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RAPINA

Riempì di botte gli addetti del supermercato, condannato

18 giugno 2019, 05:06

Riempì di botte gli addetti del supermercato, condannato

Una faccia conosciuta. Non perché l'avessero già visto altre volte aggirarsi tra gli scaffali infilando qualcosa sotto la giacca. Ma perché da anni mandava avanti un negozio nella via. Eppure in quel giorno di dicembre del 2010 il «collega» della porta accanto si trasforma nel rapinatore che semina il panico facendo finire all'ospedale il responsabile del supermercato e colpendo anche due addetti alla sicurezza. E ora è arrivata la condanna del tribunale: 2 anni per l'uomo, origini iraniane, oltre a una multa da 400 euro. Il pm Andrea Bianchi aveva chiesto 6 mesi in più.

Una sequenza sconcertante, perché nessuno dei dipendenti dell'allora supermercato Billa di via D'Azeglio avrebbe mai immaginato di dover fare i conti con il commerciante-rapinatore. Quella sera era entrato verso le 8 e aveva cominciato ad aggirarsi freneticamente tra le corsie del market: prodotti di ogni genere infilati nel carrello. Una sorta di bulimia consumistica, apparentemente insensata, mettendo insieme una mega spesa da oltre 300 euro.

Un po' anomalo, forse, ma nulla di più. Se non fosse che quando il commerciante è arrivato davanti alle casse, è passato oltre, senza preoccuparsi minimamente di saldare il conto. A quel punto il responsabile ha allertato la vigilanza, ma la reazione è stata violentissima: prima l'uomo ha spintonato più volte un addetto alla sicurezza, poi ha assestato calci e pugni a un altro dipendente. E quando il responsabile del supermercato è intervenuto in aiuto dei due, viene colpito da una gragnuola di cazzotti e gettato a terra. Il commerciante ha in mano anche un coltello da cucina e urla frasi del tipo: «Vi accoltello tutti quanti e vi ammazzo».

È una pattuglia della polizia municipale che riesce a bloccarlo. Mentre il responsabile del supermercato finisce all'ospedale con una spalla rotta.

r.c.

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Una faccia conosciuta. Non perché l'avessero già visto altre volte aggirarsi tra gli scaffali infilando qualcosa sotto la giacca. Ma perché da anni mandava avanti un negozio nella via. Eppure in quel giorno di dicembre del 2010 il «collega»...

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