatello di Zibello e soprattutto spalla cruda (Palasone è poco lontano), un salume delizioso, di grande eleganza e personalità, da mangiarsi assolutamente con tutto il suo grasso che si fonde con la parte magra e ne completa il sapore. Stagionata diciotto mesi, al culmine della sua maturazione: era morbida, profumata, lunghissima al palato e il produttore, Bre del Gallo, merita la citazione. Sono ghiotti i crostoni tiepidi con cime di rapa, acciuga sottolio e dolce burrata, segue la stagione lo sformatino di carciofi con salsa al Parmigiano e pomidoro secchi. Poi lumache alla bourguignonne (allevamento Parizzi), misticanza di finocchi, pere e gorgonzola stagionato. Tortelli d’erbetta, pisarei al ragù d’anatra, risotto asparagi e culatello, tra i primi piatti. E spaghettoni cacio e pepe addolciti nella pasta all’uovo fatta in casa ma, per fortuna, non nella crema perfetta di Pecorino romano con viperina e abbondante, come deve essere, macinata di pepe nero. Note delicate e mano leggera nei piccoli gnocchetti con carciofi e spalla cotta. E ancora, paccheri con pasta di strolghino, melanzane e ricotta affumicata. La Garronese veneta (Bionda d’Aquitania) è una razza bovina pregiata e allevata secondo stretti parametri qualitativi: qui è proposta battuta cruda con salsa agli agrumi e menta o sotto forma di tagliata cotta al sangue con spinaci e stracchino: eleganza e sapore coniugati felicemente. CBT è sigla di molto successo, sta per cotto a bassa temperatura, e qui è utilizzata per la coscia di faraona e la pancia di maialino. Quest’ultimo aveva carne fondente, cotenna croccante accompagnata da purée di patate e salsa piccante. Chiudono il capitolo dei secondi le costolette di agnello in crosta di pistacchi e, piatto vegetariano, le melanzane alla moda della casa.

Per finire

Buon gelato di crema fatto in casa e affogato nel caffè; un’intensa torta di nocciole al miele con cioccolato e zabaione; la sbrisolona; il sorbetto al pompelmo rosa, il semifreddo al cocco e frutto della passione. I prezzi: coperto 1,5 euro; antipasti 9-14; primi 9-11; secondi 12-20, dolci 4-5. Menu esposto, ingresso, bagni, parcheggio comodi.

Non mancate

Spaghettoni cacio e pepe

© Riproduzione riservata

ALTRI RISTORANTI