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RICORDO

Cesare Candalise, il barbiere con la passione del collezionismo

16 giugno 2019, 05:06

Cesare Candalise, il barbiere con la passione del collezionismo

Vittorio Rotolo

«Ogni oggetto ha una meravigliosa storia da raccontare. Dietro un cavatappi, una medaglia, una tazzina da caffè, un portachiavi, c’è infatti sempre un vissuto personale. Un ricordo indissolubilmente legato alla vita di chi, quell’oggetto, me lo ha donato». Chissà quanti amici ed affezionati clienti che frequentavano la sua bottega, avrà affascinato con questi racconti, Cesare Candalise, il barbiere di via Zarotto scomparso all’età di 71 anni e di cui ieri ricorreva il trigesimo.

Un personaggio amato da tutti, nel quartiere. E molto conosciuto, anche per quella sua curiosa passione per il collezionismo. Cimeli che il signor Cesare aveva ordinatamente disposto nel suo negozio, facendone un «museo» ricco di suggestioni. Pezzi talvolta introvabili e ricevuti in dono dai clienti, che durante un lungo viaggio o rovistando in qualche vecchia cantina, trovavano sempre una «chicca» da affidare alle sue mani esperte. Il collezionismo lo aveva affascinato sin da giovanissimo. Le prime raccolte erano state quelle di francobolli e monete. Successivamente si era specializzato in rasoi, arrivandone a possedere oltre 200. E poi macchinine, accendini, orologi, medaglie del periodo a cavallo fra le due guerre mondiali, immagini di vecchie pubblicità e degli acconciatori di tutto il mondo.

Originario di San Giovanni in Fiore, in Calabria, Candalise era arrivato a Parma alla fine degli anni ‘80, insieme alla moglie Patrizia - conosciuta in Val Badia, dove aveva lavorato a lungo - e ai due figli, Valentina e Luca. Proprio quest’ultimo ha seguito le orme paterne ed oggi è titolare di un salone di acconciature per uomo e donna, in borgo Antini.

Quattro anni fa, la scomparsa della moglie Patrizia era stata un colpo durissimo per Cesare, che aveva comunque continuato a dedicarsi al lavoro. Lo si vedeva spesso al Bar Primavera o seduto ad un tavolo della Trattoria Antonia, in pausa pranzo. Ed aveva sempre una buona parola ed un sorriso per tutti, questo barbiere innamorato della storia. Da poco tempo era diventato nonno della piccola Mia, figlia di Luca. Quello scricciolo era la luce dei suoi occhi.

 

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