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RISTORANTE

Trattoria Oppici, cucina tradizionale con influenza ligure e piacentina

La cucina, i piatti

Arriva anche a Montevacà, circa 800 metri sul livello del mare a cavallo tra le valli del Ceno e del Taro, la calura di questa estate torrida ma, per fortuna, soccorre l'aria condizionata della Trattoria, mentre la sera poi è un'altra cosa. Un piccolo dehors a bordo strada e gli interni accoglienti di questo locale che si è arricchito dell'«Enoteca del Principe», saletta appartata con i muri di sasso e le bottiglie di vino in esposizione. Tutta la famiglia all'opera tra sala e cucina, con sorrisi e informale cordialità; tavoli e sedie comode, ambienti luminosi, atmosfera tranquilla. Clienti abituali e villeggianti che arrivano salendo da Bedonia per la strada che porta a Bardi: la Trattoria è appena prima del passo.
La cucina, i piatti
Gli ambienti sono stati rinnovati, ma la cucina resta fedele a se stessa nell'impronta casalinga, nei piatti di tradizione locale (tortelli, gnocchi), di influenza ligure (pansotti in salsa di noci) o piacentina (pisarei e fasò), nelle porzioni sempre ricche e abbondanti, nell'uso della panna. Molte novità in cantina e non solo per l'”Enoteca del Principe”: la carta dei vini, proposti anche a bicchiere, è ricca e articolata, offre molte bottiglie scelte nelle regioni italiane, allinea alcune etichette di grande prestigio e, ovviamente, di prezzo conseguente. Si comincia con un ricchissimo antipasto accompagnato da una torta fritta gonfia e dorata, molto leggera, appena croccante, da una ciotola di cipolline alla aceto balsamico, da scaglie di Parmigiano Reggiano. Alcune fette di spenta bresaola con rucola e grana, una discreta culatta, la pancetta arrotolata al pepe nero, una dolce, ma giovane coppa servita con la sua pelle, il rustico salame piacentino. Buon ragù di lepre, con nota selvatica non invasiva, per condire le tagliatelle all'uovo fatte in casa; il ricco (troppo) condimento di panna e tartufo sovrasta i piccoli tortelli d'erbetta e nella panna, gran ruffiana della cucina, si smarrisce anche il tartufo estivo. Stessa cosa anche per gli gnocchi di patate che tuttavia “reggono” meglio il condimento. E poi anolini in brodo, tortellini panna e speck. Tra i secondi continua l'offerta di selvaggina con il cervo in umido in grossi pezzi dal sapore spento; poi filetto di manzo e costata (4,2 euro l'etto), salame fritto; tagliata con rucola e grana o con generico balsamico; scaloppine di maiale al limone, al vino bianco o ai funghi; vitello tonnato con discreta salsa a base maionese; roast-beef.
Per finire
Si chiude con una selezione di formaggi proposta tra gli antipasti, ma che è meglio tenere per chiudere il pranzo, o altrimenti con i classici dolci della casa: non si sbaglia (quasi) mai col tiramisù, qui cremoso e equilibrato; oppure con la rinfrescante macedonia con frutta di stagione o col gelato accompagnato dei frutti di bosco. E ancora: panna cotta, semifreddo col croccante di mandorle, crema catalana. Gentile offerta di digestivi e i prezzi: coperto 2 euro; antipasti 15; primi 9-13; secondi 9-18; dolci 4. Menu non esposto, ingresso e parcheggio comodi, bagni con gradini.
Non mancate
Tagliatelle col ragù di lepre

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