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DEGRADO CHOC

Bambini soli e circondati dalla sporcizia: marito e moglie patteggiano

19 giugno 2019, 05:08

Bambini soli e circondati dalla sporcizia: marito e moglie patteggiano

Georgia Azzali

La play station e qualche altra diavoleria elettronica a fare da baby sitter. L'unica compagnia, quei giochi costosi. Ma per il resto solo squallore in quell'appartamento a pochi passi dal centro, nel quartiere San Lazzaro. E quattro bambini - tra i 6 e i 12 anni - circondati da sporcizia e montagne di piatti e pentole con avanzi di cibo già infestati dalle blatte. «I grandi? Dove sono i grandi», aveva chiesto l'assistente sociale, entrata in casa insieme ad alcuni agenti della polizia municipale. La risposta era arrivata subito, semplice e diretta: «A fare shopping, tranne papà che è al lavoro».

Una desolante situazione di abbandono, che aveva fatto scattare la denuncia nei confronti di marito e moglie, origini ivoriane. E ieri, lui (35 anni), padre di uno dei quattro piccoli e zio degli altri tre, ha patteggiato 8 mesi; quattro mesi in meno, invece, per la moglie, 31enne. Tutti e due erano accusati di abbandono di minore, ma per la donna, che non era madre di nessuno dei bambini, è caduta l'aggravante, benché - secondo l'accusa - dovesse provvedere alla custodia dei piccoli. Il giudice Fiorentini ha comunque stabilito la sospensione della pena e la non menzione.

Sono passati cinque anni dal blitz. Ma fin da subito i bambini avevano trovato rifugio in un centro di prima accoglienza. Lontano dall'appartamento in cui i «grandi», anche se fantasmi in quel pomeriggio di luglio, almeno sulla carta avrebbero spesso affollato ogni stanza. Non familiari, ma connazionali a cui il padre dei bambini permetteva di fornire l'indirizzo di casa come residenza per facilitarli nelle richieste del permesso di soggiorno. Agli agenti era bastato uno sguardo allo stato di famiglia per scoprire un elenco di 13 persone, tra adulti e minori, che avrebbero dovuto vivere stipati in un appartamento con due camere da letto.

Ma il controllo a sorpresa di vigili e assistenti sociali ha alzato il velo su un angolo di degrado e privazione. Al citofono non aveva risposto nessuno, ma il cancelletto era aperto. Pochi gradini per trovarsi davanti all'ingresso, e dopo qualche scampanellata la porta si era aperta. Nessun adulto ad accogliere gli operatori, solo bimbi di colore che scorrazzano tra le stanze. Raccontano di essere soli da cinque ore e di non aver nemmeno un telefono per poter chiamare in caso di bisogno, ma non hanno nemmeno le chiavi di casa. È la ragazzina più grande - che parla bene l'italiano - a scrivere i nomi dei bambini, tutti già in carico ai servizi sociali. C'è un odore acre. I piccoli sono sporchi, e i vestiti sono coperti di macchie. Hanno i videogiochi, ma né acqua o cibo. I ripiani della cucina, però, sono invasi da stoviglie con resti di cibo presi d'assalto dagli insetti.

Ma tutto l'appartamento è in uno stato di completo abbandono: polvere ovunque e fili elettrici scoperti. Una delle camere è invasa da sacchi pieni di abiti e scarpe, che non permettono nemmeno di girare attorno al letto. E il vetro della finestra del bagno è rotto.

Stanze piene di insidie per dei bambini. Costretti a crescere in fretta.

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