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Aveva 49 anni

Addio a Natasha Huff, la «rosa inglese» di Parma

Addio a Natasha Huff, la «rosa inglese» di Parma

02 Dicembre 2021,03:01

Bella, come una rosa inglese. Si dice così dalle sue parti per descrivere una ragazza che non sfiorisce mai e rimane naturalmente bella. Con quel suo sguardo luminoso e con quella sua ricchezza interiore che la portava a pensare sempre al prossimo, prima che a se stessa. Natasha Huff era in tutto e per tutto una «english rose».

E ora che non c'è più, a soli 49 anni, non si è spenta: le sue volontà erano già scritte in quel giorno di Santa Lucia del 1971 quando era nata a Londra. Perché i suoi occhi continueranno a vivere, per dare la vista a chi ne avrà bisogno: Natasha ha infatti donato le cornee.

Da Londra con la famiglia si era spostata a Torquay nella contea del Devon e si era laureata in Giurisprudenza a Cardiff. Nel 1992, durante un Erasmus a Passau, in Germania, aveva conosciuto uno studente di Economia di Parma, Raffaello Barazzoni, che da lì a pochi anni sarebbe diventato il il compagno di vita e il papà di Victoria, la sua bimba.

Nel 1995 Natasha era infatti già a Parma. Insegnava inglese in scuole private e pubbliche, come lettrice al liceo Ulivi e al San Benedetto. E poi dava lezioni al centro linguistico dell'Università, sempre come madrelingua. Aveva collaborato con l'allora Tv Parma per il Tg in inglese e per alcune trasmissioni, e tutti la ricordano per la simpatia. Dopo il matrimonio a Torquay, il trasferimento in provincia di Perugia. Ma poi, il rientro a Parma nel 2020. E Natasha era felice, perché Parma era nel suo cuore: amava molto la piccola grande città di provincia, dove poteva raggiungere qualsiasi luogo con la sua bicicletta. Anche a Perugia aveva creato forti legami d'amicizia, ma Parma era davvero la sua seconda «patria»: le piaceva la gente e poter raggiungere l'argine del Po per camminare. Natasha adorava immergersi nella natura, quella della montagna e della Bassa. Una donna attiva nel tempo libero e sul lavoro: con un bando l'anno scorso era riuscita ad entrare nelle graduatorie ed era tornata nelle aule universitarie come lettrice. Perché Natasha era professionalmente e umanamente molto apprezzata: faceva anche traduzioni per grandi aziende, come la Chiesi. Il lavoro e la famiglia: d'estate tornava sempre a Torquay da mamma Marlene e dal fratello Chris. E poi le vacanze sulle Dolomiti e la musica: andava all'opera, al Regio e all'Arena. Natasha era bella sì, ma tanto dolce quanto sensibile e spontanea: era incapace di pensare cattiverie e aveva un altruismo innato. Natasha era brava a far del bene, prima fra tutti alla famiglia: al marito Raffaello e alla sua gioia, la piccola Victoria. Una «mamma eccezionale». Sempre presente e coraggiosa. Così come è stata fino all'ultimo giorno, martedì mattina, in quel letto di ospedale, nel reparto di Oncologia del Maggiore: «Il professor Musolino ha fatto il possibile per lei», sottolinea il marito. Una donna di una forza esemplare, che «ha scelto la vita e non la malattia», come dice una cara amica. Una donna che continuerà a vivere con la luce dei suoi occhi in altre persone. Anche se Parma non la vedrà più pedalare sorridente per i borghi, davanti a scuola di Victoria o all'Università. L'ultimo saluto a Natasha Huff sarà sabato: alle 8,45 partendo dall'ospedale Maggiore per la chiesa di San Benedetto in via Saffi, dove domani sera alle 20,30 si terrà il rosario.

Mara Varoli

© Riproduzione riservata

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