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Calcio

Salvezza, il Parma guarda avanti

15 maggio 2019, 05:03

Salvezza, il Parma guarda avanti

Paolo Grossi

Il Parma è tornato ad allenarsi a Collecchio con una seduta mattutina. Che era già in programma prima che arrivasse la mazzata dell'altra sera al Dall'Ara. Ed era in programma anche che fosse a porte aperte ai tifosi. I quali però quel che avevano da dire lo avevano già detti: chi c'era a Bologna, gli altri a sfogarsi sui sociale e nelle chat. Tant'è che ieri mattina sul terrazzo del centro sportivo a seguire le evoluzioni dei gialloblù c'erano solo tre «aficionados». I giocatori scesi in campo contro il Bologna hanno svolto un lavoro defaticante. Per il resto del gruppo, lavori di attivazione seguiti da esercizi tecnici e sul possesso palla. La seduta è stata conclusa da una partita su porzione ridotta del campo. Biabiany e Grassi hanno svolto una parte del lavoro con i compagni. Allenamento personalizzato per Diakhate Oggi è in programma un'altra seduta mattutina a porte aperte che avrà inizio alle 11.

Ieri però a bordo campo per tutta la durata dell'allenamento hanno stazionato il presidente Pizzarotti, il vice presidente Malmesi, il club manager Lucarelli e il diesse Faggiano, che in precedenza aveva parlato con tecnico e squadra. L'ipotesi ritiro era stata esclusa a caldo, lunedì sera, da D'Aversa che evidentemente ne aveva già parlato con i dirigenti.

MORALE BASSO

L'atmosfera era ovviamente moscia. D'altra parte nessuno poteva aspettarsi un'escalation alla rovescia del genere ed è questo che lascia confuso il gruppo. Una sola vittoria nelle ultime sedici giornate racconta di una squadra in grave difficoltà: il mercato leggero di gennaio, gli infortuni, specie quello di Inglese, un calo di motivazioni, la crescita degli avversari (Bologna, Spal, Cagliari) che hanno cambiato marcia nel girone di ritorno. Tutto ha contribuito a lasciare aperto un discorso-salvezza che dopo Udine, in gennaio, pareva archiviabile in tempi brevi e senza alcun patema. Da quel giorno però il Parma ha fatto solo 10 punti. Il Bologna, per esempio, ne ha messi assieme 25, la Spal 24, l'Empoli 18. Persino il Frosinone, retrocesso da tempo, ne ha fatti 14. A proposito di Frosinone: contro i laziali e il Chievo, l'altra squadra già in B, il Parma ha guadagnato solo tre dei dodici punti a disposizione. Ecco insomma i dati dell'attuale calvario. Per tagliare la testa al toro servirebbe una vittoria con la Fiorentina, o, in assenza di quella, lo stesso risultato che l'Empoli riuscirà a conquistare in casa contro il Torino.

UN PRECEDENTE

Il cammino in stile-gambero del Parma ricorda tanto quello dell'Udinese l'anno scorso. I friulani dopo venti giornate avevano 28 punti proprio come i crociati quest'anno: hanno poi raggiunto quota 40 superando Verona e Bologna, entrambe per 1-0, nelle ultime due gare (Il Crotone, terz'ultimo, arrivò a 35). Insomma, niente di nuovo sotto il sole calcistico e auguriamoci che l'epilogo sia analogo. La logica vorrebbe che l'Empoli non possa battere sia Torino che Inter, ma nelle ultime giornate meglio non contarci troppo sulla logica. Se ce ne sono a sufficienza, è meglio contare sulle proprie forze.

 

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Paolo Grossi Il Parma è tornato ad allenarsi a Collecchio con una seduta mattutina. Che era già in programma prima che arrivasse la mazzata dell'altra sera al Dall'Ara. Ed era in programma anche che fosse a porte aperte ai tifosi. I quali però...

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