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Pignoletto Modena Doc Ancestrale 2018 di Bellei

Sorso intrigante per un vino che ci può accompagnare dall'aperitivo a fine pasto

di Andrea Grignaffini -

02 luglio 2020, 09:21

Pignoletto Modena Doc Ancestrale 2018 di Bellei

La zona dei colli bolognesi vede il pignoletto come il vitigno identitario del suo territorio. Le sue origini sembrano risalire all’Ottocento quando era molto conosciuto nella parte Nord-Ovest di Bologna con il nome di Pinot Bianco, mentre un vitigno simile era noto anche in tutta la Romagna: Pignolo a Forlì, Pignolino a Predappio, Ribolla a Rimini, Uva dall’Occhio a Cesena. Una certa corrispondenza esiste tra Pignoletto e Grechetto di Todi estendendosi con altri appellativi anche in alcune aree delle Marche. 
IL VITIGNO
Le caratteristiche organolettiche vedono un grappolo medio, dalla forma cilindrica e allungata, compatto e spargolo, dotato di due ali. L’acino è di media grandezza con un puntino nero (detto ombelico) all’estremità distale. La buccia è pruinosa di colore verde giallastro, diventando in maturazione ambrato. Il Pignoletto Colli Bolognese è una Doc comprendente una vasta area anche pianeggiante del Bolognese dove viene vinificato in purezza in due versioni: frizzante, fresco, aromatico e di piacevole bevibilità; fermo, sapido, ampio, intenso. Ma se a Bologna questo vitigno ha il suo epicentro non vanno dimenticate altre zone tra cui Modena. Degustando una bottiglia del 2011 (ergo nove anni…) abbiamo compreso le potenzialità di questo vitigno che possono essere sfruttate nella rifermentazione spontanea. Stiamo scrivendo di un’esperienza estrema ma affascinante del Pignoletto Modena Doc Ancestrale di Francesco Bellei che ancora oggi dimostra quanto possano sorprenderci vini che un tempo avremmo definito di beva d’annata. 
IL PIGNOLETTO DI BELLEI
Il colore aranciato annuncia un naso in cui riverberi di metalli preziosi, agrumi fermentati e canditi si intrecciano vertiginosamente e che tornano esplosivi in una bocca sapida di umami. Vale per un’annata antica ma ricordiamo che anche nelle versioni d’annata in vendita ha un suo fascino risolto pienamente in un bicchiere dal sorso intrigante come pochi e che lo rende delizioso non solo come aperitivo ma anche come corroborante «tutto-pasto».

ABBINAMENTI
merenda italiana

SENTORI
frutti bianchi e agrumi