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Baby gang

«Regolamento di conti» tra ragazzini all'ombra del Battistero

19 maggio 2019, 05:04

«Regolamento di conti» tra ragazzini all'ombra del Battistero

C'è mancato un pelo che l'incontro «chiarificatore» all'ombra del Battistero non si trasformasse in un pestaggio in piena regola.

Protagonisti due gruppi di ragazzi (età media 15-16 anni): da una parte i parmigiani e dall'altra i cremonesi, in netta inferiorità numerica visto che erano soltanto in tre. Sbarcati in centro ieri pomeriggio, appunto, per «chiarire» una faccenda delicata: un quindicenne parmigiano accusa uno dei cremonesi (minorenne pure lui) di avere una tresca con la sua fidanzatina.

E così il cremonese s'è presentato nel posto stabilito per l'incontro - la zona del Battistero frequentatissima dalle compagnie di adolescenti che in passato s'è fatto un gran parlare - portandosi dietro un paio di scudieri, di cui uno maggiorenne. Forse una mossa «precauzionale»: il ragazzo fiutava già l'eventualità che dalle parole si passasse alle botte.

Peccato che il «rivale» parmigiano avesse con sé una truppa di supporter molto più folta. Quando sono arrivati, i cremonesi si sono trovati accerchiati da una ventina di adolescenti dall'aria per nulla amichevole. I «capipopolo» erano ovviamente il quindicenne roso dalla gelosia, spalleggiato da un 16enne di origini pakistane, descritto come il più scalmanato del gruppo.

Dalle urla («dai, facciamogli vedere») s'è passati agli spintoni e alle smanacciate e insomma i cremonesi se la son vista brutta.

Una scena che non poteva passare inosservata: vista la piega pericolosa che stava prendendo il «regolamento di conti» qualche passante ha pensato bene di chiamare il 113. In pochi istanti sono planate in zona Battistero tre volanti della questura.

I poliziotti hanno trovato soltanto il trio dei cremonesi (i ragazzi di Parma, alla vista delle pantere, s'erano già tutti volatilizzati): spaventati, con qualche graffio ma per fortuna niente di serio (nessuno è andato al pronto soccorso), i ragazzi hanno raccontato agli agenti quel che era successo, compresi i retroscena e fornito nomi e cognomi (sia del 15enne rivale in amore che del compare pakistano).

Sono arrivati i genitori dei minorenni cremonesi a prenderli in consegna, in particolare il papà del ragazzino accusato di insidiare la fidanzata del parmigiano ha spiegato agli agenti di essere già al corrente di tutta questa storia. L'intenzione è di chiarire civilmente le cose con le rispettive famiglie, senza tirare in ballo avvocati e tribunali. Saggia decisione, approvata anche dagli agenti.

Pare una combinazione ma forse non lo è: proprio venerdì pomeriggio (ossia il giorno prima) i poliziotti erano approdati in zona Battistero insieme alla municipale e hanno identificato una ventina di ragazzi.

Le «visite» delle divise continueranno, così come stabilito da un tavolo tecnico che s'è tenuto in questura: a sentirli chiamare baby-gang qualcuno storcerà il naso, ma comunque proteste e lamentele per gli schiamazzi e vandalismi di alcuni gruppi ci sono state, anche di recente. Per cui urge una sorveglianza speciale. l.f.

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C'è mancato un pelo che l'incontro «chiarificatore» all'ombra del Battistero non si trasformasse in un pestaggio in piena regola. Protagonisti due gruppi di ragazzi (età media 15-16 anni): da una parte i parmigiani e dall'altra i cremonesi, in netta...

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