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Oltretorrente

Via dai viali, i pusher adesso sono «invisibili»

26 maggio 2019, 05:08

Via dai viali, i pusher adesso sono «invisibili»

LAURA FRUGONI

Se ne sono andati sì o no? Gli immarcescibili pusher di viale dei Mille (e del dirimpettaio viale gemello) hanno finalmente schiodato da quei marciapiedi, sfiancati e decimati dal pressing delle divise?

La risposta non è così semplice. Per farsi un'idea conviene farci un salto, in Oltretorrente. Passarci un sabato mattina a raccogliere le confidenze dei residenti-vedette e di chi questo quartiere lo ama e lo difende. Bisogna camminarci dentro, tenendo occhi e orecchie aperti.

Racconta Carla, che da anni era abituata a vedere lo stesso panorama sotto le sue finestre di viale dei Mille: «Una volta ne avevo contati diciassette nell'arco di duecento metri. Ora sui viali - è vero - se ne vedono molti di meno. Fino al tardo pomeriggio nessuno. Cominciano a sbucar fuori all'orario in cui gli acquirenti escono dagli uffici. I pusher adesso li trovi soprattutto nei borghi, e molti si rintanano dentro quegli strani negozi che non si capisce cosa vendono. Io ce l'ho avuto un negozio, conosco tutte le “gabole” necessarie per aprire, per chiudere... Questi sembrano un mondo a parte. Addirittura molti hanno le vetrine completamente oscurate, coperte da cartelloni e scritte in modo che tu non puoi vedere dentro. Come mai tutto ciò è permesso?».

«In Oltretorrente è cambiato il modo di spacciare - annuisce Roberto, altro residente molto attento a quel che succede sotto questo cielo - sono furbi, più veloci delle forze dell'ordine nel cambiare metodi e abitudini. Ci sono negozi che sono diventati luoghi d'incontro. Ci vanno a spacciare? Questo ovviamente non possiamo dirlo, però ci facciamo parecchie domande. Come mai vanno a rintanarsi sempre lì?».

L'altro giorno proprio Roberto ha adocchiato una faccia nota che entrava in un afro-bazar in borgo Parente e ha chiamato il 113. «E' arrivata la polizia, sono rimasti un paio d'ore e poi se ne sono andati».

Gli african market ed affini pare non conoscano venti di crisi: continuano a spuntarne di nuovi, accanto ai veterani. «Vedi quello? Il proprietario è cinese e non è una cosa strana, i titolari di parecchi african market sono cinesi - annota una negoziante (che accetta di parlare, “ma il mio nome non lo metti”) - è sempre aperto fino a tardi e c'è sempre un gran via vai. Vetrina oscurata. Bevono birra “mimetizzata” dentro le lattine di pomodoro».

Non è una guerra all'etno-shop. «In Oltretorrente - appunta Carla - ci sono anche tante realtà di cui andiamo orgogliosi, negozi gestiti da extracomunitari che sono un'eccellenza». Fruttivendoli, pasticceri, panettieri... la lista è parecchio lunga e variegata.

E però. «In via D'Azeglio c'è un african market che vende alcolici ai minorenni - la dritta arriva via sms da un'altra abitante - li fa pagare poco e di sera c'è la fila...».

Facciamo un salto nel market. Al banco un giovane dall'aria assente, si vende di tutto un po', gli alcolici te li ritrovi appena dentro. Una parete intera: solo le birre riempiono uno scaffale dal pavimento al soffitto, e poi via con i superalcolici per tutti i gusti. Prezzi buoni: per le nostre tre bottigliette d'acqua in tutto fanno due euro e dieci centesimi.

In un sabato finalmente primaverile non puoi fare a meno di innamorarti ancora una volta di questi borghi incantevoli pieni di voci, caldi di umanità. La voce di Carla spezza l'incanto. «Vedi quello? E' uno spacciatore». Eccone un altro, e un altro ancora.

Tipo umano riconoscibile. Canotta sgargiante (rigorosamente di marca), ben vestito, sguardo tra l'ingrugnito e lo sfuggente di chi vive all'erta. «Molti li conosciamo bene. Qualcuno riescono a imbarcarlo e meno male che c'è questo nuovo questore. Però ci sono quelli che non mollano, tornano. Molti abitano qui, o nelle case popolari del Montanara. Spaziano: puoi trovarli anche in via Mazzini. Di mattina. Per non parlare della movida di via D'Azeglio. Un tempo ci andavo anch'io. Ora è piena di pusher».

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LAURA FRUGONI Se ne sono andati sì o no? Gli immarcescibili pusher di viale dei Mille (e del dirimpettaio viale gemello) hanno finalmente schiodato da quei marciapiedi, sfiancati e decimati dal pressing delle divise? La risposta non è così...

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