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Anziani

Meno ospiti nei centri diurni, più richieste per gli spazi collettivi

16 giugno 2019, 05:05

Meno ospiti nei centri diurni, più richieste per gli spazi collettivi

SIMONE DEL LATTE

I dati demografici sulla popolazione di Parma nel periodo 2015/2018 ci consegnano un progressivo invecchiamento della cittadinanza (da circa 43 mila a più di 44 mila ultrasessantacinquenni), seppur con una leggera diminuzione del numero di anziani presi in carico (da 3316 a 3164).

È quanto è emerso dalla quinta commissione consiliare permanente, riunitasi venerdì pomeriggio nella sala cultura del municipio.

Ad aprire i lavori è stata l'assessora al welfare del Comune di Parma Laura Rossi che per l'occasione ha presentato, assieme al dirigente del settore sociale Luigi Squeri, le cifre relative all'attività nell'area anziani. A fronte di un costante calo degli utenti accolti nei centri diurni (da 423 a 383), si registrerebbe un parallelo aumento dei soggetti assistiti negli spazi collettivi (da 49 a 67).

E mentre la consigliera Daria Jacopozzi (Pd) ha invocato una maggior attenzione alla prevenzione e del trattamento di casi delicati (Alzheimer), il collega Bruno Agnetti (Parma Protagonista) ha auspicato un incremento degli spazi collettivi, in virtù dei preziosi servizi di socialità che offrono agli anziani. Richiesta questa accolta favorevolmente dall'assessora Rossi, che ha preannunciato che i due spazi collettivi in via Olivieri e in via Pontirol Battisti potrebbero ben presto diventare tre.

È il caso della residenza «XXV aprile»: «La scelta che abbiamo preso quest'anno è stata quella di non rinnovare il contratto di accreditamento in scadenza per il centro diurno, che verrà trasformato in spazio collettivo, mantenendo però la comunità alloggio e i servizi assistenziali».

A breve sarà indetta una gara di appalto per la gestione del centro, ad oggi affidato alla cooperativa sociale «Proges».

Nonostante il ripensamento della residenza di via Taro, Parma risulta comunque essere la città dell'Emilia Romagna con la più alta dotazione di posti nei centri diurni: 245 in rapporto ai suoi circa 23 mila ultrasettantacinquenni.

Interessanti infine i dati relativi alle risorse investite in quest'ambito dall'amministrazione. Oltre a più di 15 milioni stanziati dalla Regione nel Fondo regionale per la non autosufficienza, il Comune di Parma garantisce un extra di circa 600 mila euro per mantenere alto il livello qualitativo dei servizi dei centri diurni e dell'assistenza domiciliare.

«Fondi sociali utilizzati per pagare una spesa che dovrebbe essere sanitaria», ha commentato amaramente l'assessora Rossi.

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