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Biometano

L'Unione industriali: «Progetto inattuabile e inammissibile»

13 giugno 2019, 05:08

L'Unione industriali: «Progetto inattuabile e inammissibile»

Un altro «no» al progetto di impianto di smaltimento rifiuti nell'area Nord della città. Arriva dall'Unione parmense degli industriali, che interviene nel dibattito con una nota nella quale «boccia» la proposta di realizzazione dell'impianto, definendola «inattuabile e inammissibile».

«La proposta di realizzare un impianto di trattamento di rifiuti organici (compresi liquami bovini e suini) nell'area di via Paradigna è, a nostro giudizio, una proposta che contrasta con una serie di dati di fatto che la rendono, per tale ragione, inattuabile e inammissibile».

«Anzitutto l'idea di smaltire a Parma rifiuti provenienti da molte altre parti del territorio nazionale, come sarebbe richiesto dalle dimensioni dell'impianto, contrasta con la vocazione spiccatamente agroalimentare del nostro territorio ed in particolare con l'esigenza di trovare soluzioni di smaltimento dei rifiuti sostenibili sotto il duplice profilo della destinazione allo smaltimento al riuso dei rifiuti prodotti solo nel nostro territorio e dell'esigenza di aumentare e non ridurre i livelli di qualità ambientale evitando scelte che aggravino anziché migliorare sia l'immagine green del territorio che la qualità dell'aria».

«Altro elemento che pare irragionevole e contraddittorio con la ricerca di sempre più elevati standard di qualità paesaggistico ambientale è la collocazione, ancora una volta, sul fronte autostradale ed in prossimità di molte aziende e di molte abitazioni private di un centro di trattamento di liquami con finalità di produzione del biometano che, al netto di altre considerazioni, non potrebbero non provocare, per un raggio di molte centinaia di metri, un impatto odorigeno sicuramente fastidioso e non è dato sapere quanto sopportabile».

«La logica dell'economia circolare e della ricerca di nuove modalità di produzione di biometano, sicuramente condivisibile in astratto, deve, in concreto, essere coniugata con scelte che vedano la localizzazione dei siti destinati alla realizzazione di questi impianti in località che, per le loro caratteristiche, non impattino in maniera significativa su preesistenti insediamenti abitativi o produttivi che prevedano una consistente presenza di cittadini e/o lavoratori».

«Al riguardo sarebbe forse opportuno, ed in questo senso si formula l'auspicio, che l'Amministrazione comunale possa accogliere il suggerimento che l'assessorato all'Urbanistica valutasse la possibilità di riconsiderare le destinazioni d'uso previste nell'area di via Paradigna così da impedire l'insediamento di attività che ne aggravino il già significativo carico ambientale».

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