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Torcilacqua Chianti Classico 2018

Non solo Sangiovese per questo Chianti carico di personalità

12 novembre 2020, 11:02

Torcilacqua Chianti Classico 2018

Nella splendida cornice della campagna Toscana, e più precisamente a Tavernelle Val di Pesa in provincia di Firenze, tra le verdeggianti colline s’innalza verso il cielo Badia a Passignano con la sua abbazia fortificata dalle torri ai suoi quattro angoli e dall’aspetto inconfondibile di un monastero. Fondata nel 1049 l’abbazia appartenente all’ordine dei Benedettini di Vallombrosa nel corso dei secoli, dopo alterne vicende in cui fu distrutta e ricostruita più volte, nel 1986 ne rientrarono in possesso ancora i Benedettini di Vallombrosa. 

CHIENTI, QUELLO VERO
Siamo nel cuore della denominazione del Chianti Classico: qui il Podere Torcilacqua, si estende ad una altitudine di 350 metri verso la storica abbazia. Un luogo dalle perfette condizioni microclimatiche e con un terreno ideale: due elementi che consentono alle uve di produrre vini di struttura senza mai eccessi. Le vigne di età di oltre venti anni sono a “guyot” e a “cordone speronato” con una densità di 5.000 piante per ettaro. I vitigni più rappresentativi si dividono tra quelli di matrice internazionale e ovviamente il Sangiovese. Un terzetto di vini da segnalare in gamma. Il Torcilacqua IGT (Merlot al 75% e Sauvignon al 25%) con fermentazione che avviene per 30 giorni in tini di acciaio e malolattica in barriques. L’affinamento consta di due passaggi il primo di 16 mesi in barriques nuove per il 70% e un secondo passaggio di sei mesi in acciaio prima dell’imbottigliamento. Simile nella progettualità Opìmo Toscana IGT (Merlot 50% e in proporzioni uguali Cabernet Sauvignon e Sangiovese). 
il classico Per identificazione col territorio optiamo per il Chianti Classico 2018 in cui la predominanza del Sangiovese si rafforza di un tocco di Merlot (10%) e uno di Cabernet Sauvignon (5%). La fermentazione è di tre settimane in acciaio, mentre l’affinamento segue due vie diverse prima del taglio: 12 mesi di tonneaux nuovi per il sangiovese e barriques per gli internazionali. Il risultato è un sorso di buon appeal al naso con una bocca piena e tannino disteso.

ABBINAMENTI
primi piatti italiani, carne
SENTORI
violetta e frutti rossi