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Busseto

Gambazza: «Verifiche offensive sulla tassa dei rifiuti»

21 maggio 2019, 05:04

Gambazza: «Verifiche offensive sulla tassa dei rifiuti»

«Le verifiche sulle tasse dei rifiuti? Offensive per i cittadini». Lo scrive in un comunicato l'ex sindaco Maria Giovanna Gambazza, consigliere comunale e capogruppo di «Busseto Città Viva».

L'ex primo cittadino fa sapere che nel comune di Busseto sono state recapitate ai cittadini da Iren migliaia di lettere «con l’esito dei controlli effettuati sulle superfici assoggettabili a verifica sulle planimetrie catastali delle singole abitazioni, senza nessuna spiegazione alla cittadinanza da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale sulle motivazioni - continua la Gambazza -. Comune e Iren hanno convenuto di far pagare a tutti i cittadini le eventuali incongruenze sulle metrature delle superfici delle abitazioni rifacendosi dal 2014, prevedendo così il recupero dei 5 anni pregressi. Una modalità inammissibile».

In particolare, l'ex sindaco sottolinea che nella lettera «non vi è nessun riferimento normativo, nessuna informazione sul metodo usato per estrapolare i dati. Si è verificato un ulteriore disservizio legato alla spedizione di più lettere al presunto cittadino, aggiungendo così caos al caos. Veniamo ai punti focali della questione: il progetto "Bonifica banca dati" affidato in convenzione, nel dicembre 2017, dall’amministrazione comunale a Iren prevede il controllo capillare e l’assoggettamento delle superfici di tutte le abitazioni presenti sul territorio comunale mediante una banca dati catastali dei fabbricati, forniti dal Comune e una banca dati in uso ad Iren. Nella convenzione si legge che la nuova metodologia proposta viene ritenuta dagli amministratori bussetani efficace e innovativa». Ma la Gambazza non ci sta: «Da chi è stata verificata? Dov’ è il documento firmato che convalidi la metodologia di Iren? Quali sono i tempi di realizzazione e come è strutturato il piano previsto delle attività?».

Ma il dato di maggior gravità è un altro: il costo sostenuto dal Comune per la realizzazione di quello che la consigliera chiama «innovativo progetto raschia tasche», che è «di oltre 130.000 euro, coperti attraverso i proventi derivanti dall’attività di recupero per tutti gli anni pregressi e inserito nei piani finanziari Tari 2018-2019 - insiste la Gambazza -. Quindi per i cittadini onesti oltre il danno anche la beffa! E un’amministrazione comunale vicina ai suoi cittadini, soprattutto ha già assicurato gli introiti delle somme Tari utilizzando il criterio della riscossione per tutti gli anni non caduti in prescrizione dal 2014 al 2018. Una vergognosa modalità che contrasteremo con ogni mezzo: interrogazioni al sindaco, raccolta firme e ricorso alla Corte dei conti. I cittadini di Busseto sono tra i più virtuosi nella raccolta differenziata a livello regionale, con oltre l’80%. Dove sono i benefici? Già nel 2015 l’introduzione della raccolta differenziata puntuale, doveva favorire la riduzione delle tariffe: cosa mai verificatasi».

«Durante la mia amministrazione, come sindaco, ho sempre perseguito e combattuto il fenomeno dell’evasione-elusione fiscale con gli strumenti consentiti dalla legge - conclude la capogruppo -. Ma ben consapevole del fatto che la maggioranza dei cittadini ha sempre pagato le imposte».

r.c.

 

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