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Il Ristorante

Osteria Devodier: da macellaio a oste per carne di qualità ben selezionata

Osteria Devodier

Dove c'era «La bruschetta», antica trattoria di Case Mezzadri. Completamente rimodernata e, soprattutto per queste giornate estive, con il portico rimesso a nuovo, con romantiche, ondeggianti lampadine e affacciato sui prati e sul tramonto del sole. Qui Roberto Devodier, smessi gli abiti del macellaio che lo avevano portato a giusta fama, ha indossato quelli del rosticcere e ha aperto, con tutta la famiglia, questa Osteria inevitabilmente dedicata a chi ama la carne. Si sale, oltrepassato Varano Marchesi, fino al culmine della collina: l'Osteria è sulla strada.

Subito il profumo della brace e in fondo, sotto al portico, il forno e la grande griglia con la legna che brucia. Il robusto ceppo da macelleria in legno, il tavolo d'appoggio, la bilancia su cui pesare la carne (lo scontrino col peso di quanto avete preso vi sarà consegnato insieme al conto): da qui comincia il rito della preparazione e della cottura. Sedie impagliate, tavoli semplicemente preparati (con copri macchia e tovaglioli di carta, ma coperto a 2,50 euro), alcuni dei quali spostati sul prato antistante per cercare il fresco e creare una piacevole scena di cena campestre. Discreta carta dei vini con bottiglie dalle regioni italiane e prevalenza dei rossi più adeguati alle proposte dell'Osteria, servizio sorridente, gentile, informale.

La cucina, i piatti

Agli antipasti la scelta è tra salumi, Parmigiano e pecorino o crudità di carne: si resti in tema e dunque ecco la lieve battuta, straccetti di Fassona conditi con verdure e peperoncino, i baci di dama, vale a dire fagottini di carne ripieni di caprino e noci e di carciofi e pecorino, straccetti di maiale affumicato, buona carne salada. Unico primo piatto sono i tortelli di erbetta alla parmigiana di fattura casalinga, con pasta morbida e leggermente spessa, buona farcia con dolce ricotta e la nota di noce moscata, ma sono stati scolati male o frettolosamente per cui sul fondo del piatto c'è acqua di cottura. Ora la scelta della carne: nei tagli bovini della Fiorentina, costata, tomahawk, picanha, filetto o, in quelli di suino iberico, rack (braciola), pluma o secreto. Frollatura tradizionale di almeno un mese, la Chianina è di animali meticci, la carne finlandese è «sashi», vale a dire ben marezzata di grasso intramuscolare e da animali allevati ad erba, la pluma è un taglio tipicamente spagnolo vicino al collo e molto saporito, così come il secreto che sta nascosto, lo dice il nome stesso, tra spalla e pancetta. Per un sapore ricco, morbido e succulento si scelga il sashi (Fiorentina a 6,80 euro l'etto, costata 5,80); per una carne dal gusto intenso si scelga il bue (6 e 5 euro l'etto); per una carne leggera ed elegante si scelga la Chianina (6,30 e 5,40 l'etto). Ed è su quest'ultima che cade la nostra scelta per una Fiorentina, appena troppo cotta, ma finissima, gustosa, tenera. Per contorno patate arrosto o verdure grigliate (4 euro) e salsa rossa agrodolce.

Per finire

I dolci sono tutti fatti in casa, tranne il gelato artigianale: crema al mascarpone, semifreddo agli amaretti con scaglie di cioccolato, sorbetti, torta alla Nutella. I prezzi: coperto 2,50 euro; antipasto 14-25; primi 12; secondi da 3,80 a 6,80 l'etto; dolci 5. Menu non esposto, ingresso, bagni, parcheggio comodi.

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