×
×
☰ MENU

Tragedia

«Addio Nathan, eri già un angelo. Ora sei con Gesù»

«Addio Nathan, eri già un angelo. Ora sei con Gesù»

01 Dicembre 2021,03:01

Grappoli di palloncini bianchi liberati alla fine della funzione, altri legati ai corrimani della scalinata della chiesa di Santa Maria Maddalena. Il sagrato si riempie. Le mascherine non nascondono il dolore, che è negli occhi. E questo tessuto sottile proprio non riesce a trattenere il pianto disperato dei parenti più stretti, che al passaggio del feretro si gettano a terra singhiozzando.

Arriva così il momento di salutare per l’ultima volta Nathan Vincenzo Kouli, uno dei due diciottenni disabili che hanno perso la vita a Ponte Taro nella tragedia lungo i binari. All’ingresso della chiesa, un bel ritratto del ragazzo. Sopra alla cornice le insegnanti di Nathan hanno appeso un cartellone pieno di foto: frammenti della sua giovane vita finita troppo presto.

Il vescovo di Parma, Enrico Solmi, ha celebrato il funerale scegliendo personalmente le letture. A concelebrare don Valerio Cagna, don Oreste Ilari, don Luca Bigarelli e il diacono Ambeu Beda Dominique. Presenti il sindaco di Fontevivo Tommaso Fiazza e Luciana Rabaiotti, preside del Magnaghi Solari.

«Abbiamo seguito tutti quanto è successo - ha detto monsignor Solmi durante l’omelia -. Siamo vicini a voi, genitori e parenti, così come lo siamo alla famiglia di Anas. Pensando a questa celebrazione, mi è venuto in mente più volte un episodio della vita di Gesù: durante un viaggio, i suoi genitori lo perdono di vista per tre giorni. Anche Nathan era in viaggio: tornava da scuola. E i suoi genitori non l’hanno più trovato. Ora è con Gesù. Un giorno ci ritroveremo, e potrà spiegarci lui stesso cosa sta vivendo ora».

Le preghiere della funzione sono state preparate dalle insegnanti di Nathan. Le professoresse hanno anche letto una lettera per salutare il loro alunno: «Ci mancherà tutto di te e la tua assenza farà tremendamente male».

«Era un angelo - lo ha ricordato la madre Blohonon Nathalie -. Era allegro in qualsiasi momento e si dedicava spesso alla preghiera. Gli facevo sempre una carezza e gli davo un bacio prima che partisse per la scuola. “Ci vediamo dopo”, mi rispondeva. Era molto migliorato, lo vedevo. Dio lo ha preso con sé: che lo accolga».

«Era davvero allegro - ha confermato il papà Gnomba Rufin - e quando si è scoperto che soffriva di autismo, ho raddoppiato il mio amore per lui. L’ho educato come i miei genitori avevano educato me. Perché, anche se uno nasce con l’autismo, solo grazie all’amore si va avanti. Dobbiamo stringerci tutti e restare vicini, specie in questi momenti. Nathan vivrà per sempre nei nostri cuori: ci ha lasciato il suo amore».

Riccardo Zinelli

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI