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TESTIMONIANZA

Collecchio, quando Dimitri si chiamava Jessica

18 maggio 2019, 05:52

Collecchio, quando Dimitri si chiamava Jessica

GIAN CARLO ZANACCA

COLLECCHIO Jessica, Dimitri, Marco, Gabriele, Cristian, per finire, poi, ancora con Dimitri: una serie di nomi a testimonianza di un percorso di cambiamento che ha visto come protagonista una lei che è diventata un lui.

Dimitri Martini è, oggi, un giovane di 30 anni di Ozzano Taro che racconta la sua storia: quella che lo ha visto protagonista per una vita e l’ha portato ad approdare ad una nuova identità.

Nasce nel 1988 a Parma e i genitori, Gabriele di Ozzano e la madre Marina dell’Ucraina, la chiamano Jessica.

«E’ un nome che non ho mai utilizzato – spiega Dimitri –. Ero ancora molto piccolo e mi trovavo in vacanza in Ucraina quando ho incontrato un bambino di nome Dimitri della mia stessa età: in lui mi sono rispecchiato e, anche se ero ancora una bambina, mi vedevo riflesso in un corpo maschile che presentava, fra l’altro, una straordinaria somiglianza con il mio».

Inizia così il lungo percorso che ha portato una bambina a diventare un giovane di bell’aspetto, spigliato e sportivo. E’ stato un percorso non facile in cui il futuro Dimitri ha avuto a fianco la nonna Violetta, il nonno Bruno, la zia Silvia, gli amici di sempre di Ozzano e la sua ex ragazza che gli hanno dato tanto affetto, quello che gli è servito per affrontare un percorso impegnativo come quello legato al cambiamento di sesso.

«Gli affetti sono importanti e il fatto di sentirmi accettato, pur con i miei problemi, sono stati fondamentali. Non rinnego chi sono stato – spiega – ma mi sono sempre sentito Dimitri in un corpo diverso».

Da qui il desiderio di cambiare che si è concretizzato nel cambio di nomi: «Marco nella prima infanzia si è trasformato in Gabriele dai 10 ai 15 anni, per diventare Cristian fino ai 20 ed approdare a quello definitivo, Dimitri, dopo l’operazione».

Dimitri ha frequentato le elementari ad Ozzano e Gaiano, le medie a Collecchio ed il Bodoni a Parma, oggi lavora, va in palestra e gioca a calcetto. Ma non è sempre stato così: «alle elementari – ricorda – quando dovevo andare in bagno volevo usare quello dei maschi ma le maestre mi dicevano: “no, tu devi andare nell’altro e stare seduta”. Allora non mi preoccupavo più di tanto, pensavo che sarei cambiato».

E poi l’adolescenza, un periodo certamente non facile a cui è seguita le decisione irrevocabile: quella di cambiare sesso.

«Grazie all’associazione Mit – Movimento Identità trans – spiega Dimitri – ho preso contatto con le strutture deputate a Bologna, ho seguito un iter molto scrupoloso e ho fatto l’operazione al Sant’Orsola nel 2012».

Oggi Dimitri vive normalmente.

«Il mio sogno – dice – è quello di avere un famiglia». Non tutto è stato facile ma lo ha aiutato una grande determinazione, anche se qualche resistenza in famiglia c’è stata, in un primo momento; oggi la solarità, la serenità sono i tratti che lo contraddistinguono.

«Ho cambiato sesso a 23 anni – conclude – mi sentivo imprigionato in un corpo che non era il mio e che oggi mi appartiene: mi sento in armonia con me stesso e con gli altri».

Consigli per chi intende intraprendere questo percorso? «Ci vogliono coraggio, forza e bisogna guardare dentro se stessi per capire chi si è veramente».

 

 

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