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LA RECENSIONE
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Hanno aperto 73 anni fa, allora in aperta campagna e ora qui alle porte della città ed è sempre la famiglia Zanichelli a gestire il locale seguendo le orme del fondatore Romeo.
La signora Paola è tutt’ora in cucina a sovraintendere, gettare un occhio, controllare che tutto vada secondo quello stile tradizionale e di casa che la trattoria non ha mai abbandonato.
Le fotografie alle pareti, i diplomi, gli articoli di giornali e riviste incorniciati e appesi nella sala e nella taverna ne raccontano la storia, arredi semplici e vissuti, piante verdi, le bottiglie e l’atmosfera calda e accogliente completano il tutto.
Il servizio è puntuale, professionale sempre attento, la carta dei vini si molto ridotta negli ultimo tempi, ha poche referenze dalle regioni italiane, prezzi contenuti.
La cucina, i piatti
S’è detto della fedeltà alla tradizione e va aggiunto che le porzioni sono generose nella quantità e anche nei condimenti sempre ricchi di sapore.
Qui non si è mai rinunciato ad usare la panna e a dichiararlo in menu, cosa che non tutti fanno; soffritti e creme al Gorgonzola condiscono e arricchiscono i piatti.
Al martedì si mantiene la tradizione degli gnocchi di patate col soffritto, alla Gorgonzola, col sugo di porcini e pomodoro, anche in ghiotto tris.
D’inverno a volte si trova il grosso cotechino, chiamato mariola, cotto in crosta di pane e sempre gli anolini, per loro cappelletti, dal margine dentellato e conditi con la panna o pasticciati al soffritto di pomodoro, mentre quelli in brodo vengono serviti nella zuppiera delle buone abitudini di casa.
Da non mancare i tortelli di erbetta: morbidi, avvolti nella sfoglia che si ripiega sul ripieno, panciuti, generosi di dolce ricotta e noce moscata, giusto condimento di burro e Parmigiano.
Attenzione all’antipasto che potrebbe già essere un pranzo e consiste in un ricco tagliere di salumi con croccanti lingotti di polenta fritta e acetica giardiniera di verdure.
Inedita coppa cotta alla brace, buona pancetta e culatta, discreto salame, prosciutto appena salato.
Altri primi: le tagliatelle al culatello (riscaldandosi diventa sapido), porro, zucchine sono appesantite dalla panna; tortelli di zucca; pasta e fagioli; tagliatelle porcini e panna.
Ai secondi: faraona alla panna; coniglio alla cacciatora; guanciale di maiale brasato; punta ripiena al forno; tenero ossobuco di vitello in sugo di verdure e piselli; roast-beef e, fuori menu, arista di maiale arrosto con patate.
Contorni: cuori di carciofi in olio, patate fritte, cipolline al balsamico.
Per finire
Una degustazione di Parmigiano (24, 30, 40 mesi dell’Azienda agricola Giansanti di Muzio), meglio ora che come antipasto, servita con miele, composta di pere o di cipolle (12 euro) o le crostate con marmellata di prugne o di albicocche; i semifreddi: quello galeotto con crema e amarene Fabbri; quello con le meringhe o allo zabaione o al torroncino; sorbetto al limone.
I prezzi: coperto 3 euro; antipasti 22; primi 14; secondi 15-18; dolci 6-7.
Menu non esposto, ingresso con gradini, bagni stretti, parcheggio comodo.
Non mancate
Tortelli d’erbetta
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