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MAXI FRODE

Sabbatino condannato a 5 anni e 10 mesi: confiscati oltre 3 milioni

21 maggio 2019, 05:05

Sabbatino condannato a 5 anni e 10 mesi: confiscati oltre 3 milioni

GEORGIA AZZALI

Un unico obiettivo: non versare un euro alle casse dell'Erario. O risparmiare il più possibile. Era stato costruito bene, il meccanismo: un ingranaggio che girava alla perfezione finché la Finanza non ha fatto saltare il «giochino». Fiumi di soldi non versati da parte dell'imprenditore Luigi Sabbatino, origini campane e titolare della Nuova Ls Group, società di impiantistica industriale di Fidenza, che avrebbe messo in piedi il sistema insieme a commercialisti e consulenti del lavoro. Una lunga serie di truffe aggravate, ma anche dichiarazione infedele, indebita compensazione ed emissione di fatture inesistenti: reati che ieri sono costati a Sabbatino una condanna a 5 anni e 10 mesi con rito abbreviato, nonostante quindi lo sconto di un terzo previsto dalla legge e l'assoluzione dall'imputazione di associazione a delinquere. Un salasso, poi, quanto l'imprenditore dovrebbe restituire allo Stato: il giudice ha disposto la confisca di 3.271.912 euro, che se non saranno trovati sui conti correnti potranno essere recuperati anche con l'acquisizione di beni immobili e quote societarie.

Molto più di quanto aveva chiesto il pm Paola Dal Monte, che si era «fermata» a 4 anni e 3 mesi, la stessa pena prevista per il patteggiamento che Sabbatino aveva concordato nei mesi scorsi, ma rigettato a gennaio dal gip perché l'imprenditore non aveva saldato i suoi debiti con il Fisco. Il pubblico ministero aveva infatti chiesto che a Sabbatino fossero riconosciute le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti per la fondamentale collaborazione data alle indagini. «Non solo si è assunto le sue responsabilità - ha sottolineato il pm durante l'udienza -, ma ha chiarito il progetto criminoso rispetto al quale ognuno ha dato il proprio contributo».

Lui e non solo lui. Poco più di un anno fa, oltre a Sabbatino, erano infatti stati arrestati cinque professionisti e un imprenditore originario di Crotone, finiti subito ai domiciliari. Altre 21 persone erano poi state indagate. E lo scorso gennaio erano arrivate le prime tre condanne (con pene fino a 2 anni e 8 mesi), 5 patteggiamenti (con la condizionale) e 16 rinvii a giudizio, anche per associazione a delinquere nel caso di sette imputati.

Tutti nel frattempo sono tornati in libertà, ma solo l'appello (che la difesa ovviamente presenterà) potrà evitare che si riaprano per Sabbatino le porte del carcere. L'imprenditore e i complici si sarebbero mossi in varie direzioni per non finire nelle maglie del Fisco: con la «paga globale» il lavoratore aveva un compenso forfettario, indipendentemente dalle malattie in diversi casi inesistenti (anche se ieri Sabbatino è stato in parte assolto da quell'imputazione) o dal contratto di solidarietà, applicato senza che ci fosse una riduzione dell'orario di lavoro come previsto dalla legge. Grazie a un articolato sistema di frode fiscale, secondo gli inquirenti, l'imprenditore poteva esibire crediti inesistenti in compensazione. Così, lo Stato erogava indennità non dovute, e le imposte non erano più un problema. Il surplus di stipendio ai lavoratori veniva dato in contanti, grazie alle false fatturazioni.

Due anni di indagini, partite nel 2015 da un'ordinaria verifica fiscale degli uomini della tenenza di Fidenza sulle società Ls Group e Nuova Ls Group. Due piccole aziende, con qualche decina di lavoratori e stranamente con sedi legali e amministrative diverse: le prime nel Napoletano, le seconde invece a Noceto e a Fidenza, dove effettivamente veniva svolta l'attività. Nel 2016, inoltre, i dipendenti della Ls Group, messa in liquidazione, a loro insaputa vennero licenziati e riassunti dalla A.M. Assistenza Meccanica, di cui era amministratore di fatto lo stesso Sabbatino. I requisiti per la mobilità? Inesistenti. E un'altra beffa per l'Inps.

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