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Convento Annunciata, Bellavista firma un bianco agile e scattante

di Andrea Grignaffini -

12 settembre 2019, 15:05

Convento Annunciata, Bellavista firma un bianco agile e scattante

Totalmente sottostimato a causa della notissima vocazione spumantistica franciacortina aziendale c’è nel vasto portfolio di Bellavista un bianco che è da sempre tra i migliori bianchi italiani. Facciamo la storia del Convento dell’Annunciata. Sulla pendici del Monte Orfano, a 260 metri sul livello del mare, in provincia di Brescia, si erge l’antico convento della Santissima Annunciata dei frati Servi di Maria con un bellissimo doppio chiostro quattrocentesco e i loggiati dai quali lo sguardo spazia dall’Appennino Tosco-Emiliano alle Alpi piemontesi in una visione di estrema bellezza. Dalla metà del Quattrocento il convento cominciò ad ospitare i primi religiosi per poi diventare famoso per il culto e la devozione verso la Madonna da parte dei sempre più numerosi fedeli. Nel trascorrere dei secoli il convento subì avversi eventi come nel 1772 l’esproprio da parte del decreto della Repubblica di Venezia che requisiva tutti i conventi, decretandone così la sua fine. Dobbiamo arrivare al 1895 per trovare una società che lo riscattasse e lo riportasse ai suoi albori e i frati poterono rientrare nella loro comunità e riprendere l’antica occupazione vinicola Dai loggiati del Convento dell’Annunciata l’occhio spazia sul territorio della Franciacorta che comprende numerosi comuni e molte aziende vinicole conosciute in tutto il mondo. Un territorio che comprende diverse zonazioni che permettono lo studio approfondito e la conoscenza dei rapporti tra vitigni e ambiente. Da questo contesto nasce appunto per Bellavista il Convento Santissima Annunciata (42 euro - anni fa imbottigliato in una slanciata bottiglia renana). Uno chardonnay che intreccia al naso fiori inebrianti e frutta matura in macedonia, la bocca riflette tanta opulenza ma salinità naturale e acidità agrumata rendono il sorso agile e scattante. Caratteristiche che gli conferiscono vigore negli anni e lo rendono tra i bianchi italiani più longevi.