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«Princes Rosé» De Venoge, il buon champagne della festa

di Andrea Grignaffini -

20 agosto 2019, 08:58

«Princes Rosé» De Venoge, il buon champagne della festa

Un nome altolocato e suggestivo per uno Champagne nobiliare: De Venoge. Fra gli Champagne più prestigiosi delle grandi maison francesi una qualifica di Champagne nobiliare lo merita senza dubbio il De Venoge che pur essendo di matrice svizzera nel tempo ha acquisito il diritto a tutto tondo di qualifica francese. 
Le sue origini molto antiche si rifanno ad una cittadina elvetica solcata dal fiume Venogiz (detto anche De La Venoge), vicino a Ginevra e a una famiglia di notabili che prese il nome De Venoge. Nel 1812 il capostipite, Henri-Marc de Venoge, sposò Marianna Bellinzaghi di estrazione italiana e nel 1825 si trasferirono in Champagne, fondando nel 1837 la Maison de Champagne de Venoge a Épernay iniziando con grande successo la produzione di uno Champagne molto noto fra gli aristocratici e l’alta società francese. 
Da subito fu un successo tanto che qualche anno dopo lo stesso patron inventò, primo al mondo, l’etichetta illustrata sulle proprie bottiglie di vino. Nel tempo acquisì anche il nome «Cordon Bleu» identificativo della stessa azienda, destinato al primo Crèmant che nel susseguirsi degli anni e degli eredi divenne lo Champagne della nobiltà francese. Il successo della Maison si affievolì dopo la Prima Guerra Mondiale arrivando al 1958 con la morte di Ivonne, ultima erede. Dopo vari passaggi di proprietà de Venoge fu acquistata da un potente gruppo, BBC, mettendone a capo Gilles de La Bassettière che con lungimiranza ha riportato in auge la Maison con vini di grande prestigio. 
E vista la festa ferragostana brindiamo con il Princes Rosé (il non millesimato, 75 euro) a base esclusiva Pinot Noir che gioca con i colori di un tramonto marittimo e che si imprime alla memoria per semplicità raffinata con un tripudio di frutti rossi dolcemente speziati; la bocca scorre piacevole con un dosaggio misurato (6g/l) che favorisce una piacevole e morbida acidità agrumata dalle tinte aranciate.