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L'infettivologo Calzetti: «Variante Omicron, il vaccino funziona, ma serve prudenza»

L'infettivologo Calzetti: «Variante Omicron, il vaccino funzione, ma serve prudenza»

01 Dicembre 2021,03:01

Le notizie sono incoraggianti: i vaccini sembrano proteggerci anche dalle incursioni della variante Omicron, l'ultima minaccia sferrata dal virus. Questa volta l'allarme è partito dal Sudafrica. Ma Carlo Calzetti, medico dell'unità operativa Malattie infettive dell'ospedale Maggiore lancia l'ennesimo avvertimento: vietato abbassare la guardia, perché solo permettendo al virus di circolare possono spuntare varianti più o meno pericolose. Senza contare i danni del long Covid, una malattia ancora tutta da studiare.

Quanto è pericolosa la variante Omicron?
Dai primi dati a disposizione sembrerebbe molto contagiosa, ma non grave dal punto di vista clinico, fatte salve le conseguenze che la malattia può avere sui soggetti fragili.

I vaccini riescono a proteggerci anche da questa nuova minaccia?
Pare che i vaccini funzionino anche contro la variante Omicron, ma il problema è che non esiste un vaccino in grado di funzionare al 100%. Lo abbiamo sempre detto.

Perché il vaccino rimane indispensabile anche se un vaccinato può contagiarsi e contagiare?
Il vaccino dà protezione e nessuno può negarlo. I vaccinati che si contagiano hanno un'evoluzione clinica rispetto ai non vaccinati completamente diversa. In pratica, hanno sintomi modesti. Studi dimostrano poi che chi ha fatto il vaccino sarebbe contagioso per meno tempo.

La terza dose di rinforzo, chiamata booster, è indispensabile?
Sì, perché a seconda dei soggetti l'immunità cala più passa il tempo dalla somministrazione del vaccino. Però, alcuni studi dimostrano che chi entra in contatto con il virus dopo essersi vaccinato sviluppa una memoria immunitaria che fa partire una risposta dell'organismo in grado di rendere la malattia meno grave.

È utile comprare i kit capaci di misurare la quantità di anticorpi ancora presenti nell'organismo?
No, si rischia di sprecare dei soldi. Il mio consiglio è di evitare di comprarli, anche perché non tutti sono standardizzati.

Dopo la terza dose, ce ne saranno una quarta, una quinta e così via?
Continueremo a fare dosi di rinforzo finché il genere umano non riuscirà, come ha già fatto durante la sua evoluzione con altri virus, un equilibrio con il Covid. L'importante è che tutto il pianeta abbia una risposta comune contro il virus, il quale se ha libertà di circolare fa il suo lavoro, cioè muta e dà origine a varianti che possono essere pericolose per la salute.

Quindi, anche con la terza dose dobbiamo mantenere il distanziamento e tutte le precauzioni anticontagio?
Sì, perché per limitare la nascita di varianti bisogna limitare la circolazione del virus, quindi bisogna aumentare la percentuale dei vaccinati, ma anche continuare ad indossare la mascherina, igienizzare le mani ed evitare l'affollamento negli spazi chiusi. Non dobbiamo illuderci, queste precauzioni non verranno abbandonate tanto presto.

È consigliabile vaccinare anche i bambini?
È sicuramente consigliabile, perché tra rischi e benefici prevalgono questi ultimi. Inoltre, il bambino a causa del virus può stare molto male.

Cosa si sa del long Covid?
È un problema molto serio, che dobbiamo ancora conoscere del tutto. Genera sintomi cronici e fortemente invalidanti nel 10-15% di quelli che manifestano la malattia. Si tratta di stanchezza, non completo recupero delle funzioni respiratorie e anche problemi neurologici.

Oltre al vaccino, a che punto sono i farmaci anti-Covid?
Le molecole sviluppate da Merck e Pfizer sono antivirali, similia a quelli usati contro l'Hiv, da usare nei primissimi giorni dopo il contagio. A quanto sappiamo, entro un mese o un mese e mezzo dovrebbero essere resi disponibili. Si tratta di pillole che potranno essere assunte dal paziente a casa propria. Poi ci sono i monoclonali, e anche loro stanno funzionando.

Lei renderebbe il vaccino obbligatorio per legge?
Sì, io sono a favore dell'obbligo vaccinale. Così non facciamo abbastanza. Se tutti i Paesi avessero fatto come l'Italia, ma anche Spagna e Portogallo hanno lavorato bene, non ci troveremmo in questa situazione. Purtroppo, attorno a noi, il virus continua a circolare.

Pierluigi Dallapina

© Riproduzione riservata

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