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Brilla questo vino espressione di un territorio e di tanti sentimenti

Vino Santo Trentino Nobles 2004 (L. 0,375) Francesco Poli

di Andrea Grignaffini -

29 ottobre 2020, 08:45

Brilla questo vino espressione di un territorio e di tanti sentimenti

Presidio Slow Food dal 2012, il Vino Santo Trentino è una delle più ricche ed appassionanti espressioni della regione, una di quelle che danno un senso di appartenenza al luogo di origine al pari di miele, mele, speck e vini, passando dalla schiava al lagrein o ancora il bronner e il solaris piantati oltre i 500 metri, ben più resistenti alle malattie fungine che coinvolgono la vite. 
Francesco Poli si trova in una terra quasi al confine, a Santa Massenza, un luogo vocato e storico per la produzione della grappa. Produzioni attive dal 1800 in un clima abile ad accogliere sia le influenze continentali che quelle delle vicine montagne intervallate da laghi e ampi boschi. Un habitat vocato alla produzione di vini dolci già raccontato da Pincio Giano Pirro nel 1648: «... un banchetto molto più fastoso e ricco di portate di vini venne predisposto il 12 settembre 1536, per l’arrivo a Trento di Re Ferdinando ... venivano serviti di norma vini dolci tra i quali ... l’insuperabile Vino Santo, prodotto sui colli di Santa Massenza». 
Questa tradizione l’azienda decide di affrontarla con il primo appassimento dell’uva Nosiola, autoctona trentina, per la produzione del Vino Santo nel 1985 a cui seguirà un’attesa di cinque anni prima di poterne assaggiare il risultato. Poli, oltre i vini fermi, offre grappe invecchiate, alle erbe e liquori e acquaviti di frutta, prodotte dai tipici frutti del trentino: pere williams, ciliegie, amarene e prugne. Dal 1998 Francesco e Alessandro Poli in vigna hanno approcciato l’agricoltura biologica a cui recentemente hanno anche aggiunto i preparati dell’agricoltura biodinamica. Questo assaggio nato nel 2004 inizia dalla raccolta della Nosiola dalle vigne affacciate al lago di Santa Massenza intorno alla metà di ottobre. Servono cinque mesi di appassimento per lo sviluppo sulle uve della muffa nobile a cui seguono fermentazioni e affinamento in acciaio e piccole botti di rovere ed acacia. Brilla nel calice con le sue nuances dorate, dalla paglia al fieno si sposano le erbe officinali e gli aromi di confettura, d’albicocca, e ancora resina e magnolia. Equilibrato al sorso, freschissimo, che già lascia intravedere la sua evoluzione che condurrà a sensazioni ancora più dolci e non dolci, per una piccantezza che dà ritmo al fine pasto.
 


ABBINAMENTI
meditazione e formaggi erborinati

SENTORI
erbe officinali, confettura di albicocca