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SALSO

Vespasiani addio, Salso è rimasta senza bagni pubblici

14 giugno 2019, 05:03

Vespasiani addio, Salso è rimasta senza bagni pubblici

Belli e impossibili. Così, parafrasando una nota canzone di Gianna Nannini di tanti anni fa, si potrebbero definire i due vespasiani in stile liberty che si trovano nei pressi del palazzo dei congressi e della stazione ferroviaria chiusi da mesi. Per la verità, da circa un decennio, ne manca un terzo collocato in parco Mazzini proprio dietro lo stabilimento Zoja e che, una volta «sradicato» dalla sua posizione, non è più stato rimesso al suo posto.

Le due infrastrutture superstiti, che già da alcuni anni avevano mostrato segni di malfunzionamento, legato in particolare a motivi tecnici, sono state definitivamente chiuse lo scorso anno. Così Salsomaggiore è rimasta senza bagni pubblici e questo, in una città frequentata in particolare da persone di una certa età, non è certo un bel biglietto da visita. «Soprattutto per chi arriva in treno il disagio è maggiore perché una volta in stazione ci trova davanti ai bagni della ferrovia chiusi da tempo – protestano i cittadini – Stesso discorso per il vespasiano nel piazzale antistante la stazione stessa. Chi pensa al disagio per studenti, pendolari ma soprattutto i turisti di una certa età che arrivando a Salsomaggiore in treno si trovano a non poter utilizzare i bagni pubblici? E pensare che una volta si potevano trovare i bagni pubblici persino nei pressi di piazza Berzieri».

La creazione dei vespasiani risale all’inizio del secolo scorso quando la Società Terme Magnaghi e l’amministrazione comunale nel quadro di un miglioramento generale delle infrastrutture mise mano anche alla creazione di toilette pubbliche per venire incontro alle esigenze dei curandi.

Furono così sistemati alcuni vespasiani in stile liberty recanti in rilievo lo stemma della città termale in viale Matteotti, all’inizio di viale Milite Ignoto, in parco Mazzini, in viale Romagnosi e nella zona della stazione. Al termine della seconda guerra mondiale, il Comune decise la rimozione di quelli in viale Matteotti ed all’inizio di viale Milite Ignoto forse perché troppo in vista e carenti di privacy.

r.c.

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