Sei in Il vino

graduatorie

I vini di Parma: andamento lento

Conferme per  Monte delle Vigne, Ariola e Oinoe - GUARDA LA TABELLA

di Andrea Grignaffini -

28 gennaio 2021, 10:18

I vini di Parma: andamento lento

La fotografia post 2000 del vino nella nostra provincia è stata molto oscillante. Un inizio millennio che lasciava presagire un futuro a tinte vivide con l’ingresso di varie aziende nelle guide, tanti vini in graduatoria, poi un rallentamento che ci faceva scrivere un lustro fa: «Parma non mette la marcia del sorpasso e fa intravedere qualche segnale in riserva: calano le presenze dei produttori e scendono le presenze dei vini premiati». 


Ecco lo scenario è addirittura rallentato ulteriormente. Il dato certo che emerge dallo schema riassuntivo è che almeno c’è un consolidamento delle realtà produttive. 
Ovvio il caso di Monte delle Vigne presente in tutte le guide come da prassi. Se la cristallizzazione è questa lo svolgimento ogni anno è diverso visto che ormai non ha più uno o due vini di punta (Nabucco, Callas, storicamente) ma una gamma che i curatori considerano davvero in blocco. E la cosa accade raramente anche in altre regioni. Quest’anno come da prassi bene i due succitati (Nabucco presente in tutte e sei le guide!) ma performance positive per i Lambrusco (tutta la gamma), ma anche per la Barbera Argille e la Malvasia Poem, a dimostrazione del lavoro sull’autoctono dell’azienda. 


Secondo posto ormai consolidato per Ariola presente in quattro guide su sei che al di là del classico Marcello si sta facendo valere anche con la versione millesimata addirittura quest’anno meglio della classica. Da registrare la super prestazione del Barbian 2018 (un mix di vitigni rossi anche internazionali in versione ferma) che con L’annuario di Luca Maroni conquista 99/100. 
Si conferma poi una realtà di interesse assoluto, in una zona «fuori dal giro» (siamo nel traversetolese) Oinoe, azienda giovane ma consolidata che mantiene le quattro segnalazioni ed emerge in primis con la Malvasia Rea 2019 (in tre guide), senza dimenticare le due citazioni del Lambrusco Mestor 2019. 


Ceci di Torrile ovviamente si fa notare per i suoi Lambrusco già divenuti archetipo di uno stile. Ormai di prassi i 5 grappoli di Bibenda per Otello Nero di Lambrusco - premio per chi ebbe il coraggio di dare una svolta personale all’interpretazione di questo vino - ma bene anche la versione Brut (Bruno). 
In tre guide c’è anche Lamoretti che viene premiato sia per le versioni bianche bollicinose che con tre vini fermi che premiano l’antico coraggio di svoltare per questa bella azienda famigliare. Chiudiamo rimanendo in zona con Carra di Casatico che si porta a casa la presenza in due guide.