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Che pollo... fritto: storia di una ricetta oltreoceano

Che pollo... fritto

di Andrea Grignaffini

05 Luglio 2022,10:37

Anche il comunissimo, saporito e gustoso pollo fritto ha una sua storia che ne cristallizza l’origine, per quanto possa essere precisa la storia in cucina. Siamo in Indiana, nel Midwest degli Stati Uniti, dove il 9 settembre 1890, vede la luce tale Harland D. Sanders. Il giovane da fanciullo dimostrò una vera passione per la cucina verso la quale già prima dei 10 anni si applicava per mettere a tavola i fratellini più piccoli. Ancora imberbe si dedicò a tanti lavoretti per sopravvivere sempre viaggiando, coniando il suo motto: «Fai tutto quello che puoi e datti da fare il più possibile». Arrivò nel Kentucky dove trovò lavoro presso una stazione di servizio con annesso ristorante e così tornò a galla il suo profondo amore per la gastronomia tanto da aprire un ristorante nel quale serviva molte preparazioni della cucina tradizionale del Sud, fra le quali spiccava il delizioso e appetitoso pollo fritto, croccante esternamente e morbido all’interno che mangiava da bambino.
Sanders divenne ben presto molto famoso tanto da avere necessità di migliorare rendendolo più gustoso e accattivante e nel 1939, scoprì ben undici fra erbe e spezie segretissime per regalare al suo famoso pollo fritto un sapore in più, unico e inconfondibile tanto da coniare la sigla «KFC», Kentucky Fried Chicken, sinonimo della sua preparazione mentre il suo Harland Sanders Restaurant ebbe una menzione nella allora famosissima guida ristoranti di Duncan Hines, «Adventures in Good Eating». A 62 anni decise di mettersi in viaggio per reclamizzare la sua ricetta invogliando altri ristoratori a imitarla ma per diverse coincidenze il suo progetto fallì lasciandolo in un profondo deficit finanziario. Da combattente qual era ricominciò da capo tanto da annoverare nel 1964 in ben 600 ristoranti in USA e Canada il suo marchio, esportandolo in tutto il mondo con la sigla KFC diventando uno dei personaggi più famosi. Morì ricchissimo nel 1980 all’età di 90 anni dopo aver ricevuto tanti importanti riconoscimenti.
Il pollo fritto lo si può definire il sogno americano essendo nel tempo diventato il simbolo trasversale della cucina popolare degli Stati Uniti tanto da diffonderlo anche in altri Paesi come in Europa, in particolare Scozia e Italia, da dove era partito. Furono gli scozzesi i primi a friggere il pollo nel suo grasso senza condimenti, vennero poi aggiunte erbe aromatiche e spezie per un gusto più piacevole. Questa ricetta ben presto fu esportata in Gran Bretagna e visto il successo gli scozzesi la adottarono e alla fine della schiavitù la fecero conoscere nel Sud degli Stati Uniti migliorandone il risultato.
Questa preparazione nasce dalla necessità di estrema povertà in cui versavano in primis gli schiavi afroamericani e come sopravvivenza visto la reperibilità e conservabilità dell’animale. Il successo del pollo fritto americano è determinato anche dalla sua preparazione, infatti si presenta come pezzi di pollo conditi con sale, pepe, paprica, aglio in polvere, messi nel latticello, poi infarinati, panati uniformemente e fritti in padella in abbondante olio di semi o a pressione a 180° fino a formare una croccante crosticina esterna e una deliziosa morbidezza internamente data dai succhi della carne ancora umidi. Vi sono diverse varianti: per chi ha problemi di salute eliminare il latticello e passare direttamente nella farina; maggiormente croccante con i corn flakes sbriciolati mescolati con il pangrattato da unire dopo la panatura di farina e uovo.
Ottimo con accompagnamento di patate fritte, maionese e ketchup. Il pollo fritto oggi è diventato un modo piacevole di gustarlo in varie parti del mondo con catene specializzate come spezza-fame o come pranzo veloce.
Ma la sua storia almeno in Italia non poteva che essere più lontana visto che di pollo fritto si parla già al tempo dei Romani, tanto che Apicio nel IV secolo A.C. lo cita nel suo libro di cucina. Arriviamo al Medioevo in cui il pollo fritto entra nella tradizione italiana diventando una preparazione di prassi nelle cucine di casa anche per il motivo che si possono friggere parti poco costose che diventano appetibilissime grazie ad aromi e frittura.

© Riproduzione riservata

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