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Parma -

Giovedì 26 Marzo 2026


IL Ristorante

Osteria Campanini: cucina tradizionale, la carne buona e dolci di qualità

Osteria Campanini: cucina tradizionale, la carne buona e dolci di qualità

Nel verde della campagna a ridosso del fiume Ceno, nei pressi di un campo di volo per alianti e piccoli aeroplani, un casale ristrutturato diventa un’osteria moderna molto curata e accogliente. Si passa dal giardino con tavoli all’aperto, poi si entra in una sala arredata con molto buon gusto, sul fondo la grande griglia a legna e una saletta appartata. Tavoli ben preparati con tovaglie bianche, bicchieri scintillanti, luci discrete, il menu e una carta dei vini di produttori dalle regioni italiane e dalla Francia scelti con attenzione, evidente curiosità e desiderio di ricerca.

La cucina, i piatti
Si segue la tradizione locale facendo attenzione alla scelta delle materie prime e curando le preparazioni nel segno della leggerezza e dell’equilibrio tra gli ingredienti, tutto è fatto in casa, dalla pasta all’uovo ai dolci. Particolare attenzione per le carni di razze pregiate e opportuna frollatura, cotte con abilità e precisione. I salumi per antipasto: coppa stagionata, prosciutto e culatta di 30 mesi, salame di Felino accompagnati da torta fritta e dalla giardiniera fatta in casa. E ancora un soffice sformatino di zucchine col sapore delicato della verdura, il profumo del basilico, la dolce passata di pomodoro fresco, il croccante della cialda arrotolata di Parmigiano a completare la composizione di sapori e consistenze. E’ una proposta sempre presente la polentina tenera con fonduta di formaggi vari e Parmigiano che le danno personalità, insieme alle pallide lamelle di tartufo che prendono un po’ di carattere dal calore della preparazione. Ai primi, le paste fatte in casa: sfoglia di spessore adeguato e appena ruvida per i tortelli d’erbetta dolci di ricotta e per quelli di zucca alla mantovana con mostarda e amaretti; più sottile per gli anolini con stracotto di carni miste e buon brodo di manzo e cappone: un piatto invernale che però si apprezza anche nei giorni caldi, specie se alla fine si farà un ancestrale «sorbir» con vino rosso (o anche bianco se si preferisce) che ne attenuerà il calore. Gnocchi di patate col soffritto e tagliatelle con ragù di Chianina chiudono le proposte di primi. Ai secondi lo scenografico uovo al tartufo in cocotte chiuso da una crosta di pane gonfia e dorata; la battuta di Fassona piemontese; millefoglie di Chianina con misticanza, noci e mele; costine di maiale agli agrumi. O le carni alla griglia: la tagliata di scottona Ejendou bretone (incrocio di Prim’holstein, Limousine e Herford) è tenera, succosa, succulenta; l’hamburger su un crostone di pane abbrustolito, con maionese, insalata, pomodoro, cheddar, bacon, cipolla e freschi cetrioli marinati è ghiotto, equilibrato accompagnato da croccanti chips e ketchup a parte. Fiorentine e costate di black Angus (6,50/7,50 l’etto); con le carni vengono portati, come sempre si dovrebbe, adeguati coltelli con la lama ben affilata.

Per finire
Non è da trascurare il capitolo dei dolci, per la torta di mele col gelato di casa, lo stesso gelato con ciliegie al kirsch o affogato nel caffè; la zuppa inglese; il tortino al cioccolato col cuore morbido. I prezzi: coperto 3 euro; antipasti 10-15; primi 11-13; secondi 14-23; dolci 8. Menu non esposto, ingresso, bagni, parcheggio comodi.

Non mancate
Carni

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