Sei in Gweb+

L'INCHIESTA

Bagni pubblici, situazione disastrosa

15 giugno 2019, 05:06

Bagni pubblici, situazione disastrosa

Gian Luca Zurlini

C'era una volta il tempo dell'ex Cobianchi sotto Piazza Garibaldi e dei cosiddetti vespasiani lungo i viali di circonvallazione e in alcuni punti del centro storico.

Si parla di una cinquantina di anni fa, quando però sul fronte dei servizi igienici pubblici Parma era una città molto più servita e funzionale di quanto non lo sia oggi.

WC PUBBLICI «DESAPARECIDI»

Per i parmigiani e per i turisti che oggi girano per Parma l'unico consiglio è di essere già a posto con eventuali «bisognini» prima di andare in giro per la città. Perché la situazione sul fronte dei wc pubblici non è certo positiva. Dopo il cambio dei costumi e delle normative che hanno portato alla chiusura dei bagni pubblici e dei vespasiani pochissime sono infatti rimaste le possibilità di trovare un gabinetto pubblico in città. E anche in quei pochi casi la situazione è tutt'altro che ottimale come si può desumere dalle foto pubblicate in pagina. In pratica a Parma oggi i servizi igienici pubblici sono pochi, mal segnalati e nella maggior parte dei casi ridotti in condizioni poco edificanti.

IL CASO DI PIAZZA GHIAIA

Emblematico è il caso di Piazza Ghiaia: da un paio d'anni, dopo la chiusura dei bagni situati a fianco del Teatro Regio, ben visibili e frequentati anche dai turisti benché con il problema dell'accesso per i disabili, gli unici servizi igienici pubblici in centro sono quelli sotto la scalinata di Piazza Ghiaia. Una collocazione che però è molto più difficile da rintracciare per chi non è della città. E a questo si aggiunge che spesso buona parte dei servizi igienici all'interno sono fuori uso. L'unica altra alternativa è il bagno interno al Municipio, subito dopo la reception, che però non è disponibile durante i weekend e non è in alcun modo segnalato in modo chiaro. Ci sarebbe poi anche il bagno della pensilina di viale Toschi, di proprietà della Gespar, ma che da tempo è quasi sempre chiuso e di fatto inutilizzato.

IL «DISASTRO» DEI PARCHI

Anche nei parchi pubblici la situazione non è molto migliore. Da anni sono fuori uso, e destinati alla demolizione, i wc che erano all'interno del Parco Nord, vasta area verde che si trova così senza nessun bagno pubblico. Ma anche dove ci sono, i servizi sono quasi da terzo mondo: in Cittadella da anni i bagni sono all'interno di un container in metallo ormai arrugginito posizionato in «bella» vista davanti all'ex Ostello chiuso dal 2006 e ancora in attesa di una riapertura. La situazione igienica è a dir poco precaria e appare impensabile poter portare ad esempio un bambino a fare i propri bisogni in quei bagni. Né va molto meglio al Parco Ferrari, dove uno dei «bungalow» in legno che «ospitano» i servizi igienici è da tempo chiuso e inagibile, come recita una scritta a dir poco improvvisata che si trova sulla porta, mentre nell'altro le condizioni sono decisamente poco felici.

LE POCHE ECCEZIONI

Le uniche eccezioni parzialmente positive riguardano il parco ex Eridania, dove il bagno, annesso al chiosco da poco tempo installato nel parco, è in buone condizioni ma è utilizzabile soltanto quando il bar è aperto, quindi con forti limitazioni, visto che in inverno per diversi mesi il chiosco rimane chiuso. Nel Parco Ducale, invece, è discreta la situazione nei wc a fianco dell'area giochi dopo che è stato istituito un servizio di sorveglianza, mentre in passato erano diventati un «rifugio» privilegiato per tossicodipendenti, mentre funzionano a «singhiozzo» e con scarsa pulizia quelli vicini all'ingresso di viale Pasini. Qui comunque la situazione è molto peggiorata da quando sono stati tolti i vecchi vespasiani che si trovavano di fronte allo storico chiosco bar e che erano anche molto più visibili.

COSA FARE

Parma 2020 sarà un evento che si spera porti in città un aumento del turismo: l'obiettivo dovrebbe essere di presentare una città con servizi adeguati a quello che sarà il livello delle numerose iniziative in cantiere. E dunque appare impensabile che Parma possa arrivare a questo appuntamento senza una dotazione adeguata di servizi igienici pubblici, che peraltro si possono trovare senza difficoltà in molte città europee, ma anche in diversi capoluoghi italiani. Né si può pensare di far fronte all'emergenza contando sui bar in quanto esercizi pubblici. Si dovrebbe quindi intervenire intanto per rimettere in funzione i bagni a fianco del Regio e poi pensare a un piano per la collocazione di nuovi servizi igienici nelle zone dove maggiore è la presenza di persone. Anche perché l'alternativa è rappresentata dagli «orinatoi» a cielo aperto improvvisati dove non si ritrovano solo i cosiddetti sbandati, ma anche persone che hanno magari un'«urgenza» impellente.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gian Luca Zurlini C'era una volta il tempo dell'ex Cobianchi sotto Piazza Garibaldi e dei cosiddetti vespasiani lungo i viali di circonvallazione e in alcuni punti del centro storico. Si parla di una cinquantina di anni fa, quando però sul fronte...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal