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Fidenza

Confronto fra candidati? No, un clamoroso forfait

10 maggio 2019, 05:25

Confronto fra candidati? No, un clamoroso forfait

MICHELE DEROMA

Doveva essere il secondo dibattito pubblico, organizzato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, tra i quattro candidati sindaco. Invece ieri all’ex Macello si è presentato solo Andrea Massari. Gli altri tre in lizza, Maurizio Moschini, Andrea Scarabelli e Daniele Aiello hanno dapprima preannunciato la propria assenza per poi confermarla nel pomeriggio.

«Ho evidenziato un mio mancato gradimento delle domande - ha scritto Moschini agli organizzatori dell’incontro - in quanto formulate al passato e concentrate sulla politica dell’amministrazione uscente: pertanto, ad evidente vantaggio dell’attuale sindaco». Stessa motivazione esposta in un comunicato dallo staff di Scarabelli: «Non ci aspettavamo di dover rispondere a domande formulate in modo da elogiare il lavoro svolto da Massari. Soltanto nella mattinata di oggi ci è stata disponibilità alla riformulazione delle domande, ma avevamo già altri impegni: ma lungi da noi il voler sfuggire ai confronti». Invito declinato anche da parte di Aiello, che in una nota ha spiegato che, «essendo venuto a conoscenza della mancata partecipazione al dibattito da parte di due candidati, ho evidenziato agli organizzatori dell’iniziativa che non ritenevo opportuno partecipare perché erano venute meno le condizioni per un confronto».

Ritrovatosi da solo, Massari non ha così nascosto le critiche ai tre avversari e in particolare a Scarabelli: «Domande scomode? La vita del sindaco è molto scomoda, non è un gioco: ed è un brutto segno, andare sul palco con Matteo Salvini e dire che “in città bisogna parlare di nascosto” e poi rifiutarsi di presenziare qui. Siamo orgogliosi di essere fidentini: la frase “Liberiamo Fidenza”, pronunciata venerdì da Scarabelli in piazza Repubblica, ha fatto ribrezzo ai cittadini».

Il sindaco uscente e aspirante al bis amministrativo ha quindi risposto alle domande formulate dal giornalista Egidio Bandini, sulla base di alcuni macrotemi scelti dagli esponenti dei sindacati organizzatori dell’incontro, Vincenzo Vassetta (Cgil), Mariolina Tarasconi (Uil) e Ivan Bersani (Cisl). A proposito di «difficoltà nell’operato amministrativo», Massari è partito dall’unione delle Terre Verdiane: «Per risolvere quello che era diventato un problema, ci siamo seduti ad un tavolo con tutti i sindaci dell’ente, anche di diverse parti politiche. E si è lavorato con attenzione e scrupolo, sino a rendere l’attuale unione un’opportunità importante, capace di procurare risparmio ed efficienza a vantaggio dei cittadini di Fidenza. I numerosi bandi andati a buon fine? Per amministrare servono volontà e voglia di lavorare: sono fortunato nell’aver avuto a disposizione una squadra che ha lavorato tanto», ha detto Massari sull’operato dell’amministrazione uscente.

Passaggio sulla vicenda Bormioli - «trovare un imprenditore come Alberto è stata una grande fortuna» - e sul panorama occupazionale nel territorio: «Tra il 2015 e il 2018 sono stati creati 1.163 nuovi posti di lavoro, di cui 405 solo nel 2018. Il segreto? Fidenza ha avuto la fortuna di saper differenziare i vari settori economici. Ci vuole coraggio, come dimostrato da chi ha contribuito alla nascita del polo commerciale all’uscita dell’autostrada, un gioiello che ci invidiano tutti. Merito di una comunità che investe e si impegna, che non deve essere liberata ma che si rimbocca le maniche».

Toccato anche il tema Asp, «un riferimento importante per il territorio: cinque anni fa chiesi a tutti i sindaci del distretto di chiudersi in una stanza e uscire a soluzione trovata e ora Asp è un’azienda in utile, con una sua identità e un perimetro di funzionamento».

Chiusura con le priorità dei primi cento giorni da sindaco rieletto («continueremo con i progetti che stiamo realizzando e sono in via di definizione, sul campo delle infrastrutture, degli impianti sportivi e del sociale») e su una riflessione «scomoda»: «Se non verrò eletto? Sarò in minoranza e farò opposizione, senza fare la sceneggiata di abbandonare il consiglio comunale».

 

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