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Nella campagna di Vicomero, alle porte della città poco dopo Baganzola, una grande casa colonica è diventata un’accogliente ristorante con un’ampia sala luminosa e al piano superiore salette più appartate. I carri e gli attrezzi agricoli all’ingresso, la bottega dove poter acquistare salumi e golosità, il grande giardino per la bella stagione e subito l’accoglienza cordiale di sperimentati e eleganti camerieri in camicia bianca, cravatta e grembiule nero. Carta dei vini e menu fedeli a quelli pubblicati sul sito web e l’aggiunta, come piatto del giorno, dei guancialini di manzo a stracotto con polenta arrostita. In cantina vini solo italiani con una ricca selezione del territorio e poi dalle regioni a prezzi ragionevoli; tavoli comodi con candide tovaglie di cotone.
Si mangia prevalentemente, e generosamente, parmigiano con qualche variazione sempre nel segno di un sapore dolce e ricco e con salse in condimento. Si comincia dai salumi: da una buona spalla cotta di San Secondo calda in fette dal giusto spessore, dolce e leggermente speziata, con giardiniera di verdure croccanti; dalla spalla cruda di Palasone e soprattutto dallo spallaccio Ruliano 30 mesi di stagionatura e grande personalità. La ‘tartare Robertò (è Trabucchi, maestro macellaio di grande esperienza e bravura) è in realtà una battuta al coltello di filetto con pomodorini a tocchetti, olive e un cucchiaino di senape in grani a parte: un piatto fresco, di buona qualità, ma una tartare è altra cosa. E ancora prosciutto Dop gran riserva Leporati, culatello Dop riserva salumificio Ducale, salame selezione della casa. Tortelli (erbetta e zucca) e anolini in brodo, come a Parma è inevitabile, così come la buona pasta all’uovo delle morbide tagliatelle condite con un pallido ragù di vitello e prosciutto; morbidi e fondenti gli gnocchetti di patate con crema di porro e tartufo, mentre quelli di carote erano con pesto di basilico e noci. Cappellotti ripieni di spalla cotta in salsa rosa e pizzicotti agli asparagi completano l’offerta dei primi piatti. Dalla griglia: bistecca alla fiorentina (6 euro l’etto) o tomahawk (7 euro l’etto), tagliata di manzo o tagliata di cavallo in salsa al Gorgonzola; la punta di vitello al forno, qui in versione senza ripieno, ha carne dolce, con un filo di grasso, morbida e patate al forno; il guancialino di manzo è tenerissimo, ma è sommerso da una greve salsa di verdure che ne compromette la piacevolezza. E ancora filetto di manzo alla griglia o con un generico aceto balsamico e la vecchia di cavallo, antico piatto di tradizione parmigiana spesso colpevolmente trascurato.
I dolci sono opera del patron pasticcere e presentano un sontuoso budino al cioccolato, semifreddi al torroncino con salsa allo zabaione o al croccante con salsa al caffè. Poi la zuppa inglese, la panna cotta con salsa alle fragole, la crème brulée rivisitata. I prezzi: coperto 3 euro; antipasti 12-16; primi 10-12; secondi 12-28; dolci 6. Menu esposto, ascensore, ingresso, bagni, parcheggio comodi.
Spallaccio, budino al cioccolato.

Battuta al coltello nel filetto di manzo: per condimento pomodorini, olive verdi e un cucchiaino di senape in grani

Tagliatelle bianche e verdi, di buona pasta all’uovo fatta in casa, morbide, dolci con un ragù di vitello e prosciutto

Punta di vitello arrosto, qui in versione senza ripieno, di cui si apprezza la carne tenera e dolce

Budino di cioccolato, secondo la migliore tradizione casalinga, per un dolce molto ricco e ghiotto
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